In Toscana si vive bene. Questo è quanto emerge dalla quindicesima edizione di Ecosistema Urbano. A Siena ha guadagnato quattro posizioni rispetto allo scorso anno e quindi si è aggiudicata il secondo posto nella classifica nazionale delle città capoluogo più eco-sostenibili, stilata con l’annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

Bene anche Prato che conquista l’ottava posizione a livello nazionale e Firenze, quindicesima nella classifica generale, ma terza fra le grandi città, dopo Venezia e Genova. Perde terreno, invece, Pisa, che passa dal 12° al 17° posto. 

In termini complessivi, al di sotto della sufficienza in Toscana c’è solo Massa (89° in Italia), che continua a scendere verso il basso, nonostante la sua performance nel rapporto 2006 la collocasse al 27° posto. Anche in questo caso lo scarso risultato non è dovuto a grandi peggioramenti nei valori assoluti dei parametri, piuttosto al mancato adeguamento agli standard prevalenti in altre città. A far troppo poco in Toscana sono anche Pistoia e Lucca, anch’esse città il cui punteggio è inferiore a quello medio nazionale. 

“Ecosistema Urbano è uno strumento per verificare la qualità dell’ambiente urbano in tutti i capoluoghi d’Italia, serve a conoscere le singole realtà e a confrontare l’operato delle varie amministrazioni – ha dichiarato Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana – Come tutti i rapporti in cui la sintesi è data da una classifica, anche questo studio di Ambiente Italia offre ai comuni che hanno dato le migliori performance una gratificazione, allo stesso modo è un pungolo per chi è rimasto indietro”.

“Da una lettura trasversale dei dati, però – ha continuato Baronti – quello che emerge dal rapporto è un elemento allarmante: i capoluoghi toscani sono tra i peggiori per quanto riguarda la produzione di rifiuti solidi urbani pro-capite e troppo alto è anche il consumo di carburanti. Quelli a cui si riferisce ecosistema urbano 2009 sono dati del 2007, mi auguro che il prossimo anno, quando presenteremo i dati del 2008, la tendenza si sarà invertita, soprattutto dopo quello che stiamo vedendo dall’inverno passato sul dramma dei rifiuti a Napoli e a seguito dell’aumentata consapevolezza circa l’avanzamento dei mutamenti climatici legati all’effetto serra di cui è fortemente responsabile anche la combustione di carburanti. Sono settori questi   in cui le politiche pubbliche possono far qualcosa per incentivare le buone pratiche, ma dove la responsabilità principale rimane in capo ai cittadini”.