lunedì, 18 Gennaio 2021
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Codice rosa nei pronto soccorso, un ”colore” per chi subisce violenza

E' stato presentato al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma e premiato con la menzione ''10x10 storie di qualità'' il codice rosa della regione Toscana. Un codice che si aggiunge agli ''colori'' già in uso al pronto soccorso e che serve ad identificare le vittime di violenza e ad avviare un percorso di tutela.

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E’ stato presentato al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma e premiato con la menzione ”10×10 storie di qualità” il codice rosa della regione Toscana. Un codice che si aggiunge agli ”colori” già in uso al pronto soccorso – bianco, azzurro, verde, giallo, rosso – e che serve ad identificare le vittime di violenza e ad avviare immediatamente un percorso di tutela, gestito dal personale socio-sanitario, magistrati e forze dell’ordine.

L’ESPERIMENTO. Il codice rosa è stato sperimentato in cinque pronto soccorso della Toscana, a Grosseto dal 2010 e ad Arezzo, Lucca, Prato e Viareggio dall’inizio del 2012. Il progetto regionale dovrebbe estendersi presto a tutte le Asl della Toscana e già da molte regioni stanno arrivando richieste di contatti e informazioni. L’assessore al diritto alla salute della regione Toscana Daniela Scaramuccia ha presentato stamani l’esperienza del “codice rosa” al Forum della Pubblica Amministrazione a Roma, dove la Asl 9 di Grosseto è presente con un suo stand sul “codice rosa”.

”UNA RIVOLUZIONE”. “Ho creduto fin dall’inizio in questo progetto, quando l’ho visto nascere a Grosseto – ha affermato l’assessore Scaramuccia – E ho subito voluto che l’esperienza si estendesse ad altre Asl. Ora, con un “effetto domino” inarrestabile, il “codice rosa” sta contagiando tutte le aziende, riceviamo richieste da tutta la Toscana e d’accordo con la Procura valuteremo se estenderlo ad altri pronto soccorso. Il percorso rosa, quello che inizia appena la persona viene individuata come vittima di violenza, e l’accompagna poi nell’assistenza medica, psicologica, sociale, legale, è soprattutto un atteggiamento di fronte alle vittime, una rivoluzione culturale-professionale. Grazie al codice rosa, siamo riusciti a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi”.

IL CODICE ROSA. Il codice rosa è un percorso di accoglienza al pronto soccorso rivolto a chi subisce violenza, che si colloca e si armonizza con la storica rete dei centri antiviolenza e delle altre associazioni di volontariato e solidarietà. Il percorso parte da una stanza dedicata all’interno del pronto soccorso nella quale accedono tutti gli specialisti che dovranno visitare il paziente – sia uomo che donna. Una task force interistituzionale è il suo punto forza, ovvero una squadra formata dal personale socio-sanitario comprendente infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi e da magistrati, ufficiali e sottufficiali di Polizia giudiziaria che hanno seguito una formazione comune e utilizzano procedure condivise e sono impegnati in un’attività di tutela delle fasce deboli della popolazione, quelle che possono essere maggiormente esposte a episodi di abuso e violenza: donne, minori, anziani, disabili, omosessuali, immigrati, ecc.

IL RISPETTO DELLE VITTIME. L’intervento congiunto di questa task force permette di prestare immediate cure mediche e sostegno psicologico a chi subisce violenza, nel fondamentale rispetto della riservatezza. “Questa attività congiunta – spiega Vittoria Doretti, medico responsabile della task force del codice rosa di Grosseto – avviene nella più ampia tutela della privacy e dei “tempi dei silenzi” delle vittime e nel rispetto della loro scelta sul tipo di percorso da seguire dopo le prime cure. Il compito principale del gruppo è l’assistenza socio-sanitaria e giudiziaria alle vittime di violenza, con un’attenzione particolare a far emergere tutti quegli episodi di violenza in cui le vittime difficilmente raccontano di essere oggetto di violenza da parte di terzi: una reticenza dovuta spesso alla paura di ritorsioni”.

LA TASK FORCE. Alla base dell’attività della task force c’è un protocollo firmato congiuntamente da Regione Toscana e Procura della Repubblica. Alle cure si affianca l’azione sinergica e tempestiva della Procura generale e delle forze dell’ordine, per registrare tutti gli elementi utili, avviare le indagini, monitorare e tenere sotto controllo le situazioni a rischio nei casi di mancata denuncia. L’adozione di procedure condivise e di specifici protocolli operativi ha consentito di velocizzare i tempi di indagine e dei processi, e di creare un enorme flusso informativo, condiviso tra Asl, Procura e Forze dell’ordine, delle diverse situazioni di disagio e violenza.

CODICE ROSA IN NUMERI. Nella Asl 9 di Grosseto sono quasi 1.000 i codici rosa attivati per altrettanti casi di molestie, stalking o maltrattamenti dall’inizio della sperimentazione, nel gennaio 2010, fino alla fine dello scorso aprile. Sono stati 309 nel 2010, 503 nel 2011 e 145 nei primi 4 mesi del 2012 (di cui 116 maltrattamenti, 2 abusi, 1 stalking, 26 casi pediatrici). “La media è di oltre 30 casi al mese, più di uno al giorno – spiega Vittoria Doretti – La crescita dei numeri non significa necessariamente un aumento dei casi, ma soprattutto un aumento delle segnalazioni di violenze o molestie. E’ l'”effetto domino”, quello che spinge le vittime ad uscire dall’ombra e a sporgere denuncia, seguendo chi lo ha fatto prima di loro ed è riuscito a porre fine alla spirale di violenza. Ed è anche il frutto di una maggiore fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

CASI IN AUMENTO. L’incremento del 2011 sul 2010 è del 63%. In particolare sono aumentati i codici rosa per casi di maltrattamento. Per quanto riguarda il sesso, si registra un aumento importante di vittime maschili: nel 2010 i casi erano per l’89% femmine e solo l’11% maschi, mentre nel 2011 le femmine sono scese al 75% e i maschi sono saliti al 25%. Per le fasce di età, sono aumentati i casi relativi agli ultra 65enni: 34 nel 2011, rispetto ai 15 casi del 2010. Quanto alla nazionalità, la percentuale di vittime italiane prevale nettamente ed è in aumento: nel 2010 erano il 67%, sono salite al 73% nel 2011.

I CASI PER ASL. Questi i dati delle altre aziende, relativi ai primi 4 mesi del 2012: Asl 2 di Lucca: 87 casi, di cui 72 maltrattamenti, 2 abusi, 1 stalking, 12 casi pediatrici (6 per maltrattamenti, 6 per abusi). Asl 4 di Prato: 109 casi, di cui 82 donne, 7 uomini, 14 bambini/adolescenti, 6 anziani. Asl 8 di Arezzo: 81 casi, di cui 65 maltrattamenti, 5 abusi, 1 stalking, 10 casi pediatrici (7 maltrattamenti e 3 abusi). Asl 12 di Viareggio: 26 casi di maltrattamento fisico, di cui 25 donne e 1 uomo. In Versilia, il percorso per le vittime di violenza si completa con le attività correlate al consultorio transgenere.

LE SENTINELLE. Un altro elemento di forza dell’esperienza del codice rosa di Grosseto sono le oltre 500 “sentinelle” formate dalla task force in 24 mesi: 400 operatori socio-sanitari e amministrativi della Asl 9, 40 donne e uomini delle forze dell’ordine, 35 farmacisti e circa 80 insegnanti; addestrate a riconoscere le possibili vittime e a favorirne l’accesso ai servizi di aiuto presenti sul territorio. “Ognuno può e deve diventare una sentinella – dice Silvia Rispoli, farmacista che ha seguito la formazione a Grosseto – Dire a tutte le vittime della violenza “siamo qui”, le istituzioni sono formate da persone come te che ti tendono la mano per tirarti fuori dall’oscurità che ti circonda”.

EFFETTO DOMINO. Nelle ultime settimane, praticamente tutte le Asl toscane e numerose Società della Salute hanno preso contatti con la task force del “codice rosa” di Grosseto, sia per “visitare” i luoghi del percorso rosa (stanza rosa nel pronto soccorso, Centro coordinamento vittime di violenza, ecc.), sia per avere supporto nella stesura delle procedure. Ed è molto probabile che entro la fine del 2012 il “codice rosa” sia una realtà in tutti i pronto soccorso della Toscana. Il progetto ha già varcato i confini regionali: per ora, sono interessate a replicare l’esperienza Sicilia, Puglia, Calabria, Veneto, Lazio.

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