giovedì, 13 Maggio 2021
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Contro gli evasori fiscali arriva l’arma segreta: il cervellone elettronico

Si chiama Elisa e renderà dura la vita agli evasori fiscali in Toscana. Non si tratta però di una persona in carne ed ossa, bensì di un software. Il “cervellone” permetterà di recuperare, secondo le stime della Regione, ben mezzo miliardo di euro ogni anno.

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Si chiama Elisa e renderà dura la vita agli evasori fiscali in Toscana. Non si tratta però di una persona in carne ed ossa, bensì di un software. Entro tre anni, in tempo per l’avvio del federalismo fiscale, tutti i comuni della regione ne saranno dotati. Il “cervellone” permetterà di recuperare, secondo le stime della Regione, ben mezzo miliardo di euro ogni anno.

LA RETE ELISA. La piattaforma informatica condivisa consentirà alle amministrazioni pubbliche toscane di scambiarsi informazioni in tempo reale, permettendo di condividere le banche dati in possesso dei vari enti. Tramite Elisa sarà più facile trovare le informazioni, sempre aggiornate, sui contribuenti toscani e individuare quindi chi fa il furbetto.

LOTTA ALL’EVASIONE. Si potranno notificare avvisi di accertamento in modo più rapido, così anche le ditte che in meno di due anni scompaiono – come spesso succede per le imprese gestite da cinesi nell’area pratese – avranno vita più dura di fronte al fisco. Ci sarà anche meno burocrazia: ogni informazione sarà accessibile da più enti e il cittadino dovrà produrre minori certificazioni.

L’INVESTIMENTO. Per mettere a punto la rete Elisa la Regione investirà quattro milioni di euro in tre anni. L’obiettivo è quello di recuperare, tributi nazionali a parte, almeno 500 milioni l’anno di evasione fiscale: molti più di quanto accade ora. Nel 2010, ad esempio, sono stati recuperati 160 milioni di tributi regionali non pagati (dal bollo auto all’Irap), il 43,6% in più rispetto al 2009.

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