sabato, 5 Dicembre 2020
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Il Maggio Musicale Fiorentino riparte con il Rinaldo di Händel

Il Teatro del Maggio, primo tra i teatri italiani, ha rialzato il sipario mettendo in scena il Rinaldo di Händel e dando ufficialmente il via alla stagione lirica e sinfonica. Repliche fino al 13 settembre

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Lunedì 7 Settembre il Teatro del Maggio musicale fiorentino, primo tra i teatri italiani, ha rialzato il sipario dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza Covid, mettendo in scena il Rinaldo di Händel e dando ufficialmente il via alla stagione lirica e sinfonica 2020/2021. Si replica il 9 e 13 settembre 2020.

Il Rinaldo è l’opera del debutto, fortunatissimo, del compositore tedesco a Londra, dove  fu rappresentato per la prima volta nel 1711. L’azione è ambienta durante la prima crociata  e il libretto di Giacomo Rossi, liberamente tratto dalla “Gerusalemme liberata” del Tasso, racconta, nei sui tre atti, delle peripezie che l’eroe Rinaldo e la sua amata Almirena – figlia di Goffredo di Buglione – devono affrontare per sconfiggere il re saraceno Argante e la sua amante, la maga Armida.

La rappresentazione fiorentina di Rinaldo al Teatro del Maggio

Questa rappresentazione del teatro del Maggio è di fatto un recupero del calendario della scorsa stagione sospesa a causa del lockdown: il Rinaldo era infatti previsto come ultimo titolo della scorsa stagione lirica. La direzione del teatro ha deciso di riproporlo adesso, quando è già partito il programma dell stagione 2020/2021, e bene ha fatto: sarebbe stato davvero un peccato perdersi uno spettacolo come quello che è in scena in questi giorni sul palcoscenico del teatro fiorentino.

L’allestimento di Pier Luigi Pizzi, ricostruzione dell’allestimento del Teatro Valli di Reggio Emilia in coproduzione fra i Teatri di Reggio Emilia, Maggio Musicale Fiorentino e Teatro La Fenice di Venezia, ideato 35 anni fa è, di fatto, la ciliegina sulla torta di una rappresentazione riuscita sotto ogni punto di vista artistico.

Pizzi, a cui si devono regia, scene e costumi, mette in scena il teatro delle meraviglie barocco. I cantanti non toccano mai il palcoscenico e si muovono sopra dei carri spostati  da mimi. I carri a volte sono semplici cubi altre volte sono troni, cavalli, vascelli o cocchi trainati da draghi. E poi ci sono furie, sirene, mari in tempesta. I protagonisti indossano meravigliosi e colorati costumi corredati da ampissimi mantelli di seta che, una volta mossi sempre dai mimi, e con l’uso sapiente delle luci di Massimo Gasparon, danno allo spettatore l’illusione ora delle fiamme degli inferi, ora del cielo azzurro.

Rinaldo al Teatro del Maggio musicale fiorentino: gli artisti

Il cast vocale è tutto all’altezza della situazione. Le parti principali sono state interpretate da Leonardo Cortellazzi  (Goffredo), Carmela Remigio (Armida), Andrea Patucelli (Argante), Francesca Aspromonte (Almirena); quelle secondarie da William Corrò (Mago Cristiano),  Shuxin Li (Araldo), Marilena Ruta e Valentina Corò (Donna/Due Sirene). Il ruolo del protagonista Rinaldo, scritto per un castrato e di prassi assegnato ad un contralto, è invece stato affidato al controtenore, Raffaele Pe, 33 anni, artista che nel suo repertorio, oltre al barocco vanta anche Benjamin Britten e Arvo Pärt. Pe non tradisce la sua fama e offre al pubblico fiorentino un’ottima prova sia del punto di vista dell’intonazione che da quello stilistico.

Il maestro concertatore e direttore della serata era Federico Maria Sardelli, che alla guida dell’organico compatto dell’orchestra del maggio musicale, è riuscito a mantenere una costante tensione durante tutta l’esecuzione dell’opera di Händel sottolineando i diversi momenti presenti nella partitura con accentuati chiaroscuri. Durante la sinfonia introduttiva all’aria di Almirena, Augelletti, che cantate, Sardelli si è anche aggiunto all’orchestra come flautista.

Le reazioni del pubblico

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Il pubblico del Maggio musicale fiorentino aspettava con trepidazione questo Rinaldo, per molteplici ragioni. Ovviamente c’era la voglia di tornare a teatro dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia ma c’era anche la curiosità. Curiosità di capire come il teatro avrebbe gestito le nuove norme di sicurezza e curiosità di avere un assaggio della nuova stagione che sulla carta, per titoli proposti e qualità degli interpreti, si preannuncia molto allettante.

Se dal punto di vista organizzativo c’è ancora da oliare qualche ingranaggio, nessuno sapeva dove sedersi per rispettare il distanziamento, dal punto di vista artistico le aspettative sono state sicuramente superate. E, per la prima volta in diverse stagioni, all’uscita non ho sentito nessuna lamentala ma solo commenti positivi da parte degli abbonati storici della galleria.

Si replica il 9 e il 10 settembre alle ore 20.00 e il 13 settembre alle 15.30.