domenica, 17 Gennaio 2021
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Da Dante a Povia, il Galluzzo ”sconosciuto”

La primavera è la stagione giusta per una passeggiata tra storia e curiosità. Non tutti sanno che la cittadina è citata nella Divina Commedia, o che Eugenio Montale riposa nel cimitero di San Felice a Ema. E anche i vip moderni non disprezzano la zona.

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Aprile è tempo di gite, complici i primi tepori primaverili ma anche i tanto agognati ponti legati alle festività del periodo. Un 2011 che però non è stato molto generoso da quest’ultimo punto di vista. Pasquetta cadrà esattamente il 25 aprile, giorno in cui si ricorda la Liberazione, mentre il vicino 1° Maggio, festa dei lavoratori, si celebrerà di domenica.

TESORI DI CASA NOSTRA. “Occasioni perse per viaggiare e soprattutto per staccare un po’ dal lavoro”, dice sconsolato qualcuno. Ma chi l’ha detto che per ricaricarsi occorra per forza andare lontano? Questa, infatti, può essere l’occasione buona per riscoprire i tesori che ci circondano e che, nella frettolosa quotidianità, rischiamo di dimenticare o, peggio ancora, addirittura non conoscere, nonostante magari si trovino a due passi da casa. Pensiamo al Galluzzo. Famoso per essere lo snodo di traffico veicolare per eccellenza, lo è molto meno per la sua storia e i personaggi di rilievo che l’hanno attraversata. Tanto per cominciare, il Galluzzo esisteva già a partire dal 1200, contrariamente a chi pensa che sia un quartiere moderno e senza storia. Basti pensare che l’illustre Dante Alighieri lo menziona nel XVI canto del Paradiso della Divina Commedia (vv. 52-55): “Oh quando fora meglio esser vicine quelle genti ch’io dico, ed al Galluzzo ed a Trespiano aver vostro confine”.

“DRITTE”. Su questa preziosa scia, ecco alcune dritte per riscoprire un po’ di storia galluzzina. Innanzitutto, giusto ai confini della cittadina, è possibile incamminarsi per la famosa Certosa. Un gioiellino dell’architettura costruito sul monte Acuto: è un piacere godersi la vista da questo inedito punto. Per chi ha un po’ di tempo a disposizione vale sicuramente la pena visitarla anche al suo interno (vedi focus qui accanto). Tornando nel cuore della cittadina, è d’obbligo, dopo una breve camminata, soffermarsi all’ex Palazzo del Podestà, sull’omonima via. La facciata è caratterizzata da ben 42 stemmi, appartenuti ai vari Podestà che lì si sono succeduti dal 1415 al 1765. Tra i tanti in cattivo stato di conservazione se ne possono notare circa una ventina in maiolica colorata del XV-XVI secolo. Il più pregiato è quello Frescobaldi, riconoscibile da una folta ghirlanda di foglie con all’interno lo stemma nobiliare. Dopo l’abolizione della podesteria il Palazzo ebbe altre funzioni: oggi è uno spazio espositivo. Proprio di fronte a questa residenza signorile, da alcuni anni, si trova il distaccamento della scuola superiore Rodolico: interessante sapere che questo stabile è stato, fino al 1913, sede dell’antico Comune del Galluzzo.

MONTALE. Proseguendo lungo la vicina via Camillo Barni, costeggiando campi e terreni vari, si arriva al poco conosciuto Palagio de’ Corbinelli, dal cognome della famiglia di Pozzolatico che lo prese in possesso nel Trecento. L’edificio, un caratteristico casolare della campagna toscana dalla curiosa forma a “U”, alla morte dei proprietari fu comprato dal canonico Antonio Fossi, che ne fece un istituto di rieducazione per giovinette. Per concludere il giro, la chiesa di San Felice a Ema è l’ideale. Proprio di fianco si trova l’omonimo cimitero che conserva le spoglie del poeta Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975. La sua tomba non è meta di pellegrinaggio come quella di Jim Morrison a Parigi, ma è un onore il solo fatto di saperlo sepolto qua. Infine, il Galluzzo piace anche ai personaggi famosi di oggi. Proprio due passati vincitori del Festival di Sanremo sarebbero legati a questo quartiere: se il cantante Marco Masini è stato spesso visto in una pizzeria della zona, il cantante Povia, per alcuni anni, ha preso casa qui con la sua famiglia.

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