mercoledì, 20 Gennaio 2021
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“Art for rights”: un ponte tra Firenze, Parigi e NY all’insegna della cultura

Al via l'edizione speciale del Festival Costante Cambiamento dedicata ad “Art for rights”. Per quest'anno tanti eventi e nuove sorprese.

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Al via l’edizione speciale del Festival Costante Cambiamento dedicata ad “Art for rights”. Per quest’anno tanti eventi e nuove sorprese.

L’EVENTO. Inizia la nuova edizione del Festival Costante Cambiamento dedicata ad “Art for rights” che andrà in scena dal 4 al 13 ottobre al Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights of Europe, all’Istituto Francese di Firenze e al Caffè Letterario Le Murate. L’edizione 2013 del Festival è stata presentata oggi in Palazzo Vecchio dall’assessore alla cultura Sergio Givone, dalla direttrice dell’Institut français Firenze Isabelle Mallez, dall’Executive Director European Operations RFK Center for Justice and Human Rights da Federico Moro e dal presidente Cospe Fabio Laurenzi. La specificità di questa edizione sarà l’apertura di finestre sul mondo per permettere il coinvolgimento di artisti/attivisti, fra cui gli americani Mark LeVine e Ellen McLarney, in conference call il 4 ottobre dalla Duke University di New York, o ancora Faizal Zeghoudi, coreografo/sociologo franco-algerino che il 12 ottobre discuterà in conference call da Parigi del nuovo femminismo e della nuova funzione sociale della donna nello spettacolo del mondo arabo.

LO SCOPO. L’intenzione della diciassettesima edizione del Festival dedicato al tema ‘Art for rights’ è collegare tre capitali della cultura quali New York, Parigi e Firenze per far emergere dallo scenario internazionale alcuni “artivist” (ovvero artisti-attivisti che fanno parte del movimento politico-creativo Culture Jamming sviluppato all’interno di alcune comunità di artisti, pensatori, sociologi, filosofi, storici e attivisti, per dare un nuovo significato all’impegno della cultura contemporanea nei confronti delle urgenze sociali internazionali), che con il loro lavoro stanno sensibilizzando da tempo l’opinione pubblica, del web e non solo, attraverso un fitto gioco di connessioni sotterranee che indicano nuove strade di espressione, per una liberazione dal sistema costituito e per la tutela dei diritti umani e civili.

IL COMMENTO. “Il Festival, che quest’anno ‘convoca’ artisti attivisti in transito in tre diverse città di cultura, ha una grande valenza anche simbolica – ha detto l’assessore Givone – e quest’anno si presenta con un tratto speciale perché ‘convoca’ artisti attivisti in transito in tre diverse città dove la cultura ha un significato e un peso enorme. Gli artisti attivisti sono artisti che nella loro arte trovano una profonda ragione di impegno politico. Non siamo di fronte ad una riedizione dell’‘engagement’, dell’impegno così come era stato pensato a partire dagli anni ’60; con questo Festival siamo di fronte a qualcosa di diverso perché qui non è l’arte, ovvero la musica, la danza e il teatro, che viene applicata a un determinato problema politico per cui l’artista si fa banditore di una certa ideologia. Qui c’è qualcosa di molto diverso che va colto in profondità: c’è che l’artista trova una valenza politica in quello che fa, nella sua arte. In questo caso, la politica non è qualcosa che viene rincorsa dall’arte che dopo averla raggiunta si mette al suo servizio, ma è l’arte che diventa politica, che ha un’energia politica in quanto forza estetica. Il transito attivo è compiere delle performances, le stesse, in tre città diverse sapendo che la stessa cosa proprio perché fatta a Firenze, Parigi e New York acquista risonanze diverse e si lascia percepire come una cosa sempre nuova: danzare in una piazza di Firenze è qualcosa di diverso che danzare in una piazza di New York anche se la danza è la stessa”.

L’OMAGGIO. Il programma vedrà inoltre un omaggio a Robert F. Kennedy con una lettura/spettacolo divisa in due parti (4 e 12 ottobre) ispirata al testo di Giovanni Borgognone ‘Sogno cose che non sono state mai’.

PROGRAMMA. Il 4 ottobre a Costante Cambiamento si parlerà del progetto sul cinema e i diritti civili ‘The Long Road’, che ruota intorno alla straordinaria figura di Malik Farrakhan, ex giocatore di football dei Buffalo Bills, attore e attualmente a capo della sicurezza del gruppo Public Enemy. L’autore, il musicista e artivist Reda Zine, introdurrà il proprio lavoro nel quale viene evidenziato il percorso dei diritti civili degli ultimi cinquant’anni degli Stati Uniti. L’11 ottobre sarà la volta di ‘Coreografare la realtà urbana’, incontro con la coreografa Alix de Morant con proiezione di estratti di spettacoli per riflettere sulla sempre più attuale dicotomia centro/periferie. Si proseguirà sabato 12 ottobre con l’incontro con Olivier Roy, Professor, Head of the Mediterranean Programme Robert Schuman Centre for Advanced Studies European University Institute, che condurrà il pubblico all’interno dei conflitti contemporanei della società medio orientale, per interpretare i diritti e la nuova cultura che avanza nel contesto delle guerre civili.

INFORMAZIONI.Per il programma completo cliccare su www.costantecambiamento.it. Info allo 055.23.40.231.

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