martedì, 21 Settembre 2021
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“Visita urgente”, ma era a casa: medico accusato di truffa

Lasciava l'auto sulle strisce pedonali, transitava in corsie preferenziali e ztl per andare a casa, avvalendosi del contrassegno di medico. Multato e accusato di truffa e abuso d'ufficio un dottore di Firenze, che aveva anche presentato ricorso per le contravvenzioni.

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Gli episodi al centro della vicenda risalgono all’estate quando la polizia municipale multò un’auto in sosta sull’attraversamento pedonale in via dei Serragli. In virtù del contrassegno di medico in visita domiciliare, i vigili non rimossero la macchina con il carroattrezzi, tuttavia, la mattina successiva notarono che si trovava sempre lì, ma priva del verbale, pertanto multarono di nuovo il veicolo, senza però chiamare il carroattrezzi.

Dopo qualche tempo, al distaccamento di Porta Romana sono arrivati due ricorsi presentati dal medico contro le multe. Identica la motivazione: il fatto di essere impegnato in una visita domiciliare urgente e quello che, comunque, le strisce pedonali non erano visibili.

Ma dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Municipale è emerso che il medico era residente poco distante dal luogo delle infrazioni. Non solo: le strisce erano perfettamente visibili. Inoltre, ricercando nel database delle contravvenzioni, è risultato che il medico aveva presentato ricorso anche ad altre infrazioni, per transiti nella ztl o in corsie nelle vicinanze della residenza, giustificandosi sempre con la visita domiciliare urgente senza peraltro aver richiesto, anche successivamente, il dovuto permesso di transito e sosta.

In considerazione del fatto che l’uomo ha preso servizio sulle ambulanze del 118 a Campi Bisenzio a partire dall’anno scorso, i vigili hanno inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica. Da qui l’avviso di garanzia per i reati di truffa e abuso d’ufficio.

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