giovedì, 4 Marzo 2021
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Edilizia, rallenta la flessione dell’attività

Sempre in calo, ma a un ritmo notevolmente più lento dei semestri precedenti, l’attività del comparto edilizio toscano: in media l’attività cala del 9,12% e il fatturato diminuisce del 9,38%. Per il secondo semestre si profila un'inversione di tendenza.

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Edilizia, nel primo semestre 2013 rallenta la flessione dell’attività.

L’INDAGINE. Sempre in calo, ma a un ritmo notevolmente più lento dei semestri precedenti, l’attività del comparto edilizio toscano. La contrazione per il primo semestre 2013, misurata in termini di ore effettivamente lavorate, si ferma a quota -9,12% rispetto al primo semestre dell’anno precedente. Il dato, pressoché omogeneo sia per grandi che per piccole dimensioni, segna un miglioramento rispetto al – 13,9% del 2012. E’ questo il quadro raffigurato dall’indagine congiunturale svolta da Unioncamere Toscana con la collaborazione di Ance Toscana e presentata ieri nella sede di Unioncamere Toscana.

SEGNALE POSITIVO. Per Vasco Galgani, presidente di Unioncamere Toscana, “il rallentamento della caduta di attività e fatturato nel settore delle costruzioni è un segnale positivo. Si tratta tuttavia di indicazioni che vanno contestualizzate nel quadro di una crisi che ormai dura da anni e che ha già mietuto diverse ‘vittime’. Per questo torniamo a invitare alla risoluzione delle principali problematiche che bloccano la ripresa: la difficoltà di accesso al credito, ormai così radicata da scoraggiare gli imprenditori che non tentano neanche più di chiedere un finanziamento, la piena riscossione dei debiti delle pubbliche amministrazioni e il perdurante calo di investimenti pubblici nel settore. Tornare a investire denaro pubblico nel settore delle infrastrutture è una priorità irrimandabile: non solo per dare ossigeno alle imprese, ma anche per dare un segnale di competitività territoriale”.

LE IMPRESE. In un contesto di recessione generalizzata, le imprese che dichiarano aumenti della propria attività si concentrano soprattutto nella manutenzione e recupero dell’esistente, nella costruzione di edifici non residenziali su commessa privata e nei Lavori Pubblici. Per i primi sei mesi del 2013 il comparto dell’edilizia residenziale, che produce il 29,6% del totale fatturato del settore, denuncia una flessione dovuta soprattutto alla contrazione della domanda di nuove abitazioni, causata dalla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie e dalla difficoltà a ottenere mutui (nel primo semestre 2013 le erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni sono diminuiti ancora del 19,3%). Diminuiscono anche le compravendite di immobili residenziali (-13%) e le concessioni per l’edilizia residenziale (-16,4% di variazione 2011/2010). La differenza tra la quota percentuale di imprese che dichiarano un aumento dell’attività e quelle che dichiarano una diminuzione nelle costruzioni di abitazioni su commessa privata è pari a -46. La stessa percentuale si ferma -30 nelle costruzioni di abitazioni su commessa pubblica, comunque in miglioramento rispetto al -59,4 del primo semestre 2012.

CASA. “Attenzione a non confondere le difficoltà del mercato residenziale con la facile conclusione che il problema casa non esista più – sottolinea Alberto Ricci, Presidente di ANCE Toscana -. I dati di ANCE, ma ancor più, la montante tensione sociale sul problema casa testimoniano la necessità di attuare nuove politiche per favorire l’accesso dei nuovi nuclei familiari al mercato, questo sarà il primo impegno di ANCE nei prossimi mesi”. Per quanto riguarda il comparto dell’edilizia non residenziale (il 27,3% del totale fatturato del settore), la differenza tra la quota percentuale di imprese dichiaranti aumenti di attività e la quota che manifesta diminuzioni su commessa privata è del -31,5, su commessa pubblica del -29,6, sempre in miglioramento rispetto all’anno precedente. Il mercato dei lavori pubblici (43% del fatturato totale delle imprese delle costruzioni toscane) evidenzia ancora difficoltà, con una preponderanza delle imprese manifestanti diminuzioni di attività rispetto a quelle dichiaranti aumenti (-38,1 vs -56 del primo semestre 2012). In termini di fatturato la contrazione media si ferma al -9,38%, dato ancora negativo, ma in frenata rispetto al -16,6% del primo semestre 2012. La contrazione del fatturato delle grandi imprese (-7,67%) risulta essere di entità minore rispetto a quella delle piccole imprese (-9,97%).

ORDINI. Il portafoglio ordini, nel primo semestre 2013 rispetto al primo semestre 2012, aumenta per il 7,7% delle imprese, rimane stabile per il 46,1% e diminuisce per il 46,2%. Tra le imprese più strutturate, una su 5 aumenta i propri ordini. Ordini che in media assicurano però soltanto 6,4 mesi di attività (6 per le piccole e 7,6 per le medio-grandi). In questo panorama la spesa per investimenti nel primo semestre 2013 aumenta solo per il 7,6% delle imprese ed in nessuna realtà di grandi dimensioni (più di 50 addetti). Il dato relativo all’occupazione evidenzia una sostanziale stabilità (-0,6%), tuttavia tale valore è in realtà influenzato dalle performances molto positive di una singola realtà imprenditoriale che, per l’elevata struttura dimensionale influisce in maniera significativa sui risultati occupazionali, al netto della quale la variazione degli occupati totali del settore sarebbe pari a -1,8%. Quanto alle aspettative per l’intero anno 2013, se da un lato il perdurare di una fase pluriennale di restrizione degli spazi di mercato determina atteggiamenti di prudenza da parte degli operatori del settore, dall’altro si riduce la quota di imprese che prevede un ulteriore diminuzione di occupazione e investimenti e crescono le realtà che vedono davanti a loro una certa stabilità.

CREDITO. Nei rapporti con la committenza pubblica, che genera il 41% del fatturato totale delle costruzioni e riguarda il 69,3% delle imprese, si segnalano ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per il 75,5% delle imprese. Qualcosa sta cambiando grazie al decreto-legge 8 aprile 2013 n. 35 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha comportato l’inizio della riscossione dei crediti fermi dovuti dalla Pubblica Amministrazione per l’82% delle imprese interpellate, ma con una percentuale media di riscossione sul totale crediti fermi pari al 39,8%. Quanto al capitolo dell’accesso al credito, nel primo semestre 2013 il 39,6% delle imprese ha fatto domanda di credito al sistema bancario, rispetto al 60,6% dell’anno precedente, a dimostrazione dello scoraggiamento che pervade il settore. Da parte degli istituti di credito si assiste d’altra parte all’irrigidimento da parte dell’offerta creditizia: rispetto al primo semestre dell’anno precedente, la situazione relativa all’accesso al credito è inoltre peggiorata per il 61% delle imprese e rimasta invariata per il restante 39%.

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