domenica, 24 Gennaio 2021
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Funghi velenosi, cinque persone all’ospedale

Cinque persone all'ospedale per funghi velenosi in questo finesettimana. La Asl esorta nuovamente alla massima attenzione e informazione e invita i cittadini a presentarsi agli sportelli dell’ispettorato micologico aziendale in caso di dubbi sulle specie raccolte.

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Cinque persone all’ospedale per funghi velenosi in questo fine settimana.

I FATTI. E’ accaduto nell’area grossetana tra venerdì 18 e domenica 20 ottobre. Prima è toccato a una famiglia di Grosseto: il padre, 46 anni, e la figlia di 11 anni si sono presentati al Misericordia per i sintomi di una violenta intossicazione alimentare (la bambina è stata sottoposta a lavanda gastrica), accompagnati dalla mamma, che non aveva consumato i funghi velenosi e ha potuto prestare soccorso ai familiari. In questo caso, avevano mangiato l’Omphalotus olearius, responsabile di oltre il 20 per cento delle intossicazioni registrate in provincia di Grosseto e che viene di solito confuso con il Cantharellus cibarius, il giallarello, un fungo commestibile e prelibato. Sabato sera è stata la volta di due coniugi di 73 e 69 anni, residenti nel comune di Civitella Paganico, che a pranzo avevano consumato una zuppa di funghi. Oltre a specie commestibili, i micologi della Asl 9, hanno trovato anche manine, rosselle e l’Entoloma lividum un fungo molto tossico che viene confuso con il Clitocybe nebularis, l’ordinale grigio, abitualmente utilizzato in Maremma benché anch’esso tossico se non ben cotto e se consumato in pasti ravvicinati. Infine, sempre sabato, un pensionato grossetano di 74 anni, ha consumato in casa, a cena, crostini con un sugo di  porcini, ma anche Entoloma lividum. Si è sentito male poco dopo ed ha chiamato il 118, che lo ha portato al pronto soccorso. Dopo le terapie del caso e periodo in osservazione, tutti e 5 sono stati dimessi.

L’ISPETTORATO. “Fortunatamente non si tratta di specie mortali e, peraltro, consumate in piccola quantità – commenta Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’ispettorato micologico della Asl 9, che questo weekend è stato chiamato dai medici del pronto soccorso in consulenza, per stabilire la specie consumate dalle persone intossicate -. Tuttavia, questi funghi producono una violenta reazione gastroenterica e possono essere molto pericolosi, come avviene per ogni altra forma di intossicazione, nelle persone con altre patologie, renali, epatiche o cardiache. In caso di dubbi, prima di cucinare le specie raccolte, recarsi alle sedi degli ispettorati più vicine e farle esaminare dagli esperti, ricordandosi di portare con sé tutti i funghi trovati, integri e ben conservati per facilitarne il riconoscimento. Le intossicazioni, infatti, avvengono quasi sempre per errori di valutazione dei segni che si trovano sui funghi: i colori, le forme non corrispondenti, gli odori confusi, i sapori scambiati, tutti particolari che solo un occhio esperto può facilmente individuare per determinare l’esatta specie e risalire alla commestibilità. Così come, in caso di sospetta intossicazione, chi si rivolge al Pronto soccorso deve portare con sé gli avanzi dei funghi consumati o i resti delle puliture, in modo da facilitare l’identificazione della specie da parte dei micologi che collaborano con il personale medico”.

I NUMERI.  Dal 1995 al 2012, in provincia di Grosseto sono state segnalate in totale 375 intossicazioni da funghi di specie accertate (17 bambini fino a 14 anni e 57 ultra65enni; 186 maschi e 189 femmine). Di 375, 230 hanno avuto bisogno di un ricovero in ospedale. In nessun caso si è verificata la morte della persona, anche se si sono registrati avvelenamenti potenzialmente mortali. L’età media degli intossicati è di 46 anni.

FUNGHI PERICOLOSI. La metà delle intossicazioni è stata imputata all’entoloma lividum, un fungo molto tossico che viene confuso con il clitocybe nebularis, detto ordinale grigio, abitualmente utilizzato in Maremma, benché anch’esso tossico se non ben cotto, se consumato in pasti ravvicinati e da soggetti sensibili. Un’altra specie tossica – che viene spesso confusa con il cantharellus cibarius, il giallarello o galletto, viceversa commestibile e prelibato – è l’omphalotus olearius, responsabile di oltre il 20 per cento delle intossicazioni registrate in provincia di Grosseto. In percentuali molto più basse, si sono verificate anche intossicazioni per il consumo della temibile amanita phalloides, una specie potenzialmente mortale anche se assunta in piccole dosi (70 grammi di fungo fresco possono portare alla morte un adulto di 70 chili, se non trattato in tempo); ma anche dall’agaricus xanthoderma, molto tossico e facilmente confuso con il comune prataiolo.

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