martedì, 29 Settembre 2020
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Se l’Oltrarno diventa high-tech

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È questo il frutto della ricerca commissionata dal Comune di Firenze e realizzata dal MIT, il celebre Massachusett Institute of Technology di Boston con la collaborazione dell’Università di Firenze. Lo studio sarà illustrato domani per la prima volta nel corso della presentazione del volume “L’immaginazione tecnologica e le Città d’arte: Firenze” di Dennis Frechman, Giandomenico Amendola, Anne Beamish e William J. Mitchell.

Il vicesindaco, che domani parteciperà all’incontro, ha spiegato che “l’obiettivo della ricerca era quello di esplorare il potenziale delle tecnologie digitali per salvaguardare la città d’arte intesa come una città viva e costretta a convivere con milioni di visitatori. Un turismo che rappresenta una ricchezza ma anche un elemento di degrado e che può condurre, se non contrastato, alla fuga da parte dei residenti e alla trasformazione della città nella Disneyland del Rinascimento, come è avvenuto a Venezia”.

La ricerca però non si è limitata a uno studio teorico. Ha infatti “prodotto” sette idee concrete che, in fasi successive, possono essere realizzate in Oltrarno. Come spiegato dai ricercatori del MIT, si tratta di suggerimenti di come l’introduzione di sistemi digitali in ambito urbano possa apportare un significativo miglioramento della qualità della vita e delle condizioni lavorative in Oltrarno e in generale nei contesti storici. Suggerimenti che spaziano da interventi puntuali a cambiamenti infrastrutturali a larga scala e che intendono introdurre un approccio innovativo in sostituzione delle tecnologie del XX secolo. L’intento di tutte le idee è dare al quartiere maggiore funzionalità e valore mantenendo e migliorando tanto il tessuto urbano storico (strade, edifici, luoghi) quanto la qualità della vita che da secoli caratterizza l’Oltrano.

Le idee, che rispondono a sette dimensioni della vivibilità individuate dai ricercatori (mobilità, pulizia, verde, comunicazione, produzione, percezione, progettazione), sono: Mobility on demand (risolvere il problema della mobilità in centro storico); Rifiuti intelligenti (creare un sistema più efficace ed igienico della raccolta con un minor impatto visivo); Spazi verdi (recuperare gli spazi pubblici meno utilizzati); Network tangibili (sostenere le esigenze di comunicazioni e interazione attraverso una rete digitale); Ripensare l’artigianato (ampliare le attività produttive nel tessuto storico); Luci e paesaggi sonori (incentivare le qualità distintive come suoni e luci e ridurre l’impatto delle tecnologie del XX secolo); Le porte del XXI secolo (progettare luoghi di transizione, sia fisici che tecnologici, di accesso alla città storica).

L’appuntamento è quindi per domani, mercoledì 15 maggio, a partire dalle 17.30 nel Salone de’ Dugento. Oltre all’intervento del vicesindaco, sono previsti contributi di Vincenzo Bonelli amministratore delegato di Firenze Tecnologia, Romano Del Nord docente di tecnologie dell’architettura dell’Università di Firenze e Maurizio Talocchini direttore della direzione urbanistica del Comune di Firenze. Sarà presente anche Giandomenico Amendola, uno degli autori del volume.

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