lunedì, 25 Maggio 2020
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Blitz antimafia: è boom di sequestri, anche in Toscana

La Guardia di Finanza, nel corso dell'operazione di prevenzione patrimoniale antimafia nei confronti del clan ''Terracciano'', ha sequestrato beni per un valore di 41 milioni di euro.

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Dalle prime ore di oggi, 29 febbraio, la Guardia di Finanza è impegnata in operazioni antimafia in otto regioni italiane. Tra queste c’è anche la Toscana. La misura di prevenzione patrimoniale antimafia è stata emessa dal Tribunale di Prato.

IL CLAN. Le numerose e minuziose indagini di natura economico – patrimoniale, hanno consentito di individuare una fitta rete di soggetti prestanome attraverso cui, i componenti del noto clan camorristico “Terracciano”, notoriamente dedito alle estorsioni, all’usura ed allo sfruttamento della prostituzione nell’area fiorentino-pratese, hanno tentato di impedire la riconducibilità dei beni sottoposti alla misura di prevenzione patrimoniale a loro stessi.

ACCERTAMENTI. Le Fiamme Gialle fiorentine hanno proceduto all’esecuzione di mirati accertamenti bancari sulle operazioni degli ultimi 10 anni di due uomini di origine napoletana e principali esponenti del clan Terracciano, a seguito dei quali hanno scoperto come gli stessi, grazie alla collaborazione dei loro prestanome, riuscissero a riciclare i proventi delle proprie attività illecite reinvestendole in normali attività commerciali apparentemente a loro non riconducibili. I riscontri sui prestanome hanno consentito anche di accertare come, in alcuni casi, questi fossero personaggi legati da vincoli di parentela ed amicizia, e come, in altri, alcune vittime del clan fossero progressivamente diventate sempre più complici dei loro carnefici fino alla completa associazione al sodalizio criminale.

CAMORRA. Entrambi provenienti dall’ambiente partenopeo e già condannati di appartenere alla “nuova camorra organizzata” del boss Cutolo, hanno saputo costituire, una volta trasferitisi in Toscana, un sodalizio criminale con altri personaggi campani e toscani residenti nella nostra Regione, rendendosi promotori di una nuova associazione camorristica del tutto autonoma da quella partenopea. Il clan è collegato all’omonima famiglia che già dal 1971 risulta affiliata alla N.c.o del temibile boss Raffaele Cutolo così, come stabilito da una sentenza del 1985. I componenti del clan, si sono trasferiti nel pratese, all’inizio degli anni ’90.

I TERRACCIANO. Il curriculum camorristico dei Trecciano non si è interrotto una volta arrivati in Toscana e non ha neanche tagliato i legami con i territori d’origine. Nella zona di Prato e Firenze, fin dal loro arrivo, il clan è riuscito ad avere notevoli disponibilità economiche derivate da delitti che venivano commessi anche in altre zone. Il clan, fin dall’inizio, è stato basato su vincoli di sangue che rendevano così affidabili i soggetti cui facevano capo le attività criminali, attive soprattutto nel campo dei locali notturni e dell’usura. Infatti i Trecciano sono noti per reati di estorsione, usura, sfruttamento alla prostituzione e riciclaggio di denaro ”sporco” ed è riuscito, in 20 anni, a costruire un sodalizio criminale potente appoggiandosi anche su altri personaggi campani presenti in Toscana. Ed è così che è diventata un’associazione camorristica del tutto indipendente da quella partenopea.

L’IMPRENDITORE. L’operazione ”Ronzinante” ha coinvolto 71 persone tra familiari e prestanome dei Terracciano ed ha consentito di accertare anche il coinvolgimento diretto di un noto imprenditore pratese 41enne, il quale, proprio grazie alle ingenti somme di denaro messe a disposizione dal clan camorristico, è divenuto titolare di una delle catene di ristorazione più note del comprensorio fiorentino-pratese-pistoiese che comprende ben 10 ristoranti e pizzerie, alcuni dei quali situati all’interno o in prossimità di importanti e frequentatissime strutture commerciali come l’Uci Cinemas di Campi Bisenzio o l’Outlet di Barberino del Mugello.

I SEQUESTRI. Le fiamme gialle fiorentine hanno sottoposto a sequestro 44 società, 31 immobili (sparsi sul territorio nazionale, di cui 21 nella sola Toscana), 67 rapporti finanziari, 2 cassette di sicurezza. Tra i beni sequestrati, anche l’immobile presso il quale ha sede un noto locale notturno di Prato, un lussuoso yacht di 12 metri del valore di oltre 300.000 euro e alcune decine di autovetture di grossa cilindrata. Sequestrata anche una scuderia con 17 cavalli da corsa. Tutto per un valore complessivo di circa 41 milioni di euro.

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