venerdì, 25 Settembre 2026
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I nonni del Bobolino ballano “Happy”

Una danza sfrenata sulle note di “Happy”. Qualcuno tiene il tempo col bastone. Qualcun altro interrompe la partitina a carte per farsi contagiare dal ritmo. Altri ancora intonano il motivetto battendo le mani. Il tutto ripreso dalle telecamere e raccolto in un video clip che sulla rete sta già diventando virale.

Forever Happy

Protagonisti sono ballerini d'eccezione: le signore e i signori ospiti della residenza per anziani dell’Arciconfraternita della Misericordia “Il Bobolino” di Firenze. La clip racconta alcuni momenti di vita quotidiana all'interno della struttura: il tè delle cinque, la sfida a biliardo, un allenamento in palestra, un ''salto'' dal parrucchiere. Il tutto a suon di musica e a passo di danza sulla hit di di Pharell Williams, per quello che alla fine risulta essere un inno alla gioia di vivere che non invecchia con il passare del tempo.

 

L'IDEA

Il video nasce da un'idea dell’emittente fiorentina Radio Firenze che lo userà per lanciare il suo nuovo promovideo “Forever Happy”. A realizzarlo il videomaker Matteo Gazzarri. “L'idea è nata dalla viralità della canzone tormentone dell'anno – spiega Leonardo Canestrelli, direttore artistico di Radio Firenze – e, dopo una prima ipotesi di girarne uno a Firenze, abbiamo ritenuto che  fosse in linea con i nostri valori di emittente giovane ma attenta alla società che la ascolta, ambientarlo all'interno di una residenza per anziani. Abbiamo voluto giocare sul concetto di ‘radio giovane’ indipendentemente dall’età perchè ci siamo accorti che questi… anziani, per certi aspetti riescono a sviluppare molto meglio di tanti di noi, il concetto di felicità e di gioia di vivere. E, come è evidente dal video, sono riusciti a trasmettere allo spettatore una vitalità incredibile. Un grazie particolare alla struttura che li ospita, al personale che li segue e all’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze”.

UN INNO ALLA GIOIA

“Siamo molto contenti che questa nostra struttura dedicata agli anziani abbia attirato l’attenzione dei giovani – ha detto Andrea Ceccherini Provveditore della Misericordia di Firenze – Ci piace sapere che i nostri ospiti abbiano ancora tanta energia vitale e si siano prestati in modo scherzoso a partecipare a questo video”.

Dalla carta alla tv. Il fumetto diventa in carne ed ossa

Metti un disegnatore di professione, abituato a raccontare con la china le storie delle più grandi celebrities a fumetti. Metti che ad un certo punto decida di dar vita ad un personaggio uscito fuori direttamente dalla sua fantasia e metti che poi questo personaggio prenda improvvisamente vita, diventando non solo un disegno ma anche il protagonista di un serial televisivo, tratto dalle storie raccontate nelle strisce in bianco e nero.

DA DIABOLIK A L'INSONNE

È la storia di Giuseppe di Bernardo, professionista che dà anni fa parte della squadra di disegnatori che danno vita alle storie di Diabolik. Un bel giorno, pensa che ti ripensa, Giuseppe, insieme a Andrea J. Polidori, ha messo su carta anche una storia tutta sua, intitolata L'insonne, che ha dato alle stampe.

L'INSONNE E DESDEMONA METUS

L'insonne è un fumetto completamente ambientato a Firenze, che ha per protagonista Desdemona Metus, una sexy speaker radiofonica che conduce un programma notturno, mentre tutti (o meglio, molti) dormono. Desdemona è un personaggio molto intrigante e le sue storie sono di quelle che si leggono tutte d'un fiato, tant'è che ha avuto anche una discreta fortuna in edicola.

DALLA CARTA ALLA TV

Ma la vera notizia è che Desdemona, dopo aver a lungo vissuto tra le pagine ruvide di un fumetto, adesso si è trasformata in una persona in carne ed ossa, una bellissima mora che parla davvero ai suoi ascoltatori dai microfoni della radio.

UNA SERIE AMBIENTATA A FIRENZE

Come? Semplice la giovane società di produzione Mescalito film, in collaborazione con Alfiere production, è al lavoro per la realizzazione di una puntata pilota della serie che mischia thriller, noir, intrighi politici, esoterismo, teoria della cospirazione e temi più intimi e poetici della vita umana e dei problemi della società italiana di oggi. Nel 2013 il progetto della puntata pilota è passato anche al vaglio della commissione del Ministero dei Beni Culturali ottenendo il riconoscimento di Film di Interesse Culturale Nazionale. L'unico problema però è che a causa dei gravi tagli alla cultura, il progetto non ha ottenuto il finanziamento necessario a essere realizzato, ed è per questo che produttori e autori hanno deciso di sperimentare il crowdfunding.

IL CROWDFUNDING

È già online un promo di 5 minuti che fa capire come verrà la serie, con una bellissima Firenze sullo sfondo e con la possibilità di contribuire, anche con pochi euro, per trasformare Desdemona in una ragazza in carne ed ossa. Pinocchio docet.
 

Apericena e spettacoli nel giardino della sinagoga

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Torna il “Balagan café”, l'iniziativa del giovedì nel giardino della sinagoga di Firenze, in via Farini, con eventi culturali, drink, degustazioni e visite guidate.

LA PRESENTAZIONE

Si comincia il 12 giugno: alle 19 sono previsti i saluti e la presentazione del programma del Balagàn 2014: “Firenze, dalla cultura ebraica al mondo. Una città che cambia, mille colori per una nuova idea di cittandinanza”.

APERICENA

I menu dell'apericena, curati da Ruth's Kosher Restaurant, quest'anno saranno a tema, e firmati dallo chef Jean Michel Carasso. Ogni serata sarà dedicata a una comunità ebraica, un luogo della diaspora, un diverso insieme di odori e sapori per evocare una cultura così multiforme come quella ebraica. Il menu della prima serata è dedicato a Israele.

LA FESTA

Alle 21 è poi in programma “Hanukkàt haBalagàn”, la festa di inaugurazione, con l'esibizione di Balagàn Cafè Orkestar, Coro dei giovani della Comunità Ebraica di Firenze, Enrico Fink, Davide Treves, Bill Shackman's CelticKlez session band.

APPUNTAMENTI

L'appuntamento è tutti i giovedì alle 19 con apericena, spettacoli e presentazioni di libri.

Sotto le stelle o al parco: dove vedere i Mondiali

Ma dove andare a vedere i Mondiali? È questa la domanda che tanti si pongono in queste ore, quando il fischio d'inizio della Coppa del Mondo si avvicina e allora un po' a tutti – anche ai più scettici, a quelli che “io quest'anno non tifo Italia dopo quello che è successo con Pepito Rossi…” e ai meno appassionati al mondo del pallone – viene voglia di gustarsi le partite iridate. Meglio se in compagnia, e magari all'aperto, perché il caldo ha già cominciato a farsi sentire.

LA “GUIDA”

Ecco allora, tra i tanti che offre Firenze, un po' di spazi dove poter assistere tutti insieme alle gesta degli Azzurri (e non solo).

Il battistero si veste di Pucci

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In occasione dell'evento Firenze Hometown of fashion, che celebra i 60 del Centro di Firenze per la moda italiana, la maison Emilio Pucci ha scelto (dopo essere autorizzata dalla soprintendenza competente) di ricoprire il battistero con un'enorme stampa che riprende nella forma e nei colori, i più classici tessuti del marchese Emilio Pucci.

Dove vedere i Mondiali 2014 a Firenze

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Al chiuso o sotto le stelle, sulla spiaggia o al cinema, al parco o al mercato: ecco come e dove godersi (in compagnia) i Mondiali di calcio a Firenze.

Forever Happy, tutti in pista con gli anziani della Rsa

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Gli ospiti del Bobolino si scatenano sulle note della hit di Pharrell Williams.

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Cervelli in fuga… ma solo cervelli?

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Quando si parla di cervelli in fuga dall’Italia, vengo assalito sempre dal solito dubbio: come si fa a essere sicuri che colui che ha lasciato il nostro paese sia proprio un cervello e non un altro organo umano, ad esempio quello maschile legato alla riproduzione? In poche parole: cos’è che stabilisce se un uomo è intelligente (e quindi la sua mancanza sarebbe per il nostro paese una grave perdita) piuttosto che un totale bischero (e quindi la sua fuga sarebbe per noialtri una botta di c…)?

LAUREA

Il titolo di studio di per sé non chiarisce questo equivoco. La laurea si può anche comprare: c’è chi ha provato a fare shopping di titoli di studio in un’università straniera che si chiamava come una discoteca. L’Erasmus lo avrà fatto al Cocoricò di Riccione! Qualche perplessità rimane anche tra i laureati che hanno frequentato regolarmente l’università. Mio cugino giorni fa è stato operato al ginocchio destro da un noto chirurgo italiano. L’operazione è perfettamente riuscita. Peccato che lo avessero ricoverato perché s’era rotto il gomito!

IL VIAGGIO

Insomma, non tutti i laureati che escono dall’Italia sono necessariamente una perdita per il nostro paese. Dell’Utri, ad esempio, è laureato in giurisprudenza. Ed è diventato un modello fra i giovanissimi: ieri mio figlio aveva un po’ di febbre, gli ho chiesto “chiamo il dottore?”, “no, portami in Libano, mi curano meglio!”. Personalmente, prima di lamentarmi dei cervelli in fuga, vorrei accertarmi che si tratti proprio di cervelli. Altrimenti, il viaggio fuori dall’Italia glielo pago io!

 

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Ordigno alla sede del Pd: “Qualcuno poteva farsi male”

Due forti scoppi, fiamme che arrivano al tetto, una lunga colonna di fumo: per fortuna non ci sono state state conseguenze ma poteva averne di gravi l'ordigno che questa notte qualcuno ha piazzato, intorno alle 4, sul retro della sede del Partito Democratico provinciale di Firenze, in via Forlanini. Sono stati gli abitanti delle case vicine a udire l'esplosione e a dare l'allarme: sul posto è intervenuta la Digos. Da quanto si apprende, l'ordigno artigianale era composto da petardi e alcune bombolette di gas, probabilmente come quelle che vengono utilizzate nei campeggi, con un innesco composto da liquido infiammabile. Il tutto a sua volta inserito in un recipiente di plastica.
 

SI SEGUE LA PISTA ANARCHICA

 
 
Stando alle prime indiscrezioni la questura fiorentina starebbe seguendo la pista anarchica. Il questore Raffaele Micillo ha inoltre spiegato di aver rafforzato la sorveglianza nelle sedi di partito. Dalle 5 di questa mattina il segretario provinciale del Pd Fabio Incatasciato è sul posto. “E' un segnale preoccupante, che non avrebbe niente a che vedere con le scritte che, anche nelle scorse settimane, sono state fatte sul muro della sede – spiega Incatasciato – l'ordigno è una cosa diversa, un segnale nazionale: questa non è solo la sede del Pd provinciale e regionale, ma essendo a Firenze (città del premier, ndr) questo attentato assume significati diversi”. “Per ora non c'è nessuna rivendicazione – dice ancora il segretario provinciale del Pd – però preoccupa perché è una modalità finora sconosciuta a Firenze. Questa non è una bomba carta, ma un ordigno vero e proprio fatto da persone che sanno maneggiare questi materiali”.
 
 

''POTEVA FARE MALE''

 
 
Sulla facciata della sede del Partito Democratico, intolata a Meme Auzzi e inaugurata da Pierluigi Bersani il 2 settebre 2010, sono ben visibili i segni dell'esplosione. “Non sarebbe stato messo per fare male – continua Incatasciato – ma poteva farne molto se qualcuno fosse passato di lì nel momento dello scoppio. Le fiamme hanno raggiunto il tetto”. I danni per fortuna sono davvero esigui: solo la facciata annerita e un vetro incrinato dall'esplosione del manufatto artigianale. Proprio ieri, a meno di 24 ore dall'attentato alla sede di via Forlanini, il Pd è stato il bersaglio di alcune scritte comparse su uno striscione alla Fortezza da Basso e rimosso poco dopo. 
 

NARDELLA: ''OPERA DI VIGLIACCHI''

 
 
“L'attentato alla sede del Pd di stanotte è da poveri vigliacchi – è il primo commento del sindaco Dario Nardella – non ci intimorisce. Firenze città di pace, accoglienza e ripudia la violenza”, ha scritto il primo cittadino su Twitter. Indignazione anche dal segretario cittadino del Pd, Federico Gianassi: “E' un atto di vigliaccheria e di violenza gravissimo. Consapevoli che è stato superato il livello di guardia, noi andiamo avanti sempre più forti, decisi e compatti. la violenza di sparute minoranze non ci fermerà. Si rassegnino”, scrive sulla sua pagina Facebook.  “E' un fatto gravissimo – scrive su Facebook il presidente della Regione Enrico Rossi -. Chi pratica la violenza attacca la democrazia e questi gesti intimidatori non sono tollerabili. Spero che leForze dell'ordine possano fare rapidamente luce su quantoavvenuto”. 
 

LE INDAGINI

 
Dalle prime informazioni, ignoti avrebbero scavalcato un muretto da via Leopoldo Traversi, entrando nell'area e arrivando sul retro della sede. Dove è presente una telecamera, che potrebbe aver ripreso quanto accaduto. La Digos ha acquisito le immagini e le indagini sono in corso. 
 
 

''AZIONE GRAVE E INQUIETANTE''

 
 
Molti i messaggi di solidarietà al Pd fiorentino e regionale in arrivo in maniera trasversale da tutte le forze politiche e dai sindacati.  “E' un’azione grave e inquietante, un fatto ben più serio delle tante scritte e degli atti vandalici che già abbiamo subito in questi mesi – commenta il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini -. Evidentemente i vigliacchi hanno alzato il tiro. Se pensano di intimorirci si sbagliano di grosso. Abbiamo i cittadini onesti dalla nostra parte. Con fermezza andremo avanti per la Toscana e per l'Italia. Più determinati di prima. Il Pd non si ferma, tantomeno davanti a questi delinquenti che speriamo siano individuati al più presto”. Sconcerto anche da parte di Antonio Mazzeo, responsabile regionale organizzazione Pd. “Quanto successo stanotte è grave e non ha precedenti nei confronti di una sede qui a Firenze, in passato erano state fatte le scritte sulle facciate dell’edificio ma adesso si è oltrepassato il segno. Chi pensa di instaurare il proprio agire politico con la violenza nei nostri confronti si sbaglia di grosso, il Pd, i suoi militanti e i suoi rappresentanti non si fanno intimidire, andremo sempre a testa alta. Quando si attaccano le sedi della democrazia e del confronto vuol dire che si è toccato un punto molto basso”.
 

''EPISODIO FRUTTO DI CULTURA VIOLENTA”

 
 
“Apprendo che la bomba era costituita da un insieme di petardi e bombole del gas collegate e che per fortuna non ci sono stati feriti: episodi di questo tipo sono frutto di una cultura violenta che va condannata duramente”, dice invece la vicepresidente del Senato  Valeria Fedeli. “Non ci intimidirete”, è il messaggio del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Ivan Ferrucci. “Se qualcuno pensa di intimidirci e di frenare il nostro slancio per le riforme ed il rinnovamento del paese si sbaglia di grosso: noi andiamo avanti. Quello di stanotte è un fatto gravissimo, assolutamente da non sottovalutare, che chiama tutti a una risposta democratica contro la violenza. La scelta di Firenze, città simbolo della forza del partito democratico, chiama tutti a una riflessione attenta sui motivi del gesto”. 
 
 

LA SOLIDARIETA' DI ALFANO E BOLDRINI

 
 
Esprimono vicinanza al Pd fiorentino e toscano la presidente della Camera Laura Boldrini (che ha telefonato ai vertici del Pd locale) e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. “Il grave atto intimidatorio alla sede del Pd di Firenze – dice il ministro – rientra in schemi di violenza che abbiamo sempre contrastato e contro i quali lavoriamo perché non appartengano mai più alle dinamiche di una società civile. Ci impegniamo per fare immediata chiarezza sull'accaduto”. 
 

Torna il calcio in costume

Il 24 giugno 1930, per onorare la memoria e le virtù civiche del valoroso, eroico condottiero fiorentino Francesco Ferrucci, nel quarto centenario della morte e della caduta della Repubblica, un comitato cittadino decise, dopo una rigorosa ricostruzione filologica, di far rivivere il calcio in costume, ispirandosi alla famosa partita del 17 febbraio 1530 giocata in piazza di Santa Croce a sfida e dileggio delle truppe assedianti che credevano ormai Firenze già soccombente. Da questa partita giocata da militari in una pausa di lotta che durava da mesi, si ebbe l’intuizione di far rivivere l’odierna tradizione popolare, nel rispetto delle regole dell’antico gioco e nel contesto cinquecentesco dei protagonisti di allora.

LA RIEVOCAZIONE

La rievocazione doveva servire, non solo a vanto e gloria di un fulgido passato e come richiamo turistico, ma soprattutto a rivendicare le origini di popolari sport quali il foot ball ed il rugby allora emergenti. Vennero stabiliti in maniera permanente, fogge dei costumi, insegne, reparti e milizie, armi, armature, regole del gioco, musiche e comandi militari in perfetta similitudine alla famosa, eroica partita dell'assedio. All’antica partita venne però sostituito, per ragioni ambientali, il terreno di gioco: la piazza di Santa Croce con quella, ancor più prestigiosa, di piazza della Signoria. Il giorno della partita una folla impressionante fece ala al passare del corteo e le tribune alzate per l’occasione nella piazza in un batter d’occhio furono gremite. Dopo il successo riportato e l'enorme interesse dimostrato dai fiorentini e dagli stranieri per il Calcio in Costume, si stabilì che annualmente le partite si ripetessero e fu così con sempre maggiore partecipazione e consenso fino al 1942, quando vennero sospese a causa degli eventi bellici durante la seconda guerra mondiale.

VIAGGIO NEL PASSATO

Da quella fatidica data del 24 giugno 1930, ogni anno (eccetto che nel periodo bellico), in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, la città rivive l’appassionante contesa di un fascinoso, commemorativo viaggio nel passato, non più in piazza della Signoria, ma in Santa Croce, dove si disputò la memorabile partita dell’assedio. Fra l’agonismo delle squadre dei quattro quartieri storici, in tre accanitissime partite (due semifinali e la finale), il 24 giugno si designa il vincitore; senza trionfalismi ma con la convinzione di rivivere, nelle trame del passato, relazioni sociali della realtà moderna. Il multicolore corteo dai ricercati costumi, specchio dell'abbigliamento di cinque secoli fa, è composto da cinquecentocinquanta partecipanti che, con le livree dei calcianti che vestono calzoni a sbuffo e maglie dei rispettivi colori, le divise dei nobili cavalieri (scelti fra i discendenti delle storiche famiglie fiorentine) e dei fanti, con le armi e le bandiere dell’epoca, ci riportano come per incanto nell’eccitante, allegra e festaiola atmosfera del Rinascimento.

LA PARTITA

La partita si svolge sul lastricato della piazza, ricoperto di una spessa coltre di sabbia. Il campo ha una lunghezza di metri 100 per 50 e recinto da palizzata; nei lati minori del rettangolo vi sono le “porte” dove si getta la palla per segnare la “caccia”. Le attuali manifestazioni sono sempre seguite da una folla considerevole di fiorentini e turisti, che gremisce immancabilmente le tribune, in attesa non solo dell’inizio delle partite, ma anche della spettacolare e maestosa sfilata del corteo della Repubblica Fiorentina e della policroma coreografia dei rituali prima della disfida. Con lo schieramento del corteo nelle sue sgargianti uniformi colorate che sembrano formare un grande arcobaleno, il Capitano di Guardia, attenendosi alle regole dell’etichetta militare del XVI secolo, dà gli ordini ai quali segue il collettivo “saluto” dei figuranti, segue poi la lettura della grida da parte dell'Araldo della Signoria rivolta al “magnifico messere”, autorità che al termine della gara consegnerà alla squadra vincente il palio e la bianca vitella, che una volta finiva arrostita e che ora invece torna puntualmente nella stalla. Quindi, con una serie di colpi di colubrina ha finalmente inizio la partita. Sono sufficienti pochi attimi di gioco per trasformare l'intera piazza: quella che prima appariva un'ordinata scenografia, dopo non è altro che un groviglio di uomini nella polvere, impegnati allo spasimo nella ricerca di marcare la “caccia”. Gli spettatori, immedesimandosi nella foga del gioco, passano ad incitare l’una o l’altra squadra. Da subito i cinquantaquattro calcianti (ventisette per parte) accesi di spirito di fazione e d’ansia di vittoria, intrecciano trame di fitti passaggi, prese aeree del pallone, zuffe, plateali placcaggi e mischie dando vita ad un gioco vivo e serrato che ha qualcosa anche del moderno rugby e della lotta libera. Il regolamento prevede che il pallone possa essere colpito sia con le mani che con i piedi, ma non deve rimanere statico; in tal caso l'arbitro fischia e ferma il gioco, rimettendo la palla “alla battuta” lanciandola in aria al centro del campo. Ad ogni “caccia” segnata, lo sparo delle colubrine sancisce il punto per l’una o l’altra squadra; in quel momento si inverte lo schieramento in campo: i giocatori che hanno marcato, col sorriso sulle labbra e la bandiera del proprio quartiere al vento, mentre i vinti con la faccia seria e con l’insegna bassa e avviluppata all’asta. Se la palla invece va al di sopra della rete, viene considerato fallo a sfavore della squadra attaccante che ha sbagliato il tiro e che pertanto perde mezza caccia.  Due mezze cacce costituiscono una caccia. Anche “il corner”, ossia la deviazione del pallone sopra la rete, viene considerata mezza caccia a sfavore dei difensori.

Artusi calcio storico

“VIVA FIORENZA”

L’accanimento dei contendenti rende via via più cruenta la lotta ed accresce, per conseguenza, l’ansia del pubblico e delle rispettive accesissime tifoserie. Un gioco animato da tanto ardore e vitalità, che permette a tutti i calcianti di essere protagonisti e non comparse, sfogando collettivamente le loro intemperanze giovanili, rivalità e passioni. La partita, che ha la durata di cinquanta minuti, non può terminare in parità, per cui l'arbitro la farà proseguire fintanto che il punteggio non sarà variato. Alla fine la squadra vincente riceve simbolicamente in premio la bianca vitella, ritirata festosamente dai calcianti ormai con le maglie a brandelli o a torso nudo, unitamente al palio dipinto tutti gli anni da un noto artista. Al termine dello scontro, un “Gridate con me Viva Fiorenza” è l’invito conclusivo del Capitano di Guardia del Contado e del Distretto, a cui fa eco il patriottico “Viva Fiorenza” urlato a squarciagola dai componenti del corteo storico. Una cerimonia incentrata sulla cultura che distinse fino dalle sue origini il nobile gioco fiorentino, palestra che da sempre ha coinvolto ricchi e poveri, cortigiani e popolani. Dalla Florentia colonia romana, al Medioevo, al Rinascimento fino a tutto il Settecento il nostro gioco del calcio, vivo ed eterno come la città che ha prodotto cultura e tradizione, ha originato, per le tantissime analogie, il moderno foot-ball di massa esportato con precise regole sotto il marchio del “made in England”, sebbene i suoi natali siano da ricercarsi inequivocabilmente non in Inghilterra bensì a Firenze.