domenica, 30 Agosto 2026
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Firenze e Brunelleschi. In città i più grandi esperti di cupole del mondo

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Per la prima volta si terrà a Firenze un incontro per la tutela della cupola del Brunelleschi contro l’avanzamento delle lesioni. Sono attesi in città, per il prossimo 19 e 20 gennaio presso l’Opa – Centro Arte e Cultura, studiosi delle più grandi cupole del mondo, provenienti dal Vaticano, Londra, Parigi, Venezia, Istanbul e Giappone. Gli esperti si confronteranno per esaminare i dati relativi agli ultimi 60 anni di monitoraggio, messi a confronto con quelli delle più grandi cupole in muratura del mondo e di altre grandissime opere come Notre Dame di Parigi, la cattedrale di St Paul di Londra, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di San Marco a Venezia e Agia Sophia di Istanbul.

IL CONVEGNO. Lo scopo del convegno, il primo che presenta queste caratteristiche, è quello d valutare un confronto con altre esperienza internazionali. Per questa ragione sono stati riuniti a Firenze, per presentare le loro esperienze e per fornire il loro contributo al dibattito, i responsabili dei sistemi di monitoraggio delle piu’ grandi e importanti cupole in muratura del mondo e i responsabili dei controlli di altri monumenti, come la Cattedrale di Palma di Majorca, le chiese di San Marco e dei Frari a Venezia e la Torre di Pisa. Saranno presenti anche esperti giapponesi di tutela del patrimonio e sara’ presentato un esperimento, in corso a Parma, per il controllo della cerchiatura provvisoria della grande cupola della chiesa seicentesca detta ”della Madonna del Quartiere”.

I CONTROLLI. L’Opera di Santa Maria del Fiore, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici di Firenze, ha organizzato per giovedi’ 19 e venerdi’ 20 gennaio presso l’Opa il convegno ”Il monitoraggio delle grandi fabbriche storiche”, che partira’ dalla cupola fiorentina, che presenta un sistema di lesioni in lentissima evoluzione. Per questo e’ controllata, dal 1952, con strumenti di tipo meccanico e, dal 1978, con un sistema elettronico installato dal Ministero dei Beni culturali, che puo’ essere considerato il piu’ accurato esistente ad oggi nel mondo su un complesso monumentale.

IL COMPORTAMENTO. Attraverso questo monitoraggio è stato possibile raccogliere dei dati che rivelano non solo il comportamento normale della cupola, ovvero il cosiddetto ”respiro” stagionale, ma anche la sua risposta ai vari eventi straordinari subiti in tale periodo, come, ad esempio, alcuni leggeri terremoti e la costruzione del ponteggio dal 1978 al 1996 che fu necessario per il restauro degli affreschi interni.

Fiorentina, dopo il disastro si corre ai ripari: è caccia alla punta

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UNA BRUTTA DOMENICA. La sconfitta (inaspettata) e la rabbia dei tifosi. E’ stata una brutta domenica, quella di ieri, per la Fiorentina. Battuta in casa dal Lecce, contestata da un pubblico che chiede che la rotta venga invertita, e al più presto. Dopo la positiva prova di Novara e la buona prestazione di Roma in Coppa Italia (nonostante la pesante sconfitta) sembrava che la squadra di Rossi fosse sulla buona strada, e che questo 2012 potesse riservare quelle soddisfazioni che da molto tempo (dall’era prandelliana) la squadra non regala ai tifosi.

LA CONTESTAZIONE. Il passo falso interno con il Lecce, invece, ha fatto rimettere tutto in discussione (giocatori, progetto, mercato, ecc…) e ha fatto esplodere il pubblico. E ora? Per prima cosa c’è da correre ai ripari sul mercato. Che resterà aperto fino a fine mese, ma non c’è tempo da perdere. In primo luogo in attacco, dove Gilardino non è ancora stato rimpiazzato.

CACCIA ALLA PUNTA. L’ultimo nome nuovo (ma in realtà si tratta di un ritorno di fiamma) e quello di Ramirez del Bologna. Giocatore di indiscusso talento, sarebbe lui il rinforzo ideale individuato da Rossi per la sua squadra. Non facilissimo però arrivare ad accaparrarselo, perché il Bologna chiede diversi soldi. C’è poi sempre la pista Amauri. Sfumata (o quasi) l’ipotesi Milan, l’attaccante della Juventus potrebbe arrivare a Firenze da un momento all’altro, non prima però di aver risolto alcune questioni con il club bianconero. Sempre in Italia, anche se più sottotraccia, resta l’ipotesi Zarate.

BEHRAMI. Ma, mentre si lavora per dare a Delio Rossi la punta di cui ha tanto bisogno, c’è da stare attenti sul fronte partenze. La Juventus, infatti, avrebbe messo gli occhi su Behrami.

Sindaci più amati, Renzi perde la corona. E scivola al 51° posto

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Dal primo al 51° posto. E’ un brutto scivolone quello del sindaco di Firenze Matteo Renzi nella classifica nazionale dei sindaci più amati. Lo scorso anno la Governace Poll del Sole 24 Ore, basata su un sondaggio condotto tra i cittadini, gli aveva assegnato la palma della vittoria con il 67% dei consensi. Renzi si ferma adesso al 53%: 14 punti in meno che valgono al sindaco rottamatore solo la 51° posizione in classifica. 

RENZI KO, ROSSI OK. Sul gradino più alto del podio svetta ora il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris dell’Idv, che incassa il consenso record del 70%. Al secondo posto si piazza Massimo Zedda, primo cittadino di Cagliari, con il 66% dei consensi. Ex aequo in terza posizione il sindaco di Bari, Michele Emiliano, e quello di Salerno, Vincenzo De Luca, entrambi con il 65% dei consensi. Tra i presidenti di Regione, tiene invece il governatore Enrico Rossi, che replica la seconda posizione dello scorso anno con il il 58% dei consensi (2 in meno rispetto al 2010), dietro solo al presidente del Veneto, Luca Zaia. 67° posizione, invece, per Andrea Barducci, nella classifica dei presidenti di Provincia. Il numero uno di Palazzo Medici Riccardi incassa il 53,5% dei consensi (2,5% in meno rispetto al 2010).

‘MI PAGANO PER GOVERNARE, NON PER CHIACCHIERARE’. Non si fa attendere la replica del sindaco Renzi. “Un anno fa – scrive sulla sua pagina Facebook – per il Sole24Ore avevo il 67% dei consensi, primo tra i sindaci. Io dissi: useremo questo patrimonio per fare le cose scomode di cui Firenze ha bisogno. Un anno dopo abbiamo pedonalizzato mezzo centro, stravolto San Lorenzo, intaccato la rendita, chiuso l’iter del termovalorizzatore, intaccato i privilegi di aziende pubbliche. Eccomi al 53% nei sondaggi”. Ma, continua il primo cittadino, “mi pagano per governare non per chiacchierare: ho preso degli impegni per Firenze e preferisco perdere consenso che perdere la faccia con la mia città. I cittadini, alla fine, valuteranno”.

Università, sospeso lo sciopero dei lavoratori delle portinerie

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Salta lo sciopero delle portinerie dei poli del Centro storico e delle Scienze sociali. Gli studenti fiorentini, da oggi, avrebbero potuto trovare sbarrate le porte della loro facoltà. Lo sciopero era stato proclamato lo scorso 13 gennaio e avrebbe interessato a rotazione alcune facoltà dell’ateneo fiorentino.

SENZA STIPENDIO. Fino a dicembre i portinai dell’università erano in forze alla Esi Plus di Roma e alla Sgs di Napoli. “Le due aziende – continua Tarchi – non hanno versato ai lavoratori le mensilità di novembre e dicembre e la tredicesima”. Lo stipendio di novembre è stato coperto dall’università, come prevede un decreto ministeriale. E adesso i lavoratori chiedono che l’ateneo faccia lo stesso anche per la mensilità successiva e la tredicesima. La durata dello sciopero, (adesso sospeso, ndr) un mese, è volutamente provocatoria. “Il 15 febbraio riceveremo il prossimo stipendio dalla nuova società che da inizio anno ha in appalto il servizio- aggiunge Tarchi – ma vorremmo sapere che fine faranno le paghe passate, sudate ma mai arrivate, che ci spettano di diritto”.

PORTA CHIUSA. La protesta avrebbe riguardato 65 portinai tra il polo universitario di Novoli e quello del centro storico. Era stato deciso di effettuare uno sciopero a macchia di leopardo, non tutti i giorni e non in tutte le facoltà: il luogo in cui le porte sarebbero rimaste chiuse, doveva essere deciso di mattina in mattina, per accentuare l’effetto sorpresa. “I dipendenti dell’università non possono per contratto – spiega Sergio Tarchi della Rsa, Filcams Cgil -. Al nostro posto l’ateneo potrebbe chiamare le guardie giurate, ma è sicuro che senza di noi i disagi saranno molti”. Ma a questo punto, tutti sui banchi.

Non solo sole, con lui c’è anche il gelo: è allerta ghiaccio

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E’ tornato il sole sulla Toscana e con lui anche il freddo. Le temperature sono in calo e toccheranno punte di -8 gradi, soprattutto nelle zone del Valdarno. Scatta così l’allerta ghiaccio fino a mercoledì 18. Si registreranno forti gelate in pianura e ghiacciate sulle strade. Raccomandata infatti massima attenzione alla guida anche per la possibilità di qualche foschia o locale banco di nebbia nel fondovalle dell’interno. Viene ricordato di proteggere dal gelo i contatori dell’acqua per prevenire il rischio di rotture.

LUNEDI’ 16. Per la giornata di oggi il cielo sarà “nuvoloso sulle zone centro meridionali con addensamenti più consistenti lungo la fascia costiera e sull’Arcipelago meridionale (tra Isola del Giglio e Isola d’Elba) dove saranno possibili piogge sparse, generalmente di debole intensità, al più moderata. In prevalenza sereno sulle zone settentrionali e orientali della regione – come riporta il consorzio Lamma – Dal pomeriggio, nuvolosità in aumento anche sui versanti orientali dell’Appennino aretino e fiorentino (Val Tiberina e Alto Mugello), che potrà dar luogo a brevi e deboli nevicate fino a quote di fondovalle. Venti deboli nell’interno e moderati o tesi lungo la fascia costiera e sull’arcipelago. I mari saranno poco mossi sottocosta e mossi al largo. Temperature in ulteriore lieve diminuzione”.

MARTEDI’ 17. Per la giornata di domani è previsto dal Lamma cielo “sereno o poco nuvoloso, salvo temporanei e residui addensamenti nel corso delle prime ore del mattino tra l’Argentario e l’Isola del Giglio. Tendenza dal pomeriggio sera ad aumento della nuvolosità di tipo basso sulle province di Massa-Carrara, Lucca e Pisa. Venti deboli da est nord-est nell’interno, temporaneamente moderati in mattinata sull’Arcipelago. Tendenza dalla sera a disporsi dai quadranti occidentali lungo la costa settentrionale. Mari calmi o poco mossi sottocosta, mossi al largo specie sull’Arcipelago meridionale. Temperature minime in ulteriore diminuzione, specie in pianura, con estese e forti gelate (valori fino a -6, -8 gradi sul Valdarno) massime pressoché stazionarie o in ulteriore lieve diminuzione”.

MERCOLEDI’ 18. Mercoledì il tempo sarà “inizialmente sereno o poco nuvoloso ma con tendenza a rapido aumento della nuvolosità a partire dalla costa. Non si esclude la possibilità di deboli piogge sul nord ovest della regione, più probabili a ridosso dei rilievi appenninici settentrionali e delle Apuane. Poco o parzialmente nuvoloso sulle zone meridionali. Venti deboli, inizialmente orientali, tendenti a divenire occidentali e a rinforzare in serata fino a venti tesi su Arcipelago, crinali appenninici e sottovento all’Appennino fiorentino ed aretino. Mari calmi o poco mossi, temporaneamente mossi in mattinata a sud dell’Elba. Temperature minime in lieve aumento sulle zone settentrionali e a quote collinari, stazionarie altrove con ancora estese gelate nei fondovalle dell’interno per effetto dell’inversione termica. Massime stazionarie o in lieve aumento”.

Concordia, riprendono le ricerche. Nuova sospensione nella notte/VIDEO

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LA NAVE SI MUOVE. A causa del cambiamento delle condizioni del mare, la nave si è spostata, scivolando di 9 centimetri sulla verticale e 1,5 in orizzontale e dopo una sopspensione forzata durata alcune ore, durante la quale sono stati evacuati i sub dei vigili del fuoco e le capitanerie, le operazioni di soccorso sono riprese, ma una nuova interruzione è prevista nelle ore notturne. Lo scivolamento della Concordia potrebbe causare un incidente ambientale. Inoltre si complicano ulteriormente le ricerche dei dispersi che potrebbero essere al momento intrappolati in qualche cabina della nave.

LA SESTA VITTIMA. Trovata un’altra vittima della Concordia. Si tratta di uomo, un passeggero, il cui cadavere è stato ritrovato del secondo corridoio con addosso ancora il giubbotto salvagente. Sale così a sei il numero delle vittime, mentre scendono a 16 i dispersi, tra di loro una bambina di 5 anni che viaggiava con il padre e la compagna.

LE RICERCHE. Sospesi i soccorsi e le ricerche a causa del temuto cambiamento del tempo. Intanto sull’isola sono operativi insieme ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, gruppi di speleosub dei Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e della Fias (Federazione italiana attivita’ subacquea) che utilizzano attrezzature avanzate per la ricerca mirata di dispersi, grazie anche al possesso della mappatura della nave. Sono arrivati anche 9 cani dell’unità cinofila toscana dei Vigili del Fuoco addetti al ritrovamento di persone disperse.

GUARDA LE RIPRESE AEREE DEI VIGILI DEL FUOCO:

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IL CAPITANO. Fermato il capitano della nave, Francesco Schettino, 52enne campano, in carcere con le accuse di omicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Secondo gli inquirenti il comandante, dopo aver fatto una manovra maldestra per “permettere ai passeggeri di far salutare gli isolani”, avrebbe abbandonato la nave intorno a mezzanotte e mezzo, quando c’erano ancora molte persone da aiutare e da portare in salvo. Un membro dell’equipaggio, ha dichiarato che la causa dell’incidente sarebbe da ricondurre ad ‘una bravata’: “guarda la tua isola”, avrebbe detto Francesco Schettino, comandante della Concordia, a un maitre del Giglio.

LA SCATOLA NERA. La scatola nera racconta che la nave si è incagliata alle 21.58. Alle 22.10 l’equipaggio comunica alla capitaneria di porto di avere un problema al generatore ma non parla di urti o secche. L’allarme vero e proprio scatta alle 22.30, molto in ritardo, come messo in rilievo dai pm di Grosseto che indagano sulla sciagura. Schettino invece sottolinea ancora ”la correttezza della manovra” e dice di aver puntato sul Giglio ”per evitare il naufragio in mare aperto”. La sua posizione peggiora così ulteriormente e la compagnia di navigazione prende le distanze da Schettino.

AMBIENTE. “Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo. L’obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L’intervento è urgente, abbiamo fretta”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia. L’area interessata dal possibile rischio ambientale “dipende dalle correnti: sicuramente l’Isola del Giglio, probabilmente l’intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare”. Visti i cambiamenti delle correnti e l’ingrossarsi del mare, il rischio di inquinamento ambientale sta aumentando.

LA DINAMICA. La Concordia affonda come il Titanic ad un secolo di distanza. Un altro gigante del mare è stato abbattuto per quello che sembra un errore umano. Resta il fatto che uno scoglio ha provocato uno squarcio nella chiglia della nave lungo 70 metri. Quando la nave ha cominciato ad inclinarsi, alcuni dei passeggeri, presi dal panico, si sono tuffati in acqua, alcuni hanno riportato fratture, contusioni e principi di assideramento. Un errore che ha come risultato una gravissima tragedia per la Concordia dove, alla partenza, si contavano a bordo 4234 persone tra equipaggio e passeggeri.

Giglio, trovati altri due cadaveri. Il bilancio delle vittime sale a cinque

Sconfitta pesante per la Brandini-Claag

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Una sconfitta non preventivata per i ragazzi fiorentini. Un risultato che lascia tanta delusione nelle file biancorosse, soprattutto perché arrivato negli ultimi 10 secondi, dopo una partita passata a condurre fino a 3 minuti dalla fine. Volendo dare per forza una spiegazione a questo risultato si può dire che parte della gara è stata condizionata dall’arbitraggio. Tuttavia non si può scaricare sulla conduzione di Volpe e Cilento tutta la responsabilità della partita. Firenze ha giocato bene, ma ha anche evidenziato scarsa lucidità nei momenti più importanti del match. Nell’ultimo quarto, poi, Chiumenti ha messo in campo tutto il suo talento, andando sempre a canestro. Punti che hanno consentito all’Assigeco di conquistare una vittoria inaspettata, almeno fino a poco tempo prima. Certo, se Bellina avesse fatto 2 su 2 dalla lunetta, a 18 secondi dal termine, magari la partita avrebbe avuto un finale diverso. Ma i “se” i “ma” lasciano il tempo che trovano. I fatti sono altri. E parlano di una Brandini-Claag che nonostante la prova complessivamente positiva, non è stata in grado di ‘ammazzare’ il risultato quando ne ha avuto l’opportunità. Adesso rimangono sono delle riflessioni da fare, in vista soprattutto del prossimo impegno a Recanati.

LA PARTITA – Parte bene Casalpusterlengo con Prandin, Casagrande e Chiumenti. Poi Capitanelli spezza l’assolo bianco-azzurro e ripristina la parità. Firenze va poi in vantaggio con Scodavolpe e mette alle strette l’Assigeco. La squadra di Lottici reagisce e piazza una bomba con Loschi e tre liberi con Contento e Biligha. Firenze regge bene il colpo e chiude comunque in vantaggio, grazie ai canestri di Monaldi e Scodavolpe (14-12). Nel secondo tempino continua a regnare la parità. Firenze rimane in vantaggio con Monaldi, Amici e Bellina, ma Casalpusterlengo risponde colpo su colpo grazie alle iniziative di Contento, Prandin e Loschi. Un testa a testa che prosegue fino all’intervallo (31-30). Nella ripresa il minibreak di Casalpusterlengo mette alle strette la Brandini-Claag, che si trova costretta ad inseguire. Monaldi infila una bomba e ristabilisce la parità (36-36) ma l’Assigeco può beneficiare di altri punti che la fanno tornare in vantaggio (38-40). I ragazzi di Paolini tuttavia non demordono e riescono a tornare in parità. Poi la bomba di Bellina porta i biancorossi a +3, ma Casalpusterlengo risponde con Loschi. A meno di quattro minuti dalla fine del terzo quarto il risultato è fermo sul 43-43. Firenze continua ad attaccare e torna in vantaggio ma gli ospiti possono beneficiare di una serie di falli – alcuni dei quali molto dubbi – che li tengono in partita fino alla fine. La Brandini-Claag, alla fine, ha uno scatto vincente che le consente d’incrementare il vantaggio e chiudere il terzo tempo sul 57-52. Nel finale accade l’inimmaginabile. La partita procede spedita sui binari di una sostanziale parità, poi Firenze trova un buon vantaggio e si ritrova a 2’ 34’’ sul risultato di 67-61. Casalpusterlengo torna avanti ad un minuto e poco più riaprendo tutti i giochi. Firenze trova una bomba con Giampaolie torna davanti, poi Chiumenti ristabilisce la parità. Con 18 secondi da giocare Firenze si trova con due liberi da tirare. Bellina insacca solo il secondo, condannando i biancorossi ad un finale da brividi. Casalpusterlengo gestisce il tempo residuo alla perfezione, trovando un canestro con Chiumenti che chiude di fatto i giochi. Mancano 2 secondi alla fine. Troppo pochi per raddrizzare la gara. Finisce 72-73 e per la Brandini-Claag è una sconfitta che brucia moltissimo.

I TABELLINI

BRANDINI-CLAAG FIRENZE 72
ASSIGECO CASALPUSTERLENGO 73

PARZIALI: 14-12, 31-30, 57-52

BRANDINI-CLAAG: Giampaoli 11, Capitanelli 12, Sanna 2, Rabaglietti, Fabiani, Monaldi 12, Spizzichini 6, Scodavolpe 8, Amici 9, Bellina 12

All. Paolini

CASALPUSTERLENGO: Venuto, Chiumenti 14, Ricci 7, Castelli 5, Contento 16, Loschi 10, Casagrande 4, Ferri, Prandin 14, Biligha 3

All. Lottici

ARBITRI: Vincenzo Volpe di La Spezia e Dario Cilento di Napoli

TIRI LIBERI: BRANDINI-CLAAG 21/28 – ASSIGECO 14/17
TIRI DA 2: BRANDINI-CLAAG 15/36 – ASSIGECO 19/32
TIRI DA 3: BRANDINI-CLAAG 7/18 – ASSIGECO 7/24
RIMBALZI: BRANDINI-CLAAG 27 – ASSIGECO 27

Derby rosa all’Azzurra Bisonte San Casciano

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Il cuore certe volte non basta. L’atteso derby inizia con tanta emozione nel volto delle nostre ragazze e finisce con una sconfitta che non puo’ e deve far male. Coach Biagi cerca nei time-out di scuotere le nostre ragazze che sembrano contratte ma non basta. San Casciano risponde con un gioco molto pulito. Vannini distribuisce bene soprattutto a Fidanzi e Biccheri (brava in attacco e difesa) e al centro con Giovanelli. Lentamente il Valdarno si scuote grazie soprattutto a capitan Ranieri, Ambrosi e Agresti. Le giocatrici esperte danno la carica e dopo un pesante break 11 a 5 per Il Bisonte, il match si gioca punto a punto, Mancuso schiaccia bene il 18 a 13. Il set viene chiuso da una straordinaria Biccheri anche in battuta che consente a San Casciano di chiudere il punto con Fidanzi con una bellissima diagonale da posto 4, 25 – 15. Si puo’ fare di più e meglio, Barbara Biagi dispensa ancora consigli.

Il Valdarno deve giocare più col coltello tra i denti. Cercasi Puccini. Puccini che  risponde presente immediatamente con un bellissimo attacco dalla seconda linea. Inizia la partita con un set di ritardo. Con grinta, cuore e tanta determinazione passiamo a condurre 6 a 4. Tutta la squadra è presente. Il Valdarno cambia ritmo alla partita. Ma San Casciano continua a non sbagliare nulla. Il derby diventa bellissimo, combattuto giocato punto a punto. La nostra Ranieri e Vannini sono protagoniste di grandi alzate ma nel momento più bello esce fuori il muro di Guerrini che stoppa molti attacchi nerocelesti. A meta set arriva un altro break, 13 a 8 costruito soprattutto da Biccheri-Guerrini. Ne Il Bisonte tutto funziona, siamo nuovamente ‘sotto shock’. Ma non molliamo ancora Puccini ci riporta sotto 14 a 11. Quando le ragazze di Barbara Biagi si avvicinano il Bisonte accelera: ancora Biccheri, Guerrini e Fidanzi fanno valere la maggior esperienza e anche questo parziale si spegne lentamente,  25 – 15. Terzo parziale che inizia come il secondo tanta grinta da parte delle nostre ragazze. Mancuso con un bel lungo linea porta il Valdarno sul 3 a 2. Poi Bianchini con 2 battute molto-molto fortunate (tutte e due sul nastro) porta avanti nuovamente Il Bisonte. La fortuna non è dalla nostra parte, niente Dea Bendata come settima giocatrice. Lottiamo, ci crediamo ma nei momenti cardine degli errori gratuiti spianano la strada alla corsa de Il Bisonte. Poi i centimetri  di Biccheri fanno ancora una volta differenza, nonostante la buona prova della nostra Agresti. Finisce con un triplo 25 – 15. Loro perfette, noi abbiamo giocato bene solo a tratti. Troppo poco per impensierire questa Bisonte. Andrà meglio il ritorno!

SERIE B1 FEMMINILE Girone C
Undicesima giornata girone d’andata Il BISONTE SAN CASCIANO – VALDARNO VOLLEY
3 – 0 (25/15, 25/15, 25/15)
 
Il Bisonte San Casciano: Rubini (l), Bianchini 15, Fidanzi 13, Bellini n.e., Giovannelli 10, Peluso n.e., Savelli, Vannini 4, Biccheri, Guerrini 7, Tarantino n.e.. All. Bertini 2° All. Biagi.
 
Valdarno Volley: Gineprini n.e., Ranieri, Ambrosi 3, Miola 2, Degli Innocenti n.e., Agresti, Puccini 5, Mancuso 9, Simoni n.e, Rondini n.e, Tani 4. All Biagi. 2° All. Nigi

Fiorentina sconfitta e contestata

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Contro il Lecce s’è visto subito che a questa squadra manca un attaccante. Delio Rossi fa quel che può con la rosa a disposizione. A centrocampo viene bocciato a metà gara Salifu e, dopo poco, Ljajic in attacco. Montolivo regge solo un tempo e svanisce nella ripresa. Lazzari e Cerci entrati in corsa sono evanescenti. Jovetic ci prova ma non riesce mai ad impensierire i due portieri che si sono alternati a difendere la rete dei salentini: Benassi e Julio Sergio. Squadra svogliata, con poche idee e punita da un rigore di Di Michele (sempre a segno nelle due sfide della scorsa stagione) generosamente concesso dall’arbitro Calvarese che ha così sanzionato un brutto fallo di Natali, uscito anzitempo dal campo per infortunio. La contestazione finale dei tifosi, circa 700, è continuata per gran parte della serata. Una delegazione è stata poi ricevuta dal Vice presidente esecutivo della società Mario Cognini.
PRIMO TEMPO. Avvio di gara avara di emozioni. Fiorentina che sbaglia anche i passaggi più semplici. Gli uomini di Serse Cosmi si difendono bene ed impensieriscono, in un paio d’occasioni, Boruc. Cuadrado è una spina nel fianco per la Fiorentina. I viola chiudono la prima parte della gara con due incursioni pericolose. Un tiro di Montolivo ed un’azione di Ljajic scattato sul filo del fuorigioco. L’attaccante si trova di fronte a Benassi ma inciampa su se stesso e la sfera termina sul fondo. Il Lecce risponde con Olivera. La conclusione viene messa in angolo da Boruc.
SECONDO TEMPO. La ripresa vede ancora protagonista il Lecce con Olivera che al 6′ si porta davanti al portiere viola ma non riesce a concludere. Dall’occasione persa nasce un contropiede della Fiorentina ma Ljajic perde, ancora una volta, l’occasione per segnare con Benassi che para. L’estremo difensore del Lecce rimane a terra e, dopo i primi soccorsi, viene sostituito da Julio Sergio. La Fiorentina è spenta. Gli uomini di Serse Cosmi puntano al colpaccio. Al 20′ Di Michele realizza il rigore conquistato da Muriel, messo a terra da un ingenuo Pasqual, con una conclusione centrale. Tutti si aspettano l’assalto finale viola ma ma, in verità, sono solo due le occasioni degne di nota e che potevano portare al pareggio. In entrambi i casi è protagonista Jovetic. Prima il montenegrino ci prova da posizione defilata, Julio Sergio mette in angolo. Poi, un tiro dal limite dell’area che Julio Sergio blocca in due tempi: ci fosse stato un attaccante di rapina in area poteva venir fuori un gol. A dieci minuti dalla fine scoppia la contestazione e la paura, di dover rischiare fino alla fine per non retrocedere.
Sconsolato Delio Rossi: “Questa partita poteva essere una svolta per il nostro campionato. La società – ha continuato il tecnico –  è al corrente che la squadra ha bisogno di rinforzi, anche se questo non c’entra niente con la partita di oggi. Questo sarà un campionato difficile. Dispiace per il risultato, che se fosse stato positivo ci avrebbe aperto altre prospettive. Chiedo scusa alla gente di Firenze perché potevamo e dovevamo fare meglio. Lo svantaggio non giustifica una prestazione sotto tono. Sono convinto che qualcuno arriverà dal mercato, ma non bisogna pensare che saranno i salvatori della patria. Ora bisogna rimboccarci le maniche e lavorare, perché non si può giocare così”.

Torna alla vittoria l’Olimpia

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Dopo la sconfitta nel turno precedente in casa del Turris l’Olimpia è tornata nuovamente alla vittoria fra le mura amiche del PalaMattioli. La squadra ospite, l’Immobiliare Belfiore di Ponsacco, ha subito un netto 3-0 e ha lasciato l’intera posta ai fiorentini, nonostante un disperato tentativo di resistere nel terzo set, perso di misura 25-23.
Prosperi ha schierato una formazione un po’ diversa dal solito causa le assenze dell’opposto Galiulo e del centrale Gristina, comunque ben sostituiti da Grossi (opposto) e dai centrali Bigi e Cafaggi.
Nei primi due set la differenza tecnica fra le due compagini è risultata netta: i padroni di casa  se li sono aggiudicati lasciando agli ospiti solo 13 punti nel primo e 16 nel secondo.
Nel terzo parziale la squadra di Ponsacco è stata a lungo in testa, ma, raggiunta sul 20 pari, ha nuovamente ceduto permettendo ai fiorentini di chiudere velocemente set e incontro.
L’Olimpia ha dimostrato grande sicurezza in tutti i fondamentali (6 battute punto, 9 muri vincenti, 37 attacchi positivi). Ancora una volta il più efficace in attacco è stato l’esperto Sguazzini, ma anche i giovani Grossi e Carminati hanno avuto un ottimo rendimento così come i centrali Diouf, Bigi e Cafaggi. Buona come al solito la prestazione del libero Vigilucci, sia in ricezione che in difesa.

G.S. OLIMPIA PO.LI.RI – IMMOBILIARE BELFIORE 3-0
(25-13//25-16//25-23)

OLIMPIA: Bigi (5) – Cafaggi (4) – Carminati (7) – Cavallucci – Degli Innocenti (K) – Diouf (8) -Grossi (10) – Pianigiani (4)- Sguazzini (15) – Simonelli – Vigilucci (L)
1° All. Prosperi Turri Andrea   – 2° All.  Controne Gaetano
IMMOBILIARE BELFIORE: Cannelli – Colli (K) – Ferretti – Grasso – Mazzei – Meini – Raguso – Sartini Francesco – Sartini Michele – Tomei – Sartini F. (L)
All. Ciara Fabrizio