Abbiamo provato a entrare al parco di San Salvi dal lato sbagliato, quello dove le ristrutturazioni non sono ancora arrivate, dove resistono le occupazioni, dove i recinti proliferano come i sacchi della spazzatura. E la strada per arrivarci è disseminata di rifiuti.

CHIAMATELA STRADA. La via d’accesso per l’ingresso “est” dell’ovale di San Salvi è una specie di mulattiera sterrata. Da quando hanno cominciato a passarci i camion del cantiere la superficie stradale è diventata ancor più dissestata, tanto da mettere in difficoltà le auto ed essere pressoché inaffrontabile per i motorini.

RIFIUTI. Lo scorso inverno a causa delle intemperie si era aperta una vera e propria voragine, che qualcuno ha provveduto a rattoppare con una colata d’asfalto, unica macchia nera su un sentiero sterrato. Lungo il quale sorgono sempre più rifiuti: da quelli di cantiere, agli scarti delle occupazioni, ai sacchetti della spazzatura e perfino i sanitari, buttati in mezzo all’erba alta. E lo scenario non migliora granché, una volta fatto ingresso al “parco”.

SGOMBERO. Le occupazioni nella zona est del parco di San Salvi proseguono ormai da anni  e negli ultimi tempi sono andate aumentando. Di sgombero per ora non se ne parla, anche se la ristrutturazione incombe ed è facile presupporre che prima o poi i cantieri daranno lo sfratto agli occupanti, che siano punkabbestia o migranti senza tetto. Nel frattempo dipendenti Asl e residenti della zona hanno dato il via a una raccolta di firme per mettere fine a questa situazione.

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