Il Premio Montale Fuori di Casa 2026 – sezione “Montale Senatore” sarà assegnato a Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Nazionale del Partito Socialista Italiano (PSI), già Senatore della Repubblica fino al 2022 e dal 2023 Presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze.
L’assegnazione della XXX edizione 2026 del Premio Montale Fuori di Casa 2026 – sezione “Montale Senatore” si terrà venerdì 17 aprile alle ore 15, a Roma, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.
Dopo i saluti istituzionali della Senatrice Raffaella Paita e del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sono previsti gli interventi della Presidente del Premio, la professoressa Adriana Beverini, e della scrittrice Nadia Terranova, che dialogherà con il premiato.
Il Premio Montale Fuori di Casa e la sezione “Montale Senatore”
Fondato nel 1996 da Adriana Beverini, il Premio Montale Fuori di Casa porta avanti da trent’anni la lezione civile, poetica e morale di Eugenio Montale, premiando scrittori, poeti, scienziati, artisti, studiosi e personalità del mondo delle istituzioni, dell’impresa e della cultura che, attraverso il proprio lavoro, interpretano lo spirito dell’autore degli Ossi di seppia. Un riconoscimento nato “fuori di casa”, cioè al di fuori dei luoghi canonici della poesia, per incontrare un pubblico più ampio e promuovere il dialogo tra discipline e ambiti diversi del sapere.
La sezione Montale Senatore nasce nel 2018 per ricordare la nomina a Senatore a vita conferita nel 1967 al Premio Nobel Eugenio Montale dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, “per aver illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo letterario e artistico”.
La motivazione del premio
Come si legge nella motivazione, Riccardo Nencini viene premiato per la coerenza dimostrata nei confronti dei propri ideali politici, perseguiti con autentica passione sin dalla giovinezza e intesi come forma di servizio alla comunità. Come egli stesso ha scritto, infatti, la politica è una vocazione “da cui non ci si libera, la si può e la si deve fare anche senza incarichi di rilievo perché è un servizio reso alla comunità e un dovere, specialmente quando crescono paura e incertezza nel futuro”. La motivazione riconosce inoltre a Nencini quella qualità di “decenza quotidiana” che fu tra le più care a Eugenio Montale, insieme alla fedeltà ai propri principi, valori che rappresentano un riferimento essenziale per la vita pubblica e civile.


