sabato, 28 Novembre 2020
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Enpa, 140 anni ad aiutare gli animali

La onlus celebra una storia (di successi) lunga quasi quanto quella dell’Italia unita. Fu Giuseppe Garibaldi, affezionatissimo alla sua cavalla Marsala, a dar vita a Torino, nel 1871, alla prima associazione di protezione degli amici dell’uomo, che a Firenze attecchì grazie anche alla grande sensibilità dell’intellighenzia inglese di stanza in città.

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È una storia legata a doppio filo con l’Unità d’Italia quella che vede protagonista Enpa, l’Ente nazionale protezione animali che nel 2011 compie 140 anni dalla fondazione.

LA STORIA. Una storia fatta di amore e sensibilità straordinaria, maturata in un periodo in cui l’affetto per i piccoli animali che popolano appartementi e giardini non era così scontato come lo è oggi. “Sembra incredibile ma il fondatore e promotore dell’ente, nato a Torino e sbarcato a Firenze dopo appena due anni, fu Giuseppe Garibaldi – spiega Simone Porzio, presidente provinciale di Enpa – l’eroe dei due mondi era molto affezionato alla sua cavalla Marsala (che ha portato con sè a Caprera e ha fatto seppellire nella tomba di famiglia, ndr) e da quest’amore nacque l’idea di mettere in piedi un’associazione che li tutelasse tutti, perché più deboli e spesso sfruttati”. Detto fatto, l’intellighenzia fiorentina, popolata, nella seconda metà dell’Ottocento, da molti intellettuali inglesi di stanza in città, decise di dare vita alla “Società protettrice animali in Firenze”, che annoverava nell’organico tutta la nobiltà illuminata dell’epoca: da Ubaldino Peruzzi a Bettino Ricasoli, da Gino Capponi a Frederick Stibbert, e poi la famiglia Della Gherardesca, i De Larderel, i Cordero di Montezemolo e gli immancabili Corsini e Pucci. E la lista potrebbe essere ancora molto lunga.

ASINI E CAVALLI. “Il primo ambulatorio – continua Porzio, che ha ritrovato lo statuto e i registri originali strappati alla furia dell’alluvione del ‘66 – si trovava in via della Mattonaia e vedeva già all’epoca impegnati dei volontari che si prendevano cura soprattutto di cavalli e asini all’epoca usati per la soma, spesso offrendo cure gratuite ai padroni che non potevano permettersele. Oltre a questo, per diffondere una cultura zoofila, venne istituito un concorso per premiare i bambini più meritevoli, che avevano salvato un animale o scritto un racconto dedicato al mondo delle bestiole”. Ma non è tutto, le guardie zoofile, corpo di volontari (oggi vero e proprio corpo di polizia per accedere al quale bisogna affronatare una lunga formazione e un esame finale) si occupavano del controllo delle macellerie nei mercati e degli animali colpiti con le fionde o uccisi per essere mangiati, come succedeva a gatti o colombi.

L’ENPA OGGI. Oggi l’Enpa è una onlus  che vive grazie ai contributi dei soci e ai lasciti dei privati (non usufruisce di nessun tipo di contributo pubblico) e, nella provincia di Firenze, conta su un corpo di 40 guardie che effettuano continui controlli intervenendo in situazioni difficili e ascoltando le segnalazioni dei cittadini. Per festeggiare questi 140 anni di storia, il Comune di Firenze consegnerà all’associazione il “Fiorino d’oro della solidarietà” e nell’occasione, il 17 giugno, sarà inaugurato il nuovo presidio al canile di Ugnano. Inutile dire che le offerte da parte dei cittadini, per sostenere il lavoro della onlus, sono più che benvenute. “Cerchiamo anche volontari – chiosa Porzio – per l’assistenza degli animali nei canili e  per altre attività”. Per info: www.enpafirenze.it o 055/2132296.

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