lunedì, 21 Settembre 2020
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Cremazioni truffa, al via il processo. Con video shock

Cremazioni multiple e scambi di ceneri. E' iniziato oggi il processo sulla truffa scoperta nel 2008 a Massa. Sul banco degli imputati 17 persone accusate, tra gli altri reati, di sottrazione e dispersione di salme e ceneri. Oggi in aula proiettato un video shock.

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Cremazioni multiple e scambi di ceneri. E’ iniziato oggi il processo sulla truffa scoperta nel 2008 a Massa. Sul banco degli imputati 17 persone accusate, tra gli altri reati, di sottrazione e dispersione di salme e ceneri.

PROCESSO. Si aperto con un video shock il processo per lo scandalo del cimitero di Mirteto: questa mattina durante la prima udienza sono stati mostrati i filmati realizzati dai carabinieri nel forno crematorio. Prove video inconfutabili che testimoniano le cremazioni multiple e che le urne venivano riempite con le ceneri mischiate di più cadaveri. Nelle immagini si vede chiaramente come gli addetti dei servizi cimiteriali posizionassero più bare una sopra l’altra e come accatastassero le borse contenenti i cadaveri.

LA VICENDA. Lo scandalo è emerso nell’estate del 2008, a partire da un’indagine sul commercio illegale di croci, ottoni e maniglie asportate dalle bare. Era il 4 maggio 2007 quando un addetto all’impianto di cremazione venne arrestato in flagranza di reato. Si scoprì così che i dipendenti della Euroservizi, operante nel cimitero, staccava gli oggetti dalle bare di coloro che venivano inumati per rivenderle al mercato nero. Ma gli aspetti peggiori della storia dovevano ancora venire alla luce.

CENERI SCAMBIATE. Per risparmiare e mettersi in tasca più soldi gli addetti della ditta effettuavano cremazioni multiple, naturalmente vietate dalla legge. Non solo: nell’attesa di portare a termine l’operazione davano a intendere alle famiglie dei defunti che i loro parenti erano già stati cremati e consegnavano loro ceneri appartenenti ad altre persone. In un locale sotterranea del cimitero i carabinieri trovarono all’epoca 600 chili di ceneri umane stoccate in buste di plastica, provenienti da circa 500 persone cremate tra il 2004 e il 2007.

AL NERO. Secondo le indagini la Euroservizi effettuava anche cremazioni al nero, accettando di incenerire corpi provenienti da molti altri comuni, anche al di fuori della Toscana. Quanti e quali siano i corpi che hanno dovuto subire l’umiliazione della dispersione delle ceneri, purtroppo, non lo sapremo mai: le analisi biologiche sulle ceneri, infatti, non sono utilizzabili.

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