lunedì, 24 Gennaio 2022
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Zucchero si fa in due, fra palco e libreria / FOTO

Dopo il successo della tournee oltreoceano, Zucchero ha portato il suo Chocabeck tour indoor a Firenze con una doppietta di emozionanti concerti al Pala Mandela. Ma Sugar Fornaciari è arrivato anche in libreria. GUARDA LE FOTO

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Dopo il successo della tournee oltreoceano, Zucchero ha portato il suo Chocabeck tour indoor a Firenze con una doppietta di emozionanti concerti al Pala Mandela (domenica e ieri sera). Tra una prova e l’altra lo abbiamo incontrato alla Feltrinelli di via de Cerretani per la presentazione della sua biografia, “Il suono della domenica”, titolo ripreso da una delle hit del suo ultimo disco “Chocabeck”.

Com’è il ‘Suono della domenica’ per Zucchero?

E’ un suono di campagna, positivo e rarefatto, sospeso, un po’ sognante e un po’ dormiente, perché la domenica dovrebbe essere un momento bello e di riflessione, di tranquillità, un momento per stare insieme agli altri. Adesso non sono più così, io nella canzone parlo delle domeniche di una volta, parlo delle domeniche del paesello. Io cerco nel mio piccolo di ricrearmi queste domeniche vivendo appunto in un paesino, Pontremoli, dove ci si conosce tutti, ci si aiuta, dove ci sono ancora le diatribe tra i preti e i comunisti (ride) che purtroppo con questa globalizzazione sono sparite.

Da dov’è nata la voglia di raccontarsi non solo nei testi, ma in un vero e proprio romanzo?

Era tanto tempo che ci pensavo ed è una voglia che mi è venuta non tanto dopo il primo successo vero con ‘Donne’ ma con il passare degli anni. Mi interessava far conoscere la mia vita, raccontare tutto ciò che ho dovuto accettare e passare per ottenere un contratto discografico, far viaggiare chi leggerà il libro nei luoghi in cui ho vissuto, spiegare l’amore che ho per queste terre, l’Emilia e la Toscana.

Lei è molto legato alla Lunigiana e alle zone colpite dall’alluvione. Ha in programma qualche iniziativa benefica?

Sarò in tour fino al 21 di dicembre quindi fino a questa data è impossibile, però il portiere della Nazionale Gigi Buffon sta organizzando una partita di beneficenza per il 22 dicembre a favore della popolazione colpita dal disastro e mi ha chiesto di andare a cantare su quel palco. Subito gli ho detto di sì: tutto è da confermare, perché tra il dire e il fare c’è l’aspetto organizzativo, ma io ci sarò.

Bono, Pavarotti, Brian May, Miles Davis, questi alcuni dei grandi nomi di artisti di fama mondiale con i quali ha stretto amicizia e fatto collaborazioni. Chi manca?

Qualcuno manca. Ci stiamo frequentando da diversi anni, ho inciso tre dischi nei suoi studi di registrazione: è Peter Gabriel. L’ho sempre stimato e amato fin dai tempi dei Genesis, ma come succede in tutte le collaborazioni che faccio devo conoscere la persona, perché lavorare insieme è un po’ come fare l’amore: devi frequentare o quanto meno capire un po’ che anima è e che spirito ha, e con lui mi trovo molto bene, da anni siamo molto amici. Se capiterà un’idea che piace ad entrambi lo faremo sicuramente.

23 album all’attivo, di cui 4 live, una biografia…a quando il grande schermo?

Non ci ho mai pensato, se poi qualcuno vorrà fare un film sulla mia vita basandosi su “Il suono della domenica” perché no.

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