venerdì, 3 Dicembre 2021
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Storia alla fermata del bus, spunta la quinta puntata

E' stata affissa ad alcune pensiline cittadine la quinta puntata della storia della scrittrice misteriosa ''nata per far battere il cuore delle donne''. Eccola.

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E’ stata affissa ad alcune pensiline cittadine la quinta puntata della storia della scrittrice misteriosa ”nata per far battere il cuore delle donne”, che da qualche tempo a questa parte “inganna l’attesa” dei passeggeri alle fermate degli autobus. Eccola.

“La sua pelle…, Frank Sinatra musica: “I’ve got you under my skin”. Così era: penetrata nella mia pelle ed io dentro di lei. Un’unica persona. Bastava un breve sguardo per comunicare e capirci. Simbiosi totale. Gli stessi interessi: studio, lavoro, teatro, cinema, viaggi… Il nostro rapporto. Mai uguale, sempre vivo, pieno di cose nuove da fare. Malesia, Indonesia, Guatemala, Messico, Cuba. E chi ci fermava? Furono tre anni e sei mesi di amore intenso. A me, sembrò una settimana. Dividevamo le gioie, i dolori. Il più grande dei dolori: la morte di Maria Teresa. La nostra dolce “Mari” se ne andò all’età di 27 anni lasciando un vuoto ancora oggi incolmabile. L’immagine di noi tre a ridere sul divano rimarrà per sempre impressa nella mente. La sua voglia di deridere il mondo, così sfrontata, così pura e allo stesso tempo così ingenua. Una fantastica creatura. Un destino crudele. Successe troppo veloce. H.I.V. Una parte di me, di nuovo, era morta.

Ed ecco che il vuoto riappare.

Immagini fuggono lontane.

La mente inesistente.

I tuoi occhi chiusi

Sono fissi nella mia memoria

Ed ognuno di noi

È geloso del tuo ricordo.

Con la morte di Maria Teresa, tornò fuori tutta la mia indipendenza. Non riuscivo a capire. Non riuscivo a farmi una ragione di questa inaspettata scomparsa. L’amavo come una sorella. Una sorella da proteggere, consigliare, curare. Ma non potevo certo essere la sua panacea. Il passato da tossicodipendente comandava il suo stato di salute. Errori commessi durante l’adolescenza, quando nel somministrarti una dose ritrovi la serenità perduta in famiglia. Quanto è importante avere qualcuno che ti detta delle regole, che si preoccupa per te. Maria Teresa era il frutto di un periodo di ribellione, dove i bambini venivano trascinati a  partecipare alle manifestazioni in piazza. Dove s’imponeva un’estrema libertà nel manifestare i sentimenti. Ed il sesso non doveva essere un tabù. Il sesso…da consumare davanti ad un figlio all’occorrenza. Maria Teresa rimaneva ore a casa ad aspettare l’arrivo dei genitori. La baby-sitter? Un simbolo borghese. Maria Teresa completamente abbandonata nel suo essere fragile, sola. Maria Teresa… nell’attesa di una presenza amica, faceva delle penitenze, scontando quel “mea culpa” dell’assenza dei suoi genitori. Erano gli anni che hanno segnato la vita dei miei connazionali. L’arrivo dell’ eroina. Il fascino del proibito. Giuro, Maria Teresa, avrei donato anni della mia vita per farti vivere più a lungo. Valevi questo grande sacrificio.

Nella vita di ognuno di noi ci sono delle fasce d’età a rischio. E te, piccola Mari, ci sei cascata in pieno, con tutte e due i piedi di adolescente. Hanno voluto, con i loro egoismi, la loro leggerezza e il loro estremismo di “classe” decidere del tuo futuro. E anche del loro. A distanza di un anno dalla tua morte, tuo padre ti ha raggiunto. Tua madre si è dovuta curare per un cancro al seno e ha voluto non vederci più. Coscienti che la nostra presenza poteva causare più del dovuto dolore, io e Giulia, ce ne siamo andate in silenzio. Ma ancora ricordo con dolcezza la madre di Maria Teresa. La ricordo una madre presente, premurosa, consapevole degli errori commessi nel passato. Non oso immaginare quali pensieri, quale dolore lancinante alla perdita della sua ritrovata figlia. E come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno come le rose, cara amica mia. De Andrè, il grande poeta della vita e della morte…forse aveva avuto la fortuna di conoscerti”.

IL TESTO DEL RACCONTO: prima puntataseconda puntataterza puntataquarta puntata

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