giovedì, 13 Maggio 2021
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Il Maggio in fila per i test: la testimonianza

Parla uno dei lavoratori del Maggio musicale fiorentino, rientrato dal Giappone dopo l'emergenza nucleare. Leggi la sua testimonianza, raccolta da Il Reporter.it.

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Chi è appena tornato si riconosce perché esce dagli uffici del teatro con una bottiglia bianca sotto braccio. “E’ per l’analisi delle urine nelle prossime 24 ore – ci fa sapere un componente del Maggio Musicale Fiorentino rientrato dal Giappone la notte scorsa, che preferisce mantenere l’anonimato-. Servono per i controlli anti-radiazioni”.

Quali sono le condizioni di salute di chi è appena tornato?

“Non credo che ci siano state, in generale, grandi ripercussioni sulla nostra salute, almeno dal punto di vista fisico. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico, è ovvio che ognuno vive certe cose a modo suo. Non è certo piacevole sentirsi dondolare la terra sotto i piedi, ma ciò che ha lasciato il segno non è stata tanto la paura della scossa sismica, quanto la preoccupazione e la tensione dei giorni successivi. C’era il pericolo della radioattività. E in un momento di simile tensione bastava qualsiasi cosa per far scoppiare il panico. Forse avremmo avuto bisogno là di un’assistenza psicologica, non tanto qui”.

Lei personalmente come ha vissuto l’ esperienza in Giappone?

“E’ stato il mio quarto viaggio in Giappone. E questo sarà sicuramente quello che mi rimarrà più impresso, ma non soltanto per il terremoto. Non potrei sintetizzare questo viaggio con il sentimento di paura. Faccio un esempio: l’altra mattina, quando siamo partiti, sono rimasto estasiato da una meravigliosa alba sul monte Fuji. Ma non solo. Posso dire, nonostante l’innegabile tragicità della situazione, di essere stato felice di aver vissuto questa catastrofe con il popolo giapponese. Il loro controllo e la loro disciplina non è solo di facciata, anzi. E’ qualcosa che li riguarda totalmente”.

E adesso?

“Adesso si riparte. Ci sarà sicuramente chi, a ragione, avrà bisogno di un supporto psicologico. Per me riniziare non è un problema, per qualcun altro lo sarà. E’ comprensibilissimo”.

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