Il Polissya mette a dura prova la Fiorentina. Si partiva dal 3-0 dell’andata ma gli ucraini segnano due reti e complicano la qualificazione ai gironi di Conference League dei viola. Solo negli ultimi 20 minuti arriva il ribaltone con i viola che, alla fine s’impongono per 3-2. E domani il sorteggio per conoscere le avversarie di questa quarta stagione consecutiva nella terza coppa dell’Uefa. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia Pioli schiera Dzeko in attacco dato che Kean è squalificato. Alle sue spalle Fazzini e Ndour sulla trequarti, a centrocampo Dodo, Fagioli, Mandragora e Parisi mentre in difesa, davanti a De Gea, operano Comuzzo, Pablo Marì e Viti. Ruslan Rotan, per il Polissya, schiera Gutsuliak, Filippov e Nazarenko in attacco, Talles Costa a centrocampo e Mykhailichenko in difesa.
La partita
La Fiorentina, forte de 3-0 dell’andata, entra in campo senza convinzione e con troppa presunzione. Dopo 2 minuti una incomprensione tra Comuzzo e De Gea favorisce Nazarenko che segna a porta vuota l’1-0 per gli ucraini. La Fiorentina soffre lo svantaggio e, al 14’, subiscono il raddoppio con Andriyevskiy che, dalla distanza approfitta di un rinvio corto di testa per inventarsi un gran tiro di sinistro che s’insacca all’incrocio dei pali della porta difesa da De Gea. La Fiorentina non riesce quasi mai a rendersi pericolosa. Ci prova solo Fazzini, al 38’, con un tiro centrale che non impensierisce il portiere Kudryk.
Nella ripresa Pioli mette in campo Gudmundsson al posto di Ndour e Gosens per Parisi. Al 54’ il tiro di Fazzini viene fermato dal palo. Poi Pongracic e Sohm prendono il posto di Comuzzo e Mandragora. Al 70’ Gosens ci prova di testa e poi, al 78’ serve l’assist per Dodo che segna e porta il risultato sul 2-1. Viti viene sostituito da Ranieri che, dopo poco, tocca di sinistro un bel pallone di Gosens per il 2-2. Infine un corner battuto da Gudmundsson per Dzeko che sigla il definitivo 3-2. Una vittoria faticosa che deve far riflettere Pioli.
L’allenatore
Stefano Pioli commenta la gara ammettendo l’inizio shock. “La partenza è figlia di un errore iniziale. Ci sono delle cose in cui dobbiamo migliorare. Nel primo tempo giocavamo palla troppo fuori. Comuzzo è stato, inevitabilmente, condizionato dalle voci di mercato. Hai altro nella testa col mercato, almeno fino a ieri è stato così. Non dico che sia stato infastidito, ma impegnato in queste situazioni. Siamo professionisti e non decidiamo noi le date del mercato. La società farà il possibile per migliorare quello che c’è da migliorare e vogliamo vincere per la prima volta anche in campionato domenica prossima. Speravamo di soffrire meno – ha aggiunto l’allenatore – ma questa partita servirà tanto alla squadra perché dobbiamo uscire meglio dalla pressione degli avversari. Il primo obiettivo della stagione è stato conquistato. È stato bello conquistarlo con i nostri tifosi. Quattro partite in undici giorni, quattro trasferte, perché anche oggi eravamo fuori casa. È quando vai in difficoltà che emergono giocatori come Gosens, De Gea, Dzeko e Dodo che aiutano a superare questi momenti. L’allenatore può aiutare la squadra, ma sono i giocatori che devono reagire in campo. Dzeko può giocare insieme a Kean perché può fare il riferimento ma anche lavorare dietro a Moise. È un giocatore importante, un campione per spessore, qualità e capacità di leggere le situazioni. Ci sarà molto utile”.