Libertà è partecipazione”. Con questa citazione del grande cantautore Giorgio Gaber si è aperta, ieri sera, attorno alle 22.30, la prima l’assemblea del polo sociale di Novoli dopo l’occupazione avvenuta nel tardo pomeriggio. In seguito alla bocciatura, da parte del consiglio di facoltà di Scienze Politiche, della proposta di sospendere la didattica in segno di protesta contro la legge 133, si è tenuto un presidio degli studenti di fronte all’università che si è concluso con l’occupazione della palazzina D5 in Via delle Pandette.

Tanti gli studenti che hanno preso parte all’assemblea di ieri sera necessaria per decidere come deve essere gestita l’occupazione. “Quest’occupazione vuole essere un punto di partenza per allargare la protesta, è necessario essere visibili anche all’esterno”. E proprio in quest’ottica, da questa mattina gli studenti del polo sociale distribuiranno per le strade e di fronte ai supermercati volantini informativi per rendere note le ragioni della protesta.

“La legge 133 è un attacco al mondo dell’istruzione – dichiara Giulia a nome dell’assemblea – il taglio dei fondi e la possibilità di rendere le università delle fondazioni private viene meno il diritto allo studio e la libertà di insegnamento. Se le università dovessero finire nelle mani di un privato, chi finanzierà quelle facoltà considerate poche produttive dal punto di vista economico come lettere o filosofia?”

Anche i ricercatori precari hanno aderito alla mobilitazione contro la riforma Gelmini. “La legge 133 è un’imposizione dall’alto, invece è necessaria una vera riforma del sistema” dichiara Francesco, dottorando al polo sociale. I ricercatori collaboreranno con gli studenti per organizzare lezioni sulle diverse tematiche, dalla riforma Gelmini alla crisi finanziaria e già da questa mattina, alle 11, in Via delle Pandette, si terrà una lezione del prof. Dini.

Pronta anche una lettera-appello scritta dai ricercatori precari per “sensibilizzare il mondo dell’università, e tutta la cittadinanza in generale, sugli effetti distruttivi che avranno sull’intera università italiana le misure contenute nella legge 133” e nel giro 2 due giorni la petizione ha raccolto 500 adesioni.

Contrari all’occupazione del polo sociale le rappresentanze universitarie di Studenti per le Libertà. “Per quanto riguarda la legge 133 c’è stata una vera e propria disinformazione dovuta ad una visione ideologica. Proprio per questo noi vogliamo informare gli studenti su quella che è realmente la riforma Gelmini e saremo presenti nelle varie facoltà con gazebi e volantini”. Studenti per le Libertà si sta muovendo anche sul fronte della raccolta firme contro l’occupazione del polo di Novoli e da ieri sono state già raccolte 200 firme.

Per quanto riguarda le lezioni, gli studenti fanno sapere che essendo occupato solo l’edificio D5, nelle altre palazzine è possibile svolgere l’attività didattica. Sarà a discrezione del docente scegliere se tenere le lezioni previste.

Continua il blocco della didattica anche nella facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. In comunicato gli studenti fanno sapere che “a seguito di una intensa e sentita discussione, si è arrivati ad una nuova mozione che rinvia l’inizio dell’anno accademico al 3 Novembre, data in cui si terrà un nuovo Consiglio di Facoltà per decidere i nuovi passi di questa mobilitazione, impegnandosi comunque ad assicurare l’inizio delle lezioni, nel modo più normale possibile. Infatti, teniamo solo a precisare che, a seguito delle rinunce di copertura dei corsi presentate dai ricercatori, più di 160 insegnamenti non potranno essere attivati.