Per sostenere e dare visibilità a questa protesta il Consiglio Direttivo dell’Upi ha anche deciso di organizzare una Giornata Nazionale di mobilitazione delle Province per il 30 gennaio prossimo, giornata in cui nelle Province di tutta Italia verranno convocati Consigli straordinari per discutere con i rappresentanti dei Comuni, delle Regioni, del Parlamento, dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e con i cittadini sulla necessità di riorganizzare il sistema istituzionale del Paese.

Le Province fino al 1990 si occupavano principalmente della gestione della viabilità provinciale e dell’edilizia degli istituti scolastici superiori di secondo grado ed esercitavano alcune funzioni in materia di assistenza. Nel 1990 poi con la legge 142 sulla riforma delle autonomie locali le Province diventano enti locali a fini generali a pieno titolo e assumono la connotazione di ente di governo di area vasta.

Negli ultimi 15 anni prosegue quindi un percorso di decentramento amministrativo, avviato dalla legge Bassanini che trasferisce importanti funzioni dallo Stato e dalla Regione alle Province con il conseguente aumento delle spese nei loro bilanci, in particolare dopo la riforma Costituzionale del 2001.

Nel corso della XVI legislatura sono state presentate presentate in Parlamento otto proposte di legge costituzionale per l’abolizione delle Province, di cui quattro in Senato e quattro alla Camera, che non sono però state passate in esame in Commissione. A favore dell’abolizione delle Province si sono dichiarati IDV e UDC, mentre contrari sono stati Lega Nord e PD, mentre Forza Italia (oggi PdL) ha proposto l’abolizione delle Province “inutili”, cioè quelle superabili con l’istituzione delle Città metropolitane.        

Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso di una interrogazione a risposta diretta alla Camera su quale fosse la posizione del Governo in merito all’abolizione delle Province, ha ufficialmente dichiarato “l’abolizione delle Province non rientra nel programma del Governo, che parla di abolizione delle province inutili, quelle delle nove aree metropolitane”.