lunedì, 10 Maggio 2021
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Ciottoli come souvenir, i turisti si ”mangiano” due spiagge dell’Elba

Erosione costiera e furto di ciottoli come souvenir si stanno portando via due tra le più rinomate spiagge elbane, quella degli Argonauti e quella di Napoleone. La denuncia di Legambiente Arcipelago Toscano, foto alla mano, in allerta per il continuo cambiamento dell'aspetto delle storiche spiagge.

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Erosione costiera e furto di ciottoli come souvenir si stanno portando via due tra le più rinomate spiagge elbane, quella degli Argonauti e quella di Napoleone. La denuncia di Legambiente Arcipelago Toscano, foto alla mano, in allerta per il continuo cambiamento dell’aspetto delle storiche spiagge.

ALLARME. “Le spiagge degli Argonauti e di Napoleone rischiano di sparire”. Il grido d’allarme arriva oggi da Legambiente Arcipelago Toscano. A rischio sarebbero le spiagge delle Ghiaie e delle Viste, entrambe nei pressi di Portoferraio. Secondo la leggenda, la prima sarebbe la sponda dove sbarcarono gli Argonauti, alla ricerca del vello d’oro; le Viste, invece, è la caletta che si apre proprio sotto la Villa dei Mulini di Napoleone.

SOUVENIR. A danneggiare le spiagge, secondo gli ambientalisti dell’Elba, sarebbero “fenomeni erosivi dovuti a poco oculate cementificazioni di anni ormai lontani e ad una manutenzione praticamente assente, scontano anche un altro fenomeno che si potrebbe definire di insensato consumismo turistico: i loro ciottoli vengono asportati a migliaia ogni anno come ricordo, come souvenir della storia e del mito elbano, a costo zero”. Nonostante le due calette facciano parte della Zona di tutela biologica “Le Ghiaie – Scoglietto – Capo Bianco”.

CARTELLI. “Chiediamo ancora una volta al Comune di Portoferraio – continuano gli ambientalisti – di fare una cosa semplice per impedire il furto dei sassi di Giasone e dell’Imperatore francese: si mettano, alle vie di accesso ed ai varchi di ingresso alle due spiagge, dei cartelli in diverse lingue che avvisino i turisti che non si possono asportare i ciottoli dalle due spiagge, perché si tratta di un furto di bellezza, che impoverisce, con un minuscolo, inutile e presto dimenticato souvenir, la nostra storia ed il nostro ambiente, provocando un aumento dell’erosione ed alla fine un danno al turismo e quindi all’economia di Portoferraio e dell’Elba”.

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