martedì, 1 Dicembre 2020
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Basilica del Carmine, restauro

Tornerà a risplendere la facciata in pietra della Basilica di Santa Maria del Carmine, nell'omonima piazza. La giunta di Palazzo Vecchio ha già dato il via libera ai lavori (che partiranno subito dopo l'assegnazione della gara d'appalto) per un costo complessivo di 300mila euro e una durata di un anno circa.

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Gli interventi saranno soprattutto di consolidamento e ripulitura della facciata principale rimasta incompiuta e mai rifatta neanche dopo l’incendio del 1771 che distrusse quasi tutta la chiesa (Il complesso del Carmine risale al 1268), di parte dell’abside e di manutenzione di alcune falde dei tetti e intonaci che danno sull’interno della Basilica e prospicienti ai chiostri fino al confine con l’Albergo Popolare. Il progetto curato dall’Ufficio Belle arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio prevede la sostituzione della falda del tetto sopra il corridoio vicino al chiostro che confina con l’Albergo Popolare e il restauro principalmente della facciata esposta a nord che risulta in uno stato conservativo piuttosto precario a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici e il conseguente rischio che pezzi di materiale si stacchino dalla parete. E fino ad oggi, per evitare danni erano stati fatti interventi parziali con una struttura metallica come protezione all’ingresso della Basilica. Verrà ritinteggiata e intonacata la cornice intorno al portale d’entrata e rifatto l’infisso della grande vetrata decorativa dentro il rosone al centro della facciata.

Oltre a questi lavori, verranno fatte apposite verifiche sulla coesione e tenuta del paramento murario e verranno rimosse le parti decoese. Restauro anche per il grande portale di legno che verrà lavato e patinato sia nella parte esterna che interna. Verranno puliti i conci regolari di pietra forte alla base bassa della facciata che verrà tutta risistemata con rimozione manuale delle incrostazioni e impacchi di ammonio e acqua ossigenata. Per evitare attecchimenti di muschi e licheni è previsto un trattamenti ad hoc anche per proteggere la pietra dagli attacchi degli agenti atmosferici. La chiesa dedicata alla Beata Vergine del Carmelo sorse intorno al 1268 come parte di un convento carmelitano ancora oggi esistente; di quell’epoca restano visibili solo alcuni resti romanico-gotici sui fianchi.

Il complesso fu ampliato una prima volta nel 1328, quando il Comune concesse ai frati l’uso del terreno adiacente la quinta cerchia di mura, e poi nel 1464, con l’aggiunta della sala del capitolo e il refettorio. I lavori terminarono nel 1476, con la struttura tuttora invariata di pianta a croce latina ad unica navata. Come molte altre chiese fiorentine subì dei rinnovamenti fra il Cinque e il Seicento ma, a seguito di un devastante incendio del 1771 che distrusse quasi completamente l’interno, la facciata rimase incompiuta, elemento comune di molte importante chiese fiorentine.

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