Il Reporter Maggio 2019

Verso il 26 maggio

Nove candidati a sindaco, venti liste, seicentosessantuno aspiranti consiglieri comunali, circa duemila nomi tra i quali scegliere, contando pure quelli in corsa per i cinque consigli di Quartiere.

Col 26 maggio che si avvicina, si schierano le pedine del grande gioco della democrazia. Sarebbe inutile quanto ingenuo misurare la partecipazione democratica con il pallottoliere. Eppure è forse nella sua dimensione minima – come lo è quella dei Comuni e tanto più dei Quartieri – che l’esercizio della politica attiva sembra più al riparo dalle tentazioni di chi vorrebbe farne un mercato del consenso, una democrazia strumentale: invocata, sventolata e resa ipertrofica nelle forme, svuotata nella sostanza.

Per le prossime elezioni comunali di Firenze, alle quali su queste pagine dedichiamo un lungo speciale, ci sono, trasversali a tutte le forze in corsa, nuove identità collettive che hanno trovato rappresentanza. Ci sono gruppi, organizzazioni e linguaggi che danno corpo alle nuove richieste dei cittadini per portarle nel sistema politico e decisionale. Un carico di civismo agita e completa le proposte della politica classica. Che a decine, a centinaia, si mettano al lavoro per diffondere consapevolezza sulle istanze locali è un solido presupposto per far decollare la competizione elettorale, tanto più importante in una tornata che porta il peso di questioni decisive per il destino di Firenze. Farlo è faticoso, ma la democrazia è un’utile fatica.

Andrea Tani
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