martedì, 24 Novembre 2020
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Crescono i lavoratori immigrati

«Con oltre 230 mila stranieri residenti, di cui 110 mila lavoratori, 50 mila minorenni e una previsione di crescita che, al 2025, potrà arrivare, dall’attuale 6,2% al 16% della popolazione toscana, gli immigrati costituiscono una risorsa.

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“La Toscana, già oggi, si colloca ai primi posti nella graduatoria nazionale. Grazie all’apporto degli immigrati, infatti, la società toscana riesce già oggi a rispondere a una serie di bisogni, sia sul piano dell’equilibrio demografico, sia sul piano del sostegno al sistema economico”. Così l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta il rapporto 2008 sull’immigrazione in Toscana, curato dall’Irpet per conto dei servizio lavoro e presentato oggi in Consiglio Regionale. Una ricerca (dal lavoro alla cittadinanza, curatori, Beudò, Giovani, Savino) dalla quale emerge una presenza straniera in costante crescita (6,4%), di poco sopra la media nazionale (6,2) e anche di quella europea (5,2), con un ruolo sempre più forte delle seconde generazioni.

«Lo studio – spiega l’assessore – sottolinea il contributo concreto e tangibile che gli immigrati danno allo sviluppo della Toscana ed al nostro livello di benessere. In una fase nella quale troppo spesso il riferimento agli immigrati è collegato ai temi della sicurezza e dell’ordine pubblico è bene ricordare che ci sono settori importanti della nostra economia che possono reggere alla competizione internazionale grazie al lavoro ed alle competenze di lavoratori e lavoratrici immigrati, che ci sono centinaia di famiglie che possono far fronte a gravi problemi grazie al lavoro di collaboratrici straniere. Se vi è una più forte coesione sociale nella nostra regione è anche grazie a questa significativa presenza».

«Tutto questo implica, anche da parte della Regione, politiche e interventi mirati – prosegue l’assessore Simoncini – politiche che vedono in questa indagine, un indispensabile momento di approfondimento. In particolare, come si vede nel rapporto, è stato studiato il modello di inserimento nel mercato del lavoro, mettendone a fuoco la dimensione qualitativa».

Non a caso ci si concentra, sul tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. «Se è necessario affrontare con grande rigore il tema della sicurezza colpendo coloro che col loro comportamento danneggiano l’immagine dei cittadini immigrati, oltre che la nostra sicurezza, è ancor di più importante affrontare quei ritardi che ostacolano una pienezza di diritti per tutti i toscani: accesso alla formazione ed all’istruzione, tutela dei diritti sul lavoro, salvaguardia della sicurezza sul lavoro».

L’esposizione al rischio dei lavoratori stranieri è maggiore rispetto a quella degli altri lavoratori: sono 60 su 100 gli stranieri che si infortunano, contro i 44 toscani. L’inserimento lavorativo avviene inoltre quasi sempre in posizioni subalterne e scarsamente qualificate. Sul fronte della scuola, per i ragazzi stranieri l’inserimento e la prosecuzione degli studi è un percorso molto più difficile e tormentato.

«Per questo – aggiunge l’assessore – il Piano di indirizzo generale integrato prevede linee di intervento che puntano a migliorare l’inserimento, ottimizzando le funzioni di accoglienza, orientamento, formazione, attenzione all’apprendimento della lingua italiana e della normativa per la sicurezza. Nel 2007 i lavoratori stranieri assunti dai centri per l’impiego della Toscana sono stati circa 100 mila, il 22% del totale delle assunzioni.

I cittadini stranieri coinvolti in corsi di formazione professionale sono stati 40.600». Fra le politiche di accoglienza, citiamo in particolare lo sforzo per l’emersione del lavoro sommerso delle badanti, che punta a regolarizzare circa 5 mila assistenti familiari. Quanto alle seconde generazioni, grazie alle risorse del Fondo sociale europeo è stato finanziato il progetto Famiglia e ragazzi stranieri, per favorire l’integrazione dei giovani stranieri nella scuola e sostenerli nel delicato passaggio dalle medie alle superiori.

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