giovedì, 24 Giugno 2021
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Pedaggio sulla Firenze-Siena, lettera al ministro

L'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao, il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e il presidente della Provincia di Siena Simone Bezzini hanno scritto una lettera al ministro dei trasporti ed infrastrutture Altero Matteoli: "Non vogliamo balzelli iniqui".

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“Onorevole ministro, siamo a scriverle in relazione alle preoccupazioni che sono sorte in questi giorni sui nostri territori, a seguito del varo del decreto n° 78 in data 31 maggio 2010 da parte del Consiglio dei ministri, che prefigura la possibilità di inserire il pedaggiamento dei raccordi autostradali e che per la Toscana riguarderebbe l’arteria che collega Siena all’Autostrada A1 a Firenze. A questo proposito, le chiediamo la disponibilità ad incontrarci quanto prima per condividere con lei le preoccupazioni sollevate dalle nostre comunità e per riflettere complessivamente su come aggredire le criticità che interessano il raccordo autostradale Siena – Firenze”. Inizia così la lettera inviata oggi al ministro dei trasporti ed infrastrutture Altero Matteoli, e firmata congiuntamente dall’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao, dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e dal presidente della Provincia di Siena Simone Bezzini.

Nella lettera, i tre amministratori toscani ricordano a Matteoli come il raccordo autostradale Siena–Firenze sia, oltre che l’unico in Toscana, anche attualmente un’arteria a quattro corsie di larghezza limitata, senza adeguate banchine e raggi di curvatura altrettanto limitati. Per questo, nell’intesa firmata tra Governo e Regione Toscana lo scorso 22 gennaio, era stata condivisa l’esigenza di intervenire rapidamente con opere di allargamento della sezione stradale, di riorganizzazione degli svincoli e di adeguamento dei livelli di sicurezza. Nella stessa intesa, inoltre, era stata espressa la disponibilità dei firmatari a valutare congiuntamente le ipotesi di finanza di progetto per un intervento che individui soluzioni di adeguamento e messa in sicurezza dell’Autopalio, particolarmente attente all’inserimento in un ambiente e un paesaggio di particolare pregio.

“Vogliamo una strada nuova, non balzelli iniqui – ha commentato l’assessore Ceccobao – la Firenze-Siena ha un assetto geometrico critico ed un fondo stradale pessimo e in molti punti pericoloso. Ad oggi mi sembra che l’idea di introdurre un pedaggiamento sull’unico raccordo toscano sia soltanto un provvedimento per fare cassa. Con questa manovra il Governo ha infatti scelto di penalizzare le Regioni, e in particolare il settore trasporti, tagliando cifre enormi, che sono invece fondamentali per garantire ai cittadini una mobilità efficace ed efficiente. Da qui nasce la richiesta di un incontro urgente al ministro Matteoli per affrontare l’argomento. Per i residenti e per le attività produttive che gravitano in quella zona si tratterebbe di un macigno insostenibile in tempi di crisi come questi”.

“Nell’incontro richiesto – afferma Bezzini – vorremmo farci portavoce delle preoccupazioni sollevate dalle nostre comunità, rispetto all’ipotesi di introdurre un pedaggio, lungo il raccordo autostradale. La Siena-Firenze ha bisogno di essere completamente ammodernata, essendo stretta, inadatta e anche pericolosa. Il suo adeguamento è un intervento inderogabile per assicurare alla nostra provincia, ma anche alla Toscana meridionale, una mobilità più fluida ma soprattutto più sicura. Le attuali condizioni della strada, priva delle banchine e con un fondo stradale dissestato e pericoloso, non consentono di parlare di pedaggio“.

“Al primo punto delle richieste che faremo al Governo – dice Andrea Barducci – non ci può essere altro che la messa in sicurezza di questa importante arteria stradale. Si tratta di una infrastruttura di interesse strategico per la Toscana, anche perché collega due città e due territori che registrano i più alti flussi turistici della nostra regione. Quindi, solo dopo aver fissato con il ministro Matteoli un piano di interventi che risulti adeguato alla gravità della situazione, potremo eventualmente iniziare a discutere sulla opportunità o meno di una introduzione del pedaggio”.

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