giovedì, 13 Maggio 2021
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Stop al doposcuola alle Minime, il Fantafondo chiude i battenti

Ha chiuso i battenti in silenzio, il Fantafondo, il centro di aggregazione giovanile di via Rocca Tedalda. Niente più doposcuola, tornei, attività culturali. E un pezzo di quartiere rimane orfano.

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Ha chiuso i battenti in silenzio, il Fantafondo, il centro di aggregazione giovanile di via Rocca Tedalda. Niente più doposcuola, tornei, attività culturali. E un pezzo di quartiere rimane orfano.

11 ANNI DI RAGAZZI. Il centro ha aperto nel 1999, con il dichiarato obiettivo di dare vita a un luogo di aggregazione per i tanti ragazzi della zona delle Case Minime di via Rocca Tedalda. Gestito dalla cooperativa Arca, nell’arco di 11 anni il Fantafondo è diventato un punto di riferimento per un bel pezzo di quartiere, dalle elementari in su. Molte e variegate le attività portate avanti dagli operatori del Fondo, dal doposcuola ai tornei di calcio e calcetto, agli appuntamenti musicali, fino alla partecipazione a concorsi di cortometraggi. I ragazzini ci sono cresciuti dentro e ci sono rimasti affezionati, continuando a tornare nel corso degli anni.

LA FINE. Il percorso si è interrotto all’inizio dell’anno nuovo. La convenzione con l’Arca non è stata rinnovata, nonostante il parere del Quartiere 2. Che ora si chiede perché. “L’attività del centro  – dichiarano il consigliere comunale Pdl Stefano Alessandri e i colleghi al Q2 Stedano Baldassarri e Federico Pericoli – aveva come obiettivo quello di aiutare nell’inclusione sociale e nello sviluppo i ragazzi della realtà territoriale delle case minime”. “I Quartieri che si sono succeduti – continuano – hanno permesso uno svolgimento costante nel tempo di tale servizio riuscendo ad ottenere ottimi risultati”. Fino al 31 dicembre scorso, appunto.

RIORGANIZZAZIONE. La domanda sorge spontanea, dunque. “Quali sono i  motivi che bloccano di fatto la prosecuzione del servizio nonostante la volontà espressa dal Quartiere?Le cause che hanno portato all’interruzione del servizio possono ascriversi alla nuova realtà amministrativa introdotta nel 2010?”. Un’ipotesi non proprio rosea, dopo la “rivolta” dei presidenti di quartiere della scorsa settimana, che hanno già fatto presenti diversi problemi di gestione post-riorganizzazione della macchina comunale. Ma intanto un pezzo di gioventù cittadina ha perso un servizio prezioso.

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