venerdì, 12 Giugno 2026
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Anagrafe di quartiere, nuovi servizi

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Sono attivi da oggi i nuovi sportelli anagrafici di Quartiere dopo la riorganizzazione del servizio. Si comincia con Piazza Santa Croce e via Tagliamento, entrambi attivi ma solo su prenotazione. Presto le altre aperture.

Si parte con Q1 e Q3

Certificati anagrafici, carta di identità, atti notori, credenziali per i Servizi on Line e tessera elettorale si potranno richiedere direttamente ai nuovi sportelli di Quartiere. I primi due saranno aperti solo su prenotazione, telefonando allo 055.2768359 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Lo sportello di piazza Santa Croce, nel Quartiere 1, sarà aperto il lunedì, quello di via Tagliamento, nel Quartiere 3, il mercoledì e il venerdì, entrambi dalle 8.30 alle 13.30.

Nel 2015 il servizio verrà esteso anche alle sedi degli altri Quartieri: piazza Alberti sempre per il Q1, Parterre per il Q2, Villa Vogel nel Q4 e via Bini nel Q5. È stato inoltre potenziato in tutti i Quartieri il servizio domiciliare per i cittadini con gravi difficoltà motorie o con un’età superiore agli 80 anni.

Agli Uffizi le donne che dissero ”No” alla mafia

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Un digiuno per dire no alla mafia. Era l'estate 1992 quando un gruppo di donne decise di scendere in piazza a Palermo e protestare con lo sciopero della fame contro “Cosa nostra”. Oggi, a 22 anni di distanza, agli Uffizi a Firenze sarà possibile rivedere come sono cambiati nel tempo i volti di quelle ragazze e madri coraggiose. 

Da Rita Borsellino a Pina Maisano Grassi, sono 30 le fototografie dei volti de ” Le donne del digiuno” di Francesco Francaviglia che dal 14 ottobre al 9 novembre occuperanno l'aula di San Pier Scheraggio della celebre galleria fiorentina.

a 22 anni dalle stragi

Sono passati 22 anni da quel terribile 23 maggio, quando l'A29 saltava in aria all'altezza dell'uscita di Capaci procurando la morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dell'intera scorta. E è sempre nel corso di quel triste 1992 che, appena un paio di mesi dopo, in via D'Amelio a Palermo un'autobomba faceva saltare in aria Paolo Borsellino e la sua scorta.

Proprio nel corso di quella estate, nei 2 mesi che che portarono alla morte dei 2 magistrati simbolo della lotta alla mafia, a poche ore dall'esplosione in via D'Amelio, un gruppo di donne  scese in piazza Castelnuovo a Palermo per dire, attraverso la protesta pacifica del digiuno, “No” alla mafia e all'omertà.

A distanza di 22 anni, sarà possibile rivederle, con i segni degli anni sui loro volti, in una mostra ospitata proprio da uno dei luoghi che furono colpiti dalla mano della mafia, la Galleria degli Uffizi.

Alcuni sono volti molto noti, come Pina Maisano Grassi, moglie di Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia perché si ribellò al pizzo, oppure Michela Buscemi, che si costituì parte civile nel corso del maxi-processo del 1985 dopo l'assassinio dei suoi 2 fratelli. Spazio anche a Rita Borsellino, simbolo di quella lotta coraggiosa delle donne del digiuno, che appare nella chiusura del catalogo che raccoglie le foto.

Una mostra fatta anche di voci

Ad accompagnare i passi della mostra curata da Tiziana Faraoni, photoeditor dell'Espresso, sarà un audioproject a firma di Giuditta Perreira in cui ritornano voci che portano a fare un salto nel passato: frammenti di telegiornali, le interviste a Falcone e Borsellino, testimonianze dei pentiti che azionarono gli ordigni, come Giovanni Brusca.

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso celebra questa mostra: “Sono volti che è bello rivedere – scrive Grasso – sguardi che sfidano il silenzio e la paura. Solo chi sente nella sua coscienza di aver fatto tutto ciò che gli era possibile per infrangere il silenzio e l'omertà, per la ricerca della verità e della giustizia, potrà guardare queste foto senza dover abbassare lo sguardo.”

Reinterpreta una ricetta, vinci un orto

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Prendere la propria ricetta tradizionale preferita, reinventarla a piacimento, raccontarla in modo ironico (e breve: d’altra parte viviamo nell’era di Twitter) e inviarla alla giuria. Cosa si vince? Un orto. Niente paura, non serve un podere: si tratta di un kit per realizzare un orto biologico in terrazzo. Al via il concorso culinario organizzato dalla caffetteria della Biblioteca delle Oblate.

Dalla tradizione al web

L’ispirazione va cercata nella grande tradizione regionale, prendendo in prestito gli ingredienti della cucina toscana, non ultimi ironia e passione. La ricetta va poi scritta in 1.000 battute al massimo e inviata entro domani a [email protected].

Una giuria di critici e blogger

La giuria composta dal critico gastronomico Marco Gemelli, dalla blogger Claudia Ciabattini, dalla responsabile Promozione biblioteche e Progetti speciali Grazia Asta, dallo scrittore Vanni Santoni e dal cuoco della caffetteria Alessandro Arena prenderà in esame le ricette pervenute e le valuterà in base a originalità, fattibilità, legame con il territorio e sostenibilità, potere evocativo.

L’ideatore della ricetta vincitrice riceverà in premio ‘Erbizia’, uno speciale kit per fare l'orto sul balcone di casa. La vincitrice verrà annunciata durante un incontro in programma sabato 18 ottobre alle 17.30 sulla terrazza della biblioteca delle Oblate.

Il concorso “La tua ricetta preferita” è organizzato in collaborazione con Cooperativa Archeologia nell’ambito di Vetrina Toscana, il progetto di promozione della Regione che mette in rete saperi, sapori e produzioni tipiche. L’evento fa parte della rassegna “Il sapore delle parole: letture gustose nelle Biblioteche della Toscana” promossa in occasione della Settimana della Cultura Toscana.

Rubano videogames al supermercato, in manette

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Sono stati sorpresi con la refurtiva ancora nascosta sotto le magliette. A finire in manette con l'accusa di furto aggravato in concorso sono 2 ragazzi di 20 anni che hanno rubato videogiochi dal valore complessivo di 610 euro presso il supermercato “Panorama” che si trova all'interno del centro commerciale I Gigli a Campi Bisenzio.

furto di videogames

I 2 ragazzi, entrambi di Lucca, sono stati notati dalla sicurezza che ha subito giudicato sospetto il loro modo di fare mentre si aggiravano tra gli scaffali dei videogiochi. I ragazzi si sono poi spostati per comprare due pacchetti di patatine, regolarmente pagati per depistare la vigilanza dal loro furto.

L'uomo della sicurezza però aveva già avvisato i carabinieri che nel giro di qualche minuto sono giunti sul posto. I 20enni, non appena si sono resi conto di essere stati scoperti, hanno spontaneamente riconsegnato la merce rubata che tenevano nascosta sotto le magliette.

Per loro è scattato l'arresto con l'accusa di furto aggravato in concorso.

Calamita e ferretto ricurvo

Per rubare i videogiochi, si presume che i ragazzi si siano serviti di una calamita e di un ferretto ricurvo, trovati addosso ai 2. Grazie a questi rudimentali strumenti hanno forzato e rimosso le confezioni in plastica anti-taccheggio che solitamente custodiscono le confezioni dei videogames.

I videogiochi che i ragazzi hanno cercato di rubare sono 10 in totale, per un valore complessivo di 610 euro.

Le ingombranti Fonticine (Via Nazionale a fronte di via dell’Ariento)

La monumentale edicola robbiana in terracotta invetriata policroma, del leggiadro ed ornato tabernacolo che si slancia sopra una vasca nella quale gettano acqua sette piccole “fontanelle”, fu voluta dalla Potenza Festeggiante del Reame di Biliemme, la quale aveva sede al vicino Canto alla Cella di Ciardo, cioè fra via Sant’Antonino e via dell’Ariento. Tale organizzazione popolare faceva parte delle rionali “Potenze Festeggianti” in quanto, istituzionalmente, queste associazioni avevano il compito di organizzare, specialmente nei loro rispettivi rioni, spettacoli, gare, giochi di bandiera, sassaiole ed ogni altro tipo di festa, per cui erano dette, appunto, “festeggianti”.

A questi divertimenti, che si definirono “l’armeggiar delle Potenze”, partecipava attivamente soltanto il popolo minuto, mentre le classi borghesi e nobili si limitavano a contribuire finanziariamente, rimanendo sempre dalla parte degli spettatori. Le Potenze, popolari, allegre, vivaci, irrequiete e tumultuose, oltre a cimentarsi nel gioco delle bandiere, combattere con armi finte, fare a “sassi”, organizzare cene e banchetti, si prodigavano anche in opere di beneficenza e di religione andando “ad offerta” in certi santuari come quello della Madonna del Sasso (Santa Brigida) dove, per devozione o penitenza, le festose combriccole arrivavano a piedi, a cavallo o su muli. Le compagnie si occuparono in qualche modo anche di arte; come, ad esempio, quella appunto del “Regno di Biliemme” che, come già detto, fece fare nel 1522 alla bottega dei Della Robbia questo bellissimo tabernacolo a fontana, dalla base in pietra serena, con vasca di marmo sostenuta da tre mensole inginocchiate a zampe di leone.

Nel grande bacile rettangolare versano continuamente acqua sette cannelline che fuoriescono dalla bocca di altrettante teste di cherubini, pure marmoree, che hanno dato proprio per questo il nome “delle fonticine” al più grande e famoso dei tabernacoli fiorentini, da considerarsi pure una fontana a tutti gli effetti, ora, purtroppo, malridotto dalle ingiurie del tempo e degli uomini. Ma quando fu costruito il tabernacolo era perfettamente così come oggi lo vediamo? Proprio no. Infatti, da documenti dell’Archivio Storico del Comune di Firenze (ASCFi 268, c.488), abbiamo appreso che quando fu eretta, l’artistica costruzione non si trovava come ora addossata alla parete retrostante, ma la sua struttura avanzava verso il centro strada, ed era affiancata da due “fonticine” ai lati, in ognuna delle quali gettavano acqua nei rispettivi bacili quattro cannelline fuoriuscenti da altrettante faccine di cherubini.

Nell’anno 1849, a seguito di numerose istanze di “proprietari e abitanti delle contrade adiacenti a Via Tedesca (dal 1870 via Nazionale per l’affermazione d’italianità in contrapposizione al precedente nome di “via Tedesca”) che lamentano inondazioni delle stanze terrene delle loro case quando un’affluenza istantanea di acque di pioggia si dirige alla fogna sotto il Tabernacolo detto dell’Assunta e che attribuiscono l’inconveniente principalmente “all’abboccatura di quel canale sotterraneo ed all’imperfezione del meccanismo della valvola di legno, per cui i reclamanti suggeriscono di provvedere ai danni con togliere gran parte del Tabernacolo e trasportarne la facciata sul muro a tergo del medesimo, raggiungendo così il doppio oggetto di allargare la strada, e meglio sistemare lo smaltimento delle acque pluviali, segue una perizia tecnica dell’ingegnere Flaminio Chiesi del Circondario, che suggerisce gli interventi del caso, riassumendoli nell’arretramento del tabernacolo definito addirittura “dannoso ingombro”, “spingendolo verso il fabbricato”, cioè sul muro della facciata dell’immobile retrostante pur “senza privare il pubblico di quell’antico Santuario”, nell’eliminazione delle due deliziose fontanelle laterali e nell’inclinazione del lastrico stradale con pendenza favorevole verso la fogna delle acque piovane e di quelle di scarico della vasca del tabernacolo. Per la difficoltà del momento delle casse comunali a poter far fronte alle spese occorrenti valutate in £ 1.694,52 venivano assegnati i lavori a due accollatari, “i quali s’incaricano di eseguire subito i lavori relativi alla trasposizione del Tabernacolo, stando alla perizia Chiesi, ed obbligandosi a ricevere il pagamento nella prima metà del prossimo anno 1850”. Così, dopo oltre tre secoli di “dannoso ingombro” il tabernacolo dell’Assunta fu smontato, arretrato e privato delle due fonticine laterali, le quali furono tagliate e riposizionate alla base del tabernacolo. Per tale intervento fu necessaria anche la costruzione della parte centrale della vasca con la soprastante cannellina ed un terzo piede d’appoggio.

La nuova vasca formata da tre pezzi, con sette fontanelle, fu posta frontalmente sotto la grande edicola con la terracotta invetriata policroma dei Della Robbia alla cui base, fra altre iscrizioni, si legge: QUESTO DEVOTO TABERNACOLO ANO FATTO FARE GLI OMINI DEL REAME DI BELIEME POSTO IN VIA SANCTA CHATERINA MDXXII. Da notare che prima del 1870 quel tratto di via Nazionale compreso fra via Guelfa e via dell’Ariento si chiamava via Santa Caterina. Adesso il tabernacolo delle Fonticine è in stato di assoluto abbandono: tubi metallici impediscono la caduta di frammenti della volta ma anche la veduta dell’artistico bassorilievo; strati di borraccina rendono il marmo del bacile irriconoscibile e l’acqua delle fontanelle malamente fuoriesce dalle cannelline. Spettacolo di bruttura e di vergogna che dovrebbe essere, invece, argomento di bellezza, decoro e testimonianza dell’arte e della fede fiorentina.

Via Orsini e i cantieri della settimana

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Nuovo asfalto in via Orsini e via delle Campora, un’aiuola spartitraffico in via Senese e la pulizia straordinaria sul ponte Vespucci. Questi e altri interventi al via da oggi sulle strade cittadine di Firenze. Ecco i cantieri in programma questa settimana.

nuovo asfalto

Via Orsini (da Baldovini a Ricorboli) e via Ricorboli (da Orsini a Ferrucci) chiuse da oggi fino al 15 ottobre per asfaltatura. In via Orsini previsto restringimento e senso unico in direzione Ricorboli, con chiusura di via Ricorboli. Divieto di transito da oggi al 18 ottobre, dalle 8 alle 17, in via delle Campora, nel tratto Bagnese-Poccetti per il rifacimento dell’asfaltatura.

In via Senese nascerà una nuova aiuola spartitraffico, restringimento della carreggiata previsto fino al 27 del mese per la realizzazione e per il completamento della rotatoria. Restringimento di carreggiata sul ponte Amerigo Vespucci, dove il prossimo 15 ottobre dalle 8 alle 12 resterà soltanto una corsia per senso di marcia per consentire la pulizia straordinaria.

Le altre strade chiuse

Borgo La Croce e via dell'Ortone chiusi dalle 7 di stamani fino alle 17 di oggi  (eccetto frontisti), con apertura pilomat all’incrocio di via della Mattonaia e apertura della catena in via dei Macci. Divieto di transito in piazza dell'Unità d'Italia nella corsia di scorrimento dal numero civico 8r a via Panzani e spostamento della fermata Ataf.

Chiuse fino a mercoledì anche via Rosai (da Tommasi a Costetti) e via dei Tommasi (da Rosai a Boldini) per manutenzione. Restringimento di carreggiata in via di Novoli da oggi al 17 ottobre nel controviale da via Tacchinardi a via Giovanni da Cascia e restringimento all’altezza via Stradella.

Chiusa anche via della Sala, da oggi e per una settimana nel tratto tra via di Brozzi e via San Bonaventura per lavori di nuovo allaccio. Chiusa fino al 22 ottobre via della Villa Nova da via di Peretola a via Primo Settembre per un nuovo allaccio.

Restringimento di carreggiata anche in lungarno Amerigo Vespucci fino al 7 novembre, da piazza Ognissanti al numero civico 16, per sostituzione della rete gas. In Borgo Pinti, divieto di transito dalle 9 alle 19 di domani da via De' Caccini a via di Mezzo, con inversione del senso in Borgo Pinti nei tratti Caccini-Alfani e Mezzo-S.Egidio e inversione di senso anche in via di Mezzo nel tratto Borgo Pinti-Fiesolana. Vicolo Borghetto (da via Silvani a via Barni) chiuso da domani al 23 ottobre per nuovo allaccio.

Divieto di transito dalle 9 alle 20 del 15 ottobre in via di Mezzo da via dei Pepi a piazza Sant'Ambrogio per manutenzione. Chiusa via del Corso da via dello Studio a piazza Donati, senso unico in via dei Cerchi da via Dante a via del Corso.

Paura ebola anche in Toscana, falso allarme a Arezzo

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Se ne sente parlare tutti i giorni. Dopo i migliaia di morti negli stati del corno d'Africa e i primi contagi negli Usa e in Europa, cresce la paura anche in Italia. Falso allarme all'ospedale San Donato di Arezzo dove giovedì scorso, dopo che un uomo in arrivo da un paese africano si è presentato al Pronto soccorso con la febbre molto alta, è stato attivato il protocollo previsto dal sistema nazionale sanitario accertando solo successivamente che non si trattava di Ebola. Per l'uomo una patologia tropicale.

solo paura per arezzo

È arrivato con la febbre molto alta e subito è scattato il protocollo “anti-ebola”. Al San Donato di Arezzo momenti di apprensione fino a che non si è accertato che si trattava di un falso allarme. Per l'uomo, giunto di recente da un paese africano, è stata evidenziata un'altra patologia tropicale. “Dall'esplosione dell'epidemia in Africa a ora – fa sapere l'Asl 8 Arezzo – nessun forte sospetto di infezione”.

Il protocollo è comunque andato avanti per qualche ora, destando anche curiosità tra alcuni pazienti che hanno subito notato movimenti inconsueti e personale che indossava tute speciali. Nei prossimi giorni tutti i presidi ospedalieri effettueranno delle simulazioni del protocollo, rassicurano dall'Asl 8 di Arezzo. Non c'è quindi da preoccuparsi se ci si dovesse ritrovare di fronte a qualcuno che indossa una strana tuta.

Tornano i temporali, prolungata l’allerta in tutta la regione

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Temporali e grandine in arrivo su tutta la Toscana. La Protezione civile provinciale ha prolungato fino alle 18 di domani l’allerta meteo per tutto il territorio regionale, dove sono previsti forti temporali con grandine e colpi di vento. Un provvedimento che segue quello diramato in precedenza e valido fino alla mezzanotte di oggi. Criticità moderata, ma comunque da non sottovalutare.

Arrivano i temporali

Rovesci al via stamani nella zona nord-ovest della regione, in provincia di Massa Carrara e Lucca. Nel corso della mattinata le piogge si estenderanno alle altre province, accompagnate in certi casi da grandine e colpi di vento.

Fino a 130 millimetri

Attesi cumulati fino a 100-130 millimetri nell’area nord occidentale e nelle valli dell'Ombrone, nel Valdarno Inferiore, nella valle del Cecina, in Val di Cornia, nelle isole, nelle aree del Reno, dell'Era, dell'Elsa, dell'Ombrone grossetano e della Pesa. Tra i 40 e gli 80 millimetri di pioggia previsti in Casentino, Valdarno Superiore, e nelle aree di Tevere, Orcia, Bruna, Albegna e Fiora.

Possibili allagamenti negli avvallamenti e nei sottopassi, sulle strade urbane ed extraurbane, inondazioni localizzate in prossimità dei fiumi e dei torrenti, frane e smottamenti nelle aree a più elevata pericolosità idrogeologica.allerta meteo.

Nuova allerta

Nella tarda mattinata è stata emessa la nuova allerta meteo che prolunga il periodo a rischio fino a tutto il pomeriggio di domani. La Protezione civile della Provincia di Firenze avverte inoltre che sono previsti temporali di forte intensità che potranno essere accompagnati da grandine e colpi di vento.

“Le donne del digiuno”, volti di donne contro la mafia

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Un digiuno per protestare, per dire no alla mafia. Era l'estate 1992 quando accadeva tutto questo. Ora, agli Uffizi, sarà possibile rivedere come sono cambiati i volti di quelle donne che presero parte alla protesta. Da Rita Borsellino a Pina Maisano Grassi, in mostra le 30 foto dei volti de " Le donne del digiuno" di Francesco Francaviglia che, dal 14 ottobre al 9 novembre, occuperanno l'aula di San Pier Scheraggio della celebre galleria fiorentina. I loro volti segnati dal tempo sono, ancora oggi, simbolo di una lotta che continua anche a distanza di 22 anni.

All’Internet festival la scienza si “tocca con mano”

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Workshop, conferenze e spiegazioni di ogni tipo alla Stazione Leopolda di Pisa. Qui, più che in altri padiglioni, l'Internet festival assume un aspetto dinamico che porta a toccare con mano tecnologia e scienza. Grande attrattiva della vecchia stazione pisana è la stampante 3D, direttamente dalla YouLab, biblioteca pistoiese. Attenzione anche verso Fosforo, festival della scienza di Senigallia che utilizza metodi alternativi per spiegare la fisica ai bambini ma anche ai ragazzi.

La stampante del futuro

Vale circa 2800 dollari, poco più di 2200 euro la stampante 3D che l'ambasciata americana ha regalato al YouLab di Pistoia, progetto nato dall'Ambasciata americana di Roma e la biblioteca San Giorgio del pistoiese. In Italia se ne vedono ancora poche in giro ma stanno progressivamente prendendo piede. Per “stampare” gli oggetti, la stampante utilizza un materiale paragonabile a quello dei sacchetti biodegradabili in amido di mais: “Tecnicamente, il materiale che utilizza per stampare si chiama PLA – spiega Pablo, che svolge il servizio civile presso la biblioteca di Pistoia – un polimero dell'acido lattico. È un materiale molto resistente ma allo stesso tempo estremamente flessibile e, soprattutto, è biodegradabile”. La stampante non è molto grande e permette di creare oggetti grandi quanto la capienza della macchina. “Noi di YouLab – spiega ancora Pablo – diamo la possibilità di stampare oggetti gratuitamente. Sono molti i ragazzi di architettura che vengono a stampare i modellini da noi e, per ovviare al problema della grandezza, stampano gli oggetti in più parti”.

Il materiale con cui si stampa, il Pla, ha un costo contenuto e la stampante si sta diffondendo in una maniera particolare: “C'è la sfida del costruirsi la stampante 3D da soli – rivela Cristina, bibliotecaria del YouLab – sono sempre più gli appassionati che vengono da noi per stamparsi pezzi di stampante stessa. Gli unici pezzi da comprare, così, sono quelli meccanici, arrivando a spendere la metà per la stampante 3D”. Oltre alla stampante 3D, molti altri gli apparecchi tecnologici all'avanguardia che offre la biblioteca di Pistoia: dai tablet a attrezzatura cinematografica professionale, fino a arrivare a GoPro e Reflex con vari obbiettivi.

Mattia del Fosforo festival, spiega la fisica con le bolle di sapone

La scienza come un gioco

Vengono da Senigallia e portano il loro festival in giro per l'Italia per divulgare la scienza con mezzi semplici e comprensibili da tutti, grandi e piccini. Questo è ciò che fanno i ragazzi di Fosforo, dell'Associazione culturale Next, il cui festival si tiene nella cittadina marchigiana durante il mese di maggio. Con i loro mezzi semplici e originali sono approdati anche a Pisa per mostrare come la scienza, in fondo, non sia poi così difficile da capire. Bambini e ragazzi assistono a bocca aperta a quello che potremmo definire uno spettacolo offerto da Mattia, uno dei ragazzi di Fosforo. Mattia, attraverso le bolle di sapone, spiega molte complicate leggi della fisica che spesso i ragazzi apprendono con difficoltà dai libri di scuola. Oltre alla fisica spiegata con le bolle di sapone, Fosforo propone ai ragazzi di comprendere come sia possibile far volare un aereo proprio attraverso il volo di un drone. “Il nostro scopo – spiega Mattia – è quello di diffondere la scienza senza complicare le cose. Quello che vogliamo è portare la gente a capire come funzionano oggetti come gli aeroplani e come o perché gli scienziati siano arrivati a comprenderlo. E il modo migliore per far capire come funzionano tutte queste complicate leggi di fisica – conclude Mattia – è proprio provare”.