lunedì, 14 Giugno 2021
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Le bomboniere? Le fanno i ragazzi disabili

Gli ospiti del centro Oda Villa San Luigi hanno realizzato bomboniere riciclando la cera delle plafoniere del Duomo di Volterra. L’idea è partita direttamente da loro e adesso i loro manufatti sono richiestissimi.

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Centoventi bomboniere (candele a forma di cuore) realizzate dai ragazzi disabili di Villa San Luigi, sfruttando i residui di cera raccolti dalle plafoniere del Duomo di Volterra. È questa l’ultima impresa degli ospiti del centro Oda di Firenze, che con tanta pazienza hanno deciso di cimentarsi in questa nuova avventura.


L’IDEA. L’’idea è partita direttamente da loro: tempo fa una coppia di sposi aveva scelto di devolvere in beneficenza a Villa San Luigi la somma necessaria per l’acquisto delle bomboniere tradizionali. Di qui l’intuizione, arrivata dritta dal cuore grande di questi ragazzi: perché non “ricompensare” il bel gesto realizzando loro stessi le bomboniere?


IL PASSAPAROLA. Dopo questa prima – fortunatissima – esperienza, la voce si è sparsa e adesso i loro manufatti sono richiestissimi, con tutto l’entusiasmo e lo stupore possibili da parte di questi artigiani speciali, che a questa attività adesso dedicano il loro tempo libero. (Per info e prenotazioni: 055-451383).


AL LAVORO PER GIUGNO. I ragazzi dell’Oda adesso sono al lavoro per un matrimonio importante che si terrà a giugno, e nel laboratorio interno a Villa San Luigi l’attività prosegue a gonfie vele.

“Per noi dell’Oda adesso si è aperta una nuova sfida –  spiega la dottoressa Giovanna Sorrentino, direttrice sanitaria del centro –  Far sì che tanto entusiasmo ed impegno possa al più presto trovare  più concrete forme di realizzazione e  sviluppo. Le problematiche legate all’inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettiva sono infatti ancora tutt’altro che risolte e gli inserimenti lavorativi sono ancora troppo pochi e spesso di complessa realizzazione”.


IL PROGETTO DI INSERIMENTO LAVORATIVO. E proprio su questo tema l’Oda si è recentemente impegnata avviando il  progetto finanziato dalla Regione Toscana “Network per le persone diversamente abili in Toscana, avvio di una strategia di stakeholder engagement”. La prima fase del progetto (che sta movendo adesso i primi passi) ha messo in evidenza “Come spesso le cause della mancata inclusione della persona disabile nel mondo del lavoro siano da ricercare in epoche molto lontane dalla maggiore età – spiega ancora la dottoressa Sorrentino – e che quindi è forse giunto il momento per una riflessione più approfondita e sistematica sulla globalità del complesso percorso di presa in carico sanitaria-assistenziale della persona disabile”.

(foto di Silvano Silvia)

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