venerdì, 22 Ottobre 2021
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Figline e Incisa vogliono fondersi. In barba ai ”campanili”

I rispettivi sindaci hanno consegnato una lettera al governatore della Toscana in cui chiedono alla giunta regionale di approvare una proposta di legge per fondere i due Comuni. Si risparmierebbero 100mila euro ogni anno. Referendum nel 2013?

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La Toscana dei ”campanili” non ha diritto di cittadinanza a Figline Valdarno e Incisa: i due Comuni sono pronti ad unirsi e a fondersi in un’unica amministrazione comunale. Un’idea nata nel 2007 e  ribadita oggi dai sindaci Riccardo Nocentini e Fabrizio Giovannoni in una lettera inviata al presidente della Regione Enrico Rossi per chiedere alla giunta di approvare una proposta di legge regionale che consenta la fusione.

UNO MEGLIO DI DUE.  Se riusciranno nell’intento, Figline e Incisa saranno i  due Comuni più grandi che si sono fusi ad oggi in Italia. Nove le esperienze precedenti (nessuna in Toscana) tutte riguardanti comuni che anche dopo l’unione non hanno superato quota 15 mila abitanti. Insieme Figline e Incisa avrebbero oltre 23mila abitanti su un territorio di 98 chilometri quadrati.

MENO COSTI, PIÙ EFFICIENZA. La fusione consentirebbe di dare un taglio alla burocrazia, minori inoltre sarebbero i costi della politica: quasi 100mila euro in meno ogni anno. Un sindaco in meno, sedici consiglieri anziché 32 e 5 assessori al posto di 9 costeranno  infatti 117 mila euro contro i 216 mila attuali. La vita ai cittadini non si complicherà, perchè i due Comuni – che da diversi anni collaborano in una serie di gestioni associate – sono molto vicini e presentano necessità analoghe, ma potranno essere garantiti servizi migliori: gestendo insieme e con maggiori economie di scala le 24 scuole, i quattro musei, i 15 beni culturali, le due biblioteche e i due teatri. 

REFERENDUM. “Con la consegna di questa lettera al presidente Rossi – spiegano  Nocentini e Giovannoni – inizia ufficialmente il conto alla rovescia verso il referendum consultivo per la fusione dei nostri Comuni”. Il referendum potrebbe svolgersi nel 2013 per andare quindi ad elezioni nel 2014. I primi cittadini sperano che la loro idea “sia contagiosa” e che venga presa a modello da altre amministrazioni. Rossi la definisce una scelta “coraggiosa e lungimirante, un esempio virtuoso che comporterà vantaggi per i cittadini”.

RIORDINO ENTI LOCALI. “Non si fondono due comuni finti come tanti ne sono stati inventati nella prima metà del Novecento, ma due borghi storici. Per questo la scelta è ancora più importante e sono contento che avvenga in Toscana”, aggiunge l’assessore al bilancio Riccardo Nencini, che ha proposto in Toscana la prima legge in Italia sul riordino degli enti locali, approvata alla fine del 2011 dal Consiglio regionale. L’idea di fusione di Incisa e Figline rispecchia i principi contenuti nella legge,  che prevede lo snellimento dell’apparato amministrativo toscano attraverso la creazione di Unioni dei Comuni e incentivi (fino a 150mila euro l’anno per 5 anni) per i Comuni che si fonderanno.

ELBA. Nel Casentino si è bocciata poche settimane fa la proposta di unire i 13 comuni del territorio. Ma altrove in Toscana si sta già facendo un pensierino alla fusione promossa da Incisa e Figline. E’ il caso dell’Isola d’Elba che sta raccogliendo le firme per costituire un unico Comune a partire dagli otto adesso esistenti. Anche in questo caso si dovrà pronunciare il Consiglio regionale e poi si dovranno consultare i cittadini con un referendum.

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