sabato, 28 Novembre 2020
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Nuovo patto per il lavoro e per l’impresa

Sviluppo economico e profili sociali, Legacoop Toscana lancia un “patto per il lavoro e l’impresa” nell’area fiorentina finalizzato alla qualificazione dello sviluppo

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Un “patto per il lavoro e l’impresa” nell’area fiorentina che contribuisca, attraverso l’impegno e le idee di tutti i soggetti interessati, a qualificare lo sviluppo e a migliorare le condizioni dei lavoratori. È la proposta lanciata ieri dal presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini ai rappresentanti istituzionali e delle categorie economiche presenti alla Camera di Commercio di Firenze per l’incontro “Profili sociali dello sviluppo economico dell’area fiorentina” organizzato da Legacoop Toscana.

Nella città metropolitana di Firenze sono presenti 190 cooperative che operano in vari settori e contano più di 566 mila soci. Il valore della produzione è di oltre 2 miliardi di euro e il totale degli occupati è di quasi 15 mila persone.
“In un Paese che fatica e in una Toscana che vediamo avere due velocità, Firenze, per mantenere il proprio tenore di vita, si deve interrogare su tre questioni principali – ha detto il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini – la struttura della popolazione, che invecchia sempre più, i salari che non crescono e la fuga di tanti giovani che si rivolgono altrove per trovare opportunità di lavoro soddisfacenti. Apriamo un percorso per un patto per il lavoro e l’impresa nell’area fiorentina, finalizzato alla qualificazione dello sviluppo, come ad esempio introdurre nelle filiere e negli appalti un reddito minimo”.
Un percorso per un patto che, nell’idea di Legacoop Toscana, potrebbe partire proprio da Firenze e dalla Toscana centrale, con l’auspicio di potersi estendere in prospettiva a tutta la regione.

Toscana tra le regioni più dinamiche

Insieme a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, la Toscana è infatti secondo l’ultimo Rapporto annuale Irpet tra le regioni più dinamiche, pur in un quadro di bassa crescita, con la Toscana del centro che fa da traino allo sviluppo.

Quanto incide in questo trend il sistema locale fiorentino e quali sono i profili sociali che lo contraddistinguono? Urbano, plurispecializzato, con produttività e costo del lavoro elevati, elevata apertura commerciale e vocazione all’export, alta occupazione e bassa disoccupazione. Sono alcuni dei tratti caratteristici del sistema locale fiorentino delineati oggi nel corso dell’iniziativa dal direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti. “È un sistema aperto e ad alto potenziale – ha spiegato Casini Benvenuti – in cui tutti gli indicatori, dal valore aggiunto procapite a quello per unità di lavoro, dai consumi interni all’export all’estero, dalle unità di lavoro al numero di turisti, risultano maggiori rispetto al dato regionale”.

Alla tavola rotonda moderata da Ernesto Ferrara, giornalista di Repubblica Firenze, hanno preso parte Dario Nardella, sindaco di Firenze, Daniela Mori, presidente Unicoop Firenze, Luigi Salvadori, presidente Confindustria Firenze, Alberto Marini, direttore Confesercenti Firenze, Paola Galgani, segretaria generale Camera del lavoro metropolitana CGIL Firenze e Massimo Muratori, presidente Arca cooperativa sociale.

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