venerdì, 24 Settembre 2021
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Mafia in Toscana, dati preoccupanti

Mafia russa in forte espansione, accanto alla nascita di bande di giovani e giovanissimi cinesi. E' stato presentato questa mattina in Regione il rapporto 2009 sulla mafia in Toscana, a cura della Fondazione Caponnetto.

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Il quadro presenta non pochi elementi di preoccupazione, campanelli d’allarme a cui anche una regione come la nostra, dove manca il consenso sociale alla criminalità organizzata, dovrebbe prestare una maggiore attenzione.

È una Toscana in chiaroscuro, quella che emerge dal rapporto presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, davanti al vicepresidente della Regione Toscana e al presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri.

“Un rapporto che ci invita assolutamente a non abbassare la guardia, anche ora che di mafia si parla meno a livello nazionale – sottolinea Gelli – Un rapporto senz’altro non privo di dati preoccupanti. E questo, al di là del riconoscimento a quanto abbiamo fatto, ci impegna senz’altro a intensificare la nostra azione a difesa di una cultura delle regole, perché ogni volta che questa cultura viene messa in discussione è lì che comincia a trovare alimento la mafia. Cosa che vale nei rapporti con la pubblica amministrazione come nell’uso che si fa del denaro. Per questo come istituzioni dobbiamo essere ancora più presenti nelle scuole e nelle periferie e in ogni realtà significativa per difendere e consolidare la legalità”.

Rispetto agli anni precedenti il rapporto segnala in forte espansione la mafia russa, particolarmente attiva negli investimenti nel settore alberghiero; segnala la nascita di bande di giovani cinesi che potrebbero entrare in rotta di collisione con le organizzazioni criminali più consolidate, attive in campi come il traffico di immigrati clandestini; prova a disegnare la presenza e gli interessi della mafia albanese e rumena; si sofferma sulle mafie italiane segnalando il pericolo di infiltrazione negli appalti. Infine, sebbene la Toscana non sia terra dove si richiede usualmente il “pizzo”, non va sottovalutato il fenomeno dell’usura, così come il traffico di rifiuti della camorra.

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