lunedì, 6 Dicembre 2021
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Samb e Diop: sarà dedicato a loro il ”giorno della memoria 2012”

Ancora una volta la Toscana rinnova il suo impegno contro l'intolleranza, il razzismo, l'odio etnico e le discriminazioni. Quest'anno il giorno della memoria verrà dedicato a Samb e Diop, rimasti uccisi dalla furia razzista lo scorso dicembre.

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Anche quest’anno la Toscana per il giorno della memoria rinnova il suo impegno contro l’intolleranza, il razzismo, l’odio etnico e le discriminazioni. E anche quest’anno ci saranno “I treni della memoria”, dando ancora una volta la possibilità agli studenti di visitare da vicino i luoghi dell’Olocausto.

ATTENZIONE E VIGILANZA. “E’ la realtà stessa ad imporci questa attenzione e questa vigilanza – ha affermato stamani il presidente Enrico Rossi presentando il programma insieme a Ugo Caffaz, storico organizzatore di questa iniziativa unica in Italia per la sua ampiezza e complessità – In Europa e non solo cresce l’adesione a movimenti dichiaratamente nazisti e xenofobi. In Italia episodi terribili come l’uccisione a Firenze dei due venditori senegalesi, Mor Diop e Modou Samb, o come il tentato “pogrom” al campo nomadi di Torino, ci obbligano a prendere atto della preoccupante diffusione, nel nostro paese, del virus razzista. Ci costringe a prendere coscienza che negli ultimi anni qualcosa è accaduto come sotto pelle. Un fiume sotterraneo sta riempiendo un poco alla volta, ma sempre più di frequente, gli spazi sociali della convivenza, le maniere di pensare, i linguaggi, i comportamenti, le pratiche istituzionali”.

TOSCANA ANTI-RAZZISTA. Rossi aggiunge anche che la Toscana è da sempre in prima fila nella difesa dei diritti, da quelli dei più forti fino a quelli dei più deboli. Non sta ferma, risponde di fronte a casi di razzismo e odio etnico. Come nel caso della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ai cittadini senegalesi rimasti feriti nel massacro di piazza Dalmazia dello scorso dicembre, quando Samb e Diop persero la vita da una mano razzista.

IL CONTRIBUTO TOSCANO. La Toscana contribuisce alla battaglia contro l’odio etnico alternando ai Treni della Memoria le iniziative annuali nella speranza che anche l’Italia, come la Germania, faccia i conti con il proprio passato che non è del tutto limpido sulle tematiche del razzismo. “Siamo gli unici che ricordano i 50 anni dal processo Eichmann; e scopriamo che a molti questo nome non dice niente – ha aggiunto Caffaz – E’ così, in questa ignoranza, che il male può ricrescere in noi, spesso in tutta la sua sconvolgente banalità”.

NON UN GIORNO, MA UNA SETTIMANA DELLA MEMORIA. Dal 23 al 27 gennaio, a cinquant’anni dal processo ad Adolf Eichmann, uno dei maggiori responsabili operativi dello sterminio degli ebrei nella Germania nazista, una mostra, un convegno internazionale, un meeting degli studenti, un ciclo di lezioni nelle scuole insieme a circa 200 in iniziative disseminate in tutta la regione, aiuteranno a capire e riconoscere i meccanismi che stanno alla radice del male, ad individuare i modi per prevenirli combatterli per invitare a riflettere sulle forme contemporanee di razzismo e di costruzione sociale del male .

L’OBBIETTIVO DELLA REGIONE. L’obiettivo della Regione, che ha collaborato con le Province toscane, il Comune di Firenze e il Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, è combattere un male d’oggi, quel male “banale” che muta nel tempo le attività della mente, fino a determinare l’accadere di eventi individuali e collettivi funesti come la tragica uccisione a Firenze dei giovani senegalesi. E proprio a Samb e Diop sarà dedicato l’incontro del 26 gennaio al Mandela Forum intitolato “Noi figli di Eichmann?”, dove si ritroveranno 8 mila studenti toscani per ascoltare le voci di chi ha visto e subito il male, le voci di chi ha trovato il coraggio umano e civile di dire no, di opporsi alle situazioni di ingiusitizia e di oppressione dei diritti umani.

GLI OSPITI. Porteranno la loro testimonianza nomi di grande prestigio, a partire dallo scrittore israeliano Abraham Yehoshua e dalla scrittrice Helga Scheider, figlia abbandonata dalla madre aguzzina delle SS. Accanto a loro le presenze di sopravvissuti alla tragedia dei lager che negli anni hanno instaurato un rapporto strettissimo con la Toscana: le sorelle Andra e Tatiana Bucci, Bruno Shlomo Venezia (unico sopravvissuto italiano al lavoro nei Sonderkommando, le squadre dei forni crematori), Marcello Martini, Antonio Ceseri. E infine Andrea Bartali, figlio del campione di ciclismo che salvò numerosi ebrei ricercati, e Padre Lapsley, pastore anglicano perseguitato in Sudafrica per la sua battaglia contro la politica dell’Apartheid.

ALTRE INIZIATIVE. L’appuntamento al Mandela sarà preceduto il 23 gennaio allo Spazio Suc alle Murate, dall’all’inaugurazione della mostra “Il processo, Adolf Eichmann a giudizio. 1961-2011” e nel pomeriggio dal seminario “A cinquant’anni dal processo Eichmann”, all’auditorium di San’Apollonia. Il 24 e il 25 gennaio si terrà invece il convegno internazionale “Shoah, modernità e male politico” sempre all’auditorium di Sant’Apollonia. Il 27 invece sarà consegnato il diploma di perfezionamento Honoris Causa a Abraham Yehoshua da parte della Scuola Normale Superiore a Pisa. Continueranno poi il ciclo di undici conferenze sparse in tutta la regione partite lo scorso dicembre e che si concluderanno tra febbraio e merzo.

Piazza Dalmazia: un mese dalla strage. Una targa per non dimenticare/FOTOUna statua per Mor e Modou. Disegnata dagli studenti

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