martedì, 28 Settembre 2021
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Concordia, salgono a 11 le vittime. Recuperata anche la scatola nera

Rese note le nazionalità dei dispersi, il cui numero è salito a 29. Riprese questa mattina le ricerche dopo lo stop della notte scorsa, che sono state accelerate dalla Marina Militare grazie a delle microesplosioni che hanno aperto dei varchi sulla chiglia della nave. Intanto è stato dichiarato lo stato d'emergenza. Alle 11 è iniziato l'interrogatorio a Schettini, che rischia 15 anni di carcere.

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Undici vittime. Si aggrava il bilancio del naufragio della Costa Concordia. I sommozzatori della Guardia Costiera hanno individuato altri cinque corpi nella nave sommersa, oltre alla scatola nera, estratta dal cuore del Concordia.

UNDICI MORTI. Adesso sono in corso le operazioni di recupero che vedono coinvolti anche i Vigili del Fuoco e la Protezione civile. Le vittime della nave da crociera in totale salgono così a 11. Le ultime salme sono state rinvenute dai sub nella zona di poppa della nave, quasi interamente sommersa dalle acque: si trovavano in uno dei punti di raccolta, dove erano state recuperate le salme delle prime due vittime.  Si tratta di 4 uomini e una donna, probabilmente passeggeri. Avrebbero un’età compresa tra i 50 e i 60 anni e hanno ancora indosso il salvagente. Intanto è stato appurato che la sesta vittima, ritrovata nel pomeriggio di ieri, sarebbe un turista di nazionalità tedesca. Le ricerche dei dispersi sono  riprese questa mattina dopo l’interruzione della notte scorsa a causa del movimento della nave. Il numero dei dispersi era salito a 29 (14 tedeschi, 6 italiani, 4 francesi, 2 americani, 1 uruguaiano, 1 peruviano e 1 indiano): con il ritrovamento delle ultime vittime, la macabra sottrazione indica che all’appello mancano ancora 24 persone. Per accelerare le ricerche, gli uomini della Marina Militare hanno usato delle microcariche esplosive per aprire dei varchi sulla chiglia della nave in modo da accedere più rapidamente alle parti sommerse. Il ministro dell’Ambiente Clini non nasconde le preoccupazioni legate all’impatto ambientale che la nave ha e potrebbe avere. Dichiarato così lo stato d’emergenza.

I DISPERSI. Ancora incerto il numero dei dispersi. Il capo del dipartimento di Protezione civile, Franco Gabrielli, ha affermato che il conto è approssimativo: la lista ufficiale dei passeggeri infatti sarebbe ancora a bordo della nave. Per il momento sembra impossibile recuperarla. Il numero dei dispersi si basa per ora sui nomi ‘rivendicati’: sulle persone cioè di cui famiglie o consolati hanno richiesto notizie.  “Al momento – ha detto Gabrielli – abbiamo 29 dispersi rivendicati’. Uno di questi è possibile coincida con il cittadino tedesco ritrovato cadavere ieri.  Tra i dispersi dovrebbero esserci quattro persone dell’equipaggio e 25 passeggeri. A dichiararlo il comandante generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera, Marco Brusco, nel corso della registrazione della puntata di Porta a porta. Tra questi dovrebbero esserci 14 tedeschi, 6 italiani, 4 francesi, 2 americani, 1 uruguaiano, 1 indiano e 1 peruviano. Resi noti anche i nomi di alcune persone che mancano all’appello, tra le quali il trentenne pugliese Giuseppe Girolamo che suonava nella band della Concordia, le siciliane Luisa Virzì e Maria Grazia Trecarico, William Arlotti e la piccola Dayana, la biellese Maria D’Introno, Erika Sonia Molina, gli americani Gerald e Barbara Heil, Roberto Russel Terrance e Sandhor Feher.

SCHETTINO. Se da un lato il numero dei dispersi resta incerto, dall’altro sono sempre più ferme le responsabilità del comandante Francesco Schettino, ‘abbandonato’ anche dalla Costa. L’unica decisione sensata presa dall’ufficiale subito dopo l’impatto, la manovra per far virare la nave e accostarla il più possibile alla costa per non farla affondare nei fondali profondi, in realtà non è stata voluta. La nave, che in quel momento aveva già i motori spenti ed era in balia delle onde, non è stata manovrata dal comandante. Ed è a questo punto che l’equipaggio ha scavalcato Schettino, dando l’ordine di evacuare la Concordia. L’interrogatorio a Schettino è iniziato questa mattina alle 11 ed è finito pochi minuti fa, nel pomeriggio inoltrato.  Il gip si è riservato di decidere sulla convalida del fermo e sulle misure cautelari per il comandante, che intanto è tornato in carcere. L’uomo rischia fino a 15 anni perchè accusato di omicidio plurimo, naufragio e abbandono della nave. Davanti al gip, Schettino ha confermato di essere al comando della nave al momento dell’urto con lo scoglio che ne ha provocato l’affondamento. Per Schettino sarebbero stati disposti gli esami tossicologici per verificare se aveva assunto sostanze stupefacenti la notte del naufragio della Costa Concordia.

“VADA A BORDO, C..!”. Intanto circola il testo della drammatica telefonata tra il comandante Schettino e il capitano della Guardia Costiera d Livorno Gregorio De Falco. De Falco ha ordinato al comandante di “ritornare immediatamente sulla nave” che aveva abbandonato raggiungendo terra prima dei passeggeri. 

IL TEMPO. Fino a mercoledì il tempo non dovrebbe presentare significativi cambiamenti. Ma questo la dice lunga sullo scorrere incontrastato delle lancette. Il tempo è poco, i dispersi sono ancora 29. La nave non è immobile come sembra. Dal fondale arrivano solo rumori delle onde che sbattono contro il gigante del mare. Le fiancate che urtano gli scogli. E in tutto questo, la Concordia oscilla avanti e indietro, sale e scende. Per fortuna le conseguenze sono limitate, i movimenti sono minimi. Ma se la nave sprofondasse a 70 metri, superando lo scalino di scoglio su cui giace, le ricerche si farebbero complicate e totalmente sott’acqua. Una corsa contro il tempo.

IERI IL MOVIMENTO. Da tre giorni si temeva il peggio: la Concordia, immobile davanti al Giglio, si è mossa. Di poco, ma si è mossa: 9 centimetri in verticale e 1,5 in orizzontale. Il rischio che affondi si fa così più reale. Se la nave scivolasse sullo scalino di roccia, affonderebbe a 70 metri di profondità. Prima che questo accade occorre che i serbatoi siano svuotati, per evitare un disastro ambientale che sarebbe di forte impatto non solo per l’Isola del Giglio, ma per tutto l’Arcipelago toscano. Per questo il ministro dell’Ambiente Clini, che non nascono le sue preoccupazioni, dichiara lo stato d’emergenza.

STATO D’EMERGENZA. Il decreto verrà approvato nel prossimo consiglio dei ministri, o forse anche prima perchè c’è molta urgenza. La nave nasconde nella ‘pancia’ 2.400 tonnellate di carburante, quanto basta per provocare un disastro ambientale in tutto l’Arcipelago toscano. E tutto questo, Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, non lo nasconde: “Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo – dice-. L’obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L’intervento è urgente, abbiamo fretta. La dichiarazione di stato di emergenza “comporta – precisa il ministro – che tutte le operazioni che riguardano l’incidente sono di interesse nazionale e hanno la partecipazione delle istituzioni nazionali, del Governo congiuntamente con la Regione”.

LE CHIAZZE DI LIQUIDO. Una quantità di carburante non facile da gestire. Sono state già individuate delle chiazze liquide attorno alle nave, un campanello d’allarme. Il liquido fuoriuscito, che deve essere analizzato per comprenderne la natura, è stato circoscritto attraverso la protezione dello scafo con delle panne. La messa in sicurezza e lo svuotamento dei serbatoi è atteso per le prossime ore, entro 48 ore. Affrontato anche il tema del transito di grandi navi in prossimità della costa e soprattutto di aree particolarmente sensibili. Bisogna quindi limitare le rotte turistiche ‘ad effetto’.

MONTI: “MEDAGLIA AL GIGLIO”. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha proposto di conferire la medaglia al valore civile alla popolazione dell’Isola del Giglio e dell’Argentario. Ad annunciaro, il capo della Protezione civile Franco Gabrielli.

A bordo della nave naufragata / VIDEO

”Procedere al più presto per evitare il disastro ambientale” / VIDEO

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