Sicurezza a Firenze

È il tema su cui si consuma lo scontro politico più aspro, a Firenze come nel resto del paese. Spesso dimenticando che quella della sicurezza è una questione a due facce. C’è una sicurezza che è misurabile, ed è quella descritta dai dati sulla criminalità diffusi periodicamente dalle forze dell’ordine, che tracciano un trend in diminuzione per quanto riguarda i reati gravi come omicidi, rapine, furti. E c’è poi il dato, parimenti incontrovertibile, che sembra sconfessare il precedente, secondo il quale il 33,9% degli italiani ritiene comunque di vivere in una zona a rischio criminalità (Istat, 2018). Un valore aumentato del 12% in sette anni.

Eccola l’altra faccia: esiste una sicurezza percepita di chi non sa che farsene della ragionevolezza dei numeri se poi uscendo di casa – o persino senza uscirne – sente di aver paura. Un’insicurezza che merita di essere compresa e governata con prudenza, senza strumentalizzazioni. con interventi piccoli e grandi tramite i quali le istituzioni assolvano alla loro funzione principale: la tutela dei propri cittadini e l’organizzazione del convivere civile. Cosa si è fatto per rendere Firenze più sicura e vivibile? E cosa resta da fare? Proviamo a fare il punto.

Il Patto per la Firenze sicura

Videosorveglianza, nuova illuminazione. Ma anche vigili di Quartiere e la novità del Controllo di vicinato. Sono le azioni messe in campo sul fronte della sicurezza a Firenze. Era il 12 febbraio 2018 quando veniva siglato in prefettura il “Patto per Firenze sicura” che ha consentito di avere 13 equipaggi in più delle forze dell’ordine, cinque di Polizia, cinque dei carabinieri e tre della Guardia di finanza, in attesa dei 250 agenti in più per il 2019 promessi dal Viminale nei mesi scorsi.

100 nuovi agenti di polizia municipale

Nel corso degli ultimi cinque anni, inoltre, il corpo di Polizia municipale è stato rinforzato con nuove assunzioni per 131 unità. Altri sedici agenti sono entrati in forza, a tempo determinato, nel mese scorso per le zone di Peretola, Brozzi, Quaracchi e Le Piagge, grazie anche al contributo di Toscana Aeroporti. Dal 2017 ha preso il via il progetto “Vigile di quartiere”, il nuovo servizio di polizia di comunità che ha consentito un raccordo più stretto tra territorio e forze dell’ordine. Un mix tra presidi “dinamici” e fissi a seconda delle esigenze, attuato tramite i cosiddetti security point, punti di stazionamento periodico degli agenti in varie parti della città. È dello scorso novembre il protocollo relativo al “Controllo di vicinato”, sottoscritto da 26 sindaci del territorio metropolitano: tramite questo strumento gruppi di cittadini possono segnalare agli organi di polizia, tramite un coordinatore, situazioni anomale che notano nella propria zona di residenza, relative a degrado urbano, atti vandalici, veicoli e persone sospette, gravi fenomeni di bullismo, indebiti utilizzi di spazi pubblici.

La videosorveglianza

Le telecamere installate in città, che nel 2014 erano circa 150, hanno raggiunto quota 700. Si trovano in tutti i quartieri della città, in zone particolarmente delicate individuate tenendo conto sia delle priorità concordate con la prefettura che delle segnalazioni dei presidenti di Quartiere e dei cittadini. Le immagini vengono inviate dal sistema in tempo reale alle sale operative di Polizia municipale, Questura, Carabinieri e Guardia di finanza oltre che alle sale gestione semaforiche della Direzione mobilità e della Silfi e alle sale operative del 118, della Protezione civile e dei Vigili del fuoco.

Una città più bella è anche più sicura, almeno per l’amministrazione che ha investito oltre un milione e 250 mila euro per la riqualificazione delle periferie attraverso un piano triennale di investimenti tra il 2017 e il 2019. In materia di sicurezza urbana un ruolo importante è svolto dal Regolamento Unesco e dal nuovo Piano di gestione del centro storico – Patrimonio mondiale Unesco che hanno consentito di adottare provvedimenti ad hoc soprattutto per quanto riguarda il fenomeno della “movida”.

Firenze cambia luce

Grazie al progetto Firenze cambia luce, infine, è in corso la sostituzione di 30 mila luci a led, in più di 1.500 tra strade, piazze e giardini: un’illuminazione più efficiente che consente anche di risparmiare energia. Arriverà inoltre un contributo fino a 2 mila euro per famiglia con il “Fondo casa protetta” per l’installazione di allarmi e altri sistemi di sorveglianza nella propria abitazione.