domenica, 30 Agosto 2026
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‘Artigiani in piazza’. Non solo vendita, anche dimostrazoni dal vivo

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Domenica 15 in piazza Mino a Fiesole si terrà la mostra “Artigiani in piazza”. Sarà possibile acquistare prodotti artigianali e assistere alle dimostrazioni dal vivo.

IL MERCATO. Dalle 9 di mattina fino alla sera di domenica 15, i maestri artigiani saranno in piazza Mino a Fiesole per esporre le loro creazioni. Sarà possibile assistere anche ad alcune dimostrazioni dal vivo. Negli stand si potranno anche ammirare e acquistare dipinti, manufatti in legno, creazioni con fiori secchi, creta e tanti altri oggetti opera della sapiente creatività degli artigiani.

Le Pigotte al Palagio di parte Guelfa. Asta speciale per l’Unicef

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Un’asta speciale per fare del bene. Sabato 14 gennaio, al Palagio di Parte Guelfa, saranno protagoniste 23 Pigotte, le bambole di pezza realizzate dagli oltre ottanta bambini che hanno partecipato agli speciali atelier allestiti le scorse settimane nella Salotta nel Museo dei Ragazzi di Palazzo Vecchio. Da 12 anni l’Unicef le utilizza per contribuisce a salvare la vita dei piccoli che abitano nei paesi più poveri del mondo.

L’INIZIATIVA. Ogni Pigotta rappresenta un bambino in attesa di aiuto perché ‘adottandola’ (è sufficiente una donazione di 20 euro), l’organismo delle Nazioni Unite può offrire interventi salvavita ai piccoli dei Paesi poveri. Le bambole messe all’asta (che avrà inizio alle 16), sono state tutte realizzate con elementi naturali e contengono ciascuna il piccolo cuore profumato che le caratterizza come “Profumotte fiorentine” grazie alla collaborazione di Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, cui si deve la creazione dei cuori profumati, e di Giotto Fila, da sempre a fianco dei bambini nelle iniziative che ne favoriscono lo sviluppo della fantasia e la tutela dei diritti essenziali.

LE PIGOTTE. «L’iniziativa – hanno spiegato l’assessore all’educazione Rosa Maria di Giorgi, la presidente del comitato provinciale Unicef di Firenze Sandra Buyet e Matteo Spanò, presidente dell’associazione Museo dei Ragazzi – è stata caratterizzata da una straordinaria partecipazione del pubblico. Il nostro intendimento nel proporre queste attività di laboratorio è stato duplice: regalare momenti di gioia ai bambini e agli adulti che hanno condiviso il lavoro di costruzione delle Profumotte e dare vita a occasioni di solidarietà per raccogliere fondi da destinare ai bambini che, nel mondo, necessitano dell’aiuto dei paesi che sono ancora ricchi, nonostante l’attuale situazione di crisi economica e sociale».

Da domenica tutti in spiaggia a Livorno

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Da domenica alcuni bagni di Livorno, solitamente chiusi nel periodo invernale, verranno aperti per consentire agli amanti delle passeggiate e a tutti i cittadini in generale, di godersi la brezza marina d’inverno.

L’ACCORDO. L’ordinanza, predisposta dal Comune di Livorno sulla base di un accordo che lo stesso Comune ha siglato con il sindacato balneare confcommercio di Livorno, consentirà infatti di poter usufruire gratuitamente di zone non accessibili in periodo invernale per scopi puramente ricreativi e di svago.

MODALITA’ D’ACCESSO. L’apertura straordinaria dei bagni partirà domenica 15 gennaio fino al 30 aprile. Gli stabilimenti saranno aperti a rotazione. Ad inaugurare l’iniziativa saranno i Bagni Roma (dal 15 gennaio al 5 febbraio), poi sarà la volta del Nettuno (dal 6 al 26 febbraio), si passerà dunque ai Bagni Calabianca (dal 27 febbraio al 18 marzo), continua poi il Lido (dal 19 marzo al 10 aprile) e infine i Bagni Tirreno (dal 11 aprile al 30 maggio). Per accedere non occorrerà essere in possesso di alcun biglietto.

SERVIZI OFFERTI. E’ stato scelto di aprire gli stabilimenti a rotazione per non intralciare le opere di manutenzione che dovranno continuare regolarmente. I bagni inoltre saranno aperti nelle ore più calde, dalle 10 alle 16 e in condizione meteorologiche favorevoli. Non saranno presenti i bagnini, quindi attenzione se volete fare un bagno d’inverno. I gestori potranno offrire alcuni comfort e attività ricreative come il calcetto, le docce, gli spogliatoi, tavoli, le sdraio e i servizi di ristoro.

Prendo i soldi e scappo a New York. Gli appunti sul taccuino del rapinatore

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Rapina a mano armata, questa mattina, alle poste di via Canova a Firenze. Un uomo  ha ferito tre persone prima di essere fermato e arrestato dai carabinieri. I feriti, due impiegati delle poste e una cliente colpita da un colpo di rimando,  sono stati trasferiti all’ospedale di Careggi ma non sono in gravi condizioni. Il rapinatore, rendono noto le forze dell’ordine, si chiama Marcello Ventrella, ha 40 anni, è laureato in architettura ed è disoccupato da quattro anni. Di origini romane, risiede a Londra. Da tempo soffre di schizofrenia paranoide. Quando è stato fermato, nella sua borsa sono stati trovati 2.500 euro di refurtiva e un’agenda, una sorta di ‘manuale del rapinatore’, con scritti i suoi propositi per il futuro: ‘altri colpi e poi fuga a New York’.

LA RAPINA. Intorno alle 9.30, l’uomo, alto quasi due metri, vestito in maniera elegante, con un lungo cappotto nero e cappello Borsalino – come riferiscono i testimoni – si è introdotto negli uffici postali di via Canova, all’interno del centro commerciale Esselunga. Dopo aver estratto un’arma da fuoco, una 44 magnum dalla canna lunga 40 centrimetri, ha intimato ai cassieri di dargli il denaro. Poi ha chiesto che gli venisse aperta la cassaforte dell’Atm, lo sportello automatico. Quando gli è stato risposto che non era possibile perchè le chiavi le aveva il direttore dell’agenzia, al momento fuori dall’ufficio, ha esploso alcuni colpi, ferendo due impiegati al braccio e di rimando una donna, una cliente, alla spalla.

L’INSEGUIMENTO E L’ARRESTO. Il rapinatore, dopo aver preso il denaro, è uscito dalle poste con fare tranquillo, riferiscono i presenti. Un agente di polizia non in servizio che passava lì davanti per caso, dopo aver sentito gli spari e aver notato l’uomo, ha cominciato a seguirlo, pur essendo in stampelle, infortunato a una gamba. Il rapinatore accorgendosi di essere pedinato ha sparato un colpo in aria in direzione dell’agente, che intanto, via telefono, aveva dato l’allarme ai colleghi. Pochi minuti dopo, i carabinieri hanno fermato e arrestato il rapinatore in via del Pollaiolo.

ALTRI COLPI POI FUGA A NY. Quando è stato fermato l’uomo aveva con sè una borsa in cui sono stati ritrovati 2.500 euro, il bottino della rapina.  L’uomo aveva con sè anche biglietti ferroviari per Bologna e Ravenna. Nella sua agenda aveva compilato nel dettaglio, dagli orari agli spostamenti, tutte le mosse da compiere per mettere a segno il colpo alle poste. Ora è accusato di rapina aggravata e tentato omicidio.

‘POTEVA ESSERE UNA STRAGE’. “Ventrella ha detto di aver sparato  – riferisce  il comandante dei carabinieri della compagnia Oltrarno, il maggiore Marco Iserio – per farsi portare rispetto. ‘Se non rispettano me almeno rispetteranno l’arma’ queste le sue parole”. Dopodichè ha cominciato a esplodere quei colpi che hanno ferito al braccio destro due impiegati e alla spalla sinistra una donna, con un colpo di rimbalzo. “Poteva essere una strage – spiegano i carabinieri  – ha sparato per uccidere”.

L’IDENTIKIT DEL RAPINATORE. Molto alto, look da gangstar, alla Dick Tracy. Niente avrebbe fatto pensare a  un malvivente e invece il quarantenne Marcello Ventrella era armato “e intendeva fare sul serio”  hanno spiegato i carabinieri intervenuti sul posto. Un diploma di maturità classica conseguito nella capitale, laurea in architettura, e un impiego da programmatore informatico che gli ha garantito la sopravvivenza a Londra fino al 2007, momento in cui, apparentemente, sono cominciati i primi problemi di soldi. E per risolvere i suoi guai, l’uomo aveva pensato alla strada più semplice, pianificare una serie di colpi (tre a Firenze, tre a Ravenna e tre a Bologna), per realizzare i quali aveva studiato questa estate i luoghi da colpire, per poi scomparire alla volta degli Stati Uniti.

SCHIZOFRENICO E ARMATO. Originario di una famiglia romana benestante (tant’è che possiede una casa nella capitale, all’interno della quale è stata trovata una collezione di sciabole e spade), il rapinatore di via Canova non ha fedina penale proprio pulita: una serie di piccoli precedenti penali in Gran Bretagna e tre mesi di reclusione per rissa. Ma i guai con la giustizia non sono bastati a scoraggiare l’uomo, al quale tempo fa è stata diagnosticata una schizofrenia paranoide, che dopo aver passato la notte in un albergo dell’Isolotto si è diretto verso l’ufficio postale con una 44 magnum che avrebbe rubato martedì scorso dal poligono Umberto I a Tor di Quinto, insieme a una decina di proiettili. Furto per il quale l’uomo ha una denuncia a suo carico. L’uomo, interrogato dai carabinieri, ha rivelato che dopo il colpo in via Canova avrebbe voluto fermare un automibilista e impossessarsi della sua macchina per fuggire.

I FERITI. Due dei feriti sono stati trasportati all’ospedale di Careggi, uno al Torregalli. I due impiegati delle poste sono un trentenne fiorentino e un 32enne di origine calabrese residente a Firenze. Entrambi sono stati feriti al braccio destro, uno in maniera più superficiale, l’altro più in profondità. La cliente colpita è una 52enne di Scandicci, ferita alla spalla sinistra probabilmente da un colpo di rimbalzo.

La strage dei senegalesi, un mese dopo. ”Non facciamo calare il silenzio”

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Era da poco passato mezzogiorno di un martedì quasi natalizio quando Firenze fu scossa da una terribile notizia. Due morti ammazzati al mercato di piazza Dalmazia. All’inizio si sapeva solo che le vittime erano due venditori ambulanti di colore, del tutto ignoti i motivi del gesto.

IL PRIMO AGGUATO. La piazza viene assediata da forze dell’ordine, giornalisti e curiosi. La notizia si diffonde anche tra la comunità senegalese, cui le due vittime, Samb Modou e Diop Mor, appartenevano. In piazza cominciano ad arrivare decine e decine di senegalesi, la tensione cresce di pari passo con la disperazione di chi quella mattina ha perso un parente, un amico. Del delitto si sa solo che un uomo è sceso di macchina dopo aver parcheggiato davanti all’edicola, ha raggiunto i banchini dei senegalesi e ha fatto fuoco, uccidendo due ragazzi e ferendone un terzo. Poi è rimontato in auto, non prima di aver minacciato chi tentava di fermarlo, è ripartito e ha fatto perdere le sue tracce.

LA SECONDA SPARATORIA. Regolamento di conti? Storie di droga? Le ipotesi si rincorrono e si accavallano, si cerca in tutti i modi di far luce su un episodio che ha sconvolto una Firenze già immersa nell’atmosfera natalizia. Ma non è finita qua. Qualche ora dopo un’altra notizia getta la città nel terrore. C’è stata un’altra sparatoria, questa volta in pieno centro, al mercato di San Lorenzo. Ci sono altri feriti, sempre senegalesi. A far fuoco sarebbe stata la stessa persona che ha ucciso in piazza Dalmazia. Firenze ha paura, Firenze non capisce. Poi una terza notizia. L’autore dell’agguato si è tolto la vita nel parcheggio sotterraneo di San Lorenzo.

FIRENZE URLA “NO AL RAZZISMO”. La paura finisce. L’indignazione e la rabbia no. Quelle montano. Crescono. Come è stato possibile? Come è potuta accadere una tragedia simile nella civilissima Firenze? Nessun regolamento di conti. Nessuna storia di droga. Niente di niente. Solo razzismo. Razzismo bestiale, allo stato puro. Comincia a emergere il ritratto dell’omicida. Si chiama Gianluca Casseri, è un estremista di destra, ha ucciso per odio xenofobo. Firenze vive ore concitate. Un corteo spontaneo parte da piazza Dalmazia e arriva fino in centro. La tensione in città continua a salire, per poi affievolirsi con il passare delle delle ore. I messaggi di solidarietà alle vittime e alla loro comunità fioccano da tutte le parti. Firenze, l’altra Firenze, quella vera, alza la voce. Condannando all’unanimità il brutale agguato, mostrandosi solidale con una comunità sconvolta dal dolore. E Firenze si fa anche vedere, qualche giorno più tardi, nel corteo organizzato per dire no al razzismo. Migliaia e migliaia di fiorentini che marciano accanto ai senegalesi, da piazza Dalmazia fino a Santa Maria Novella. Era il 13 dicembre 2011.

UN MESE DOPO. È passato un mese da quella tremenda mattina. Nel frattempo Palazzo Vecchio ha dato l’ok alla sistemazione di una statua in piazza Dalmazia per ricordare Mor e Modou, e il coordinamento dei senegalesi in Toscana ha invitato tutti oggi, alle 12,20 – ora dell’agguato – nella stessa piazza, “perché non cali il silenzio”. Per non dimenticare una data che Firenze difficilmente riuscirà a scordare, il 13 dicembre 2011. Perché niente di simile possa accadere mai più.

L’anno fallico di Toscani e la ricetta anti-crisi di Rocco Siffredi/FOTO

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E’ passato giusto un anno da quando Oliviero Toscani aveva presentato a Firenze i suoi trecentosessantacinque giorni dedicati al pube femminile e fu in quell’occasione che un gruppo di femministe incallite lo rimproverarono: “Se siamo uguali allora perché non ne fai una versione al maschile?”.

LA PRESENTAZIONE. Detto, fatto. Il fotografo provocateur per eccellenza ha raccolto la sfida e ha prodotto, sempre su commissione del Consorzio Vera Pelle conciata al vegetale, un calendario con dodici peni, uno per ogni mese dell’anno. Titolo del progetto? “Questo è un momento di pene – Il genere maschile”. Monotono che più monotono non si può, il calendario immortala dodici falli che il fotografo milanese giura appartengano a personaggi “famosissimi”. “Questa è una città di bacchettoni – ha detto il fotografo durante l’evento di presentazione -. Avevamo chiesto la Leopolda, come lo scorso anno, ma ci è stata negata e sono in molti quelli che mi hanno scritto per insultarmi quando hanno saputo di questo progetto. Sono tutti dei gran bacchettoni, non c’è niente di più naturale di un pisello”.

ROCCO SIFFREDI E PHILIPPE DAVERIO. E per avvalorare la sua tesi, Toscani ha portato con sé una squadra di professionisti, tutti specializzati in discipline diverse, che hanno partecipato alla presentazione a palazzo Nonfinito. Insieme a lui c’erano il pornodivo Rocco Siffredi, il critico d’arte Philippe Daverio, lo psichiatra Paolo Crepet, la conduttrice tv Camila Raznovich e suo figlio Rocco Toscani, anche lui fotografo di professione. Lupus in fabula, Siffredi ha dispensato racconti, aneddoti e consigli, tra cui quello scaccia crisi: “Italiani, smettete di passare il vostro tempo davanti alla tv. Spegnetela e fate l’amore”. Applauso del pubblico in sala. Più culturale l’intervento di Daverio, che ha raccontato ai presenti il ruolo del pene nella storia dell’arte, documentandolo con varie immagini. “Al contrario di oggi – ha spiegato il critico -, nell’antichità veniva rappresentato con estrema disinvoltura, come una cosa bella e naturale. Gli etruschi lo rappresentavano sempre di enormi dimensioni. Sono alcuni periodi della storia, come l’Unità d’Italia, che trasformano il sesso in un tabù”.

IL CALENDARIO. Chi fosse interessato potrà acquistare, a partire da venerdì 13, una delle 500 copie al prezzo tutt’altro che popolare di 500 euro sul sito www.pellealvegetale.it

Arezzo città del gossip, pizzicata la ”fresca” coppia di X-Factor

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Si vociferava già durante X-Factor che tra Morgan e la giovanissima Jessica ci fosse del tenero. Adesso i “sospetti” diventano realtà. La coppia è stata infatti pizzicata ad Arezzo, tra baci e coccole in mezzo al pubblico incuriosito.

JESSICA. Jessica, poco più che ventenne, è stata eliminata da X-Factor nella semifinale. Sincera, diretta e simpatica ama la musica punk, il folk e l’hardcore anni ’80. Forse è grazie proprio a questa sua passione e al suo stile stravagante che è riuscita a conquistare il cuore di Morgan. Infatti, già dalle prime puntate del programma, lei aveva “dichiarato” il suo interesse per il giudice della trasmissione. Un interesse che poi è stato ricambiato.

LA COPPIA. L’amore vero, pare sia scoppiato quando Morgan è rimasto senza concorrenti dopo l’eliminazione di Vincenzo. Al quel punto, non avendo più nessuno da seguire, è arrivata anche la sua di dichiarazione. Nonostante la Ventura abbia rivendicato la sua “proprietà” sulla giovane Jessica, Morgan non si è dato per vinto, riuscendo a conquistarla. Tra i due ci sono venti anni di differenza. Ma l’età non li spaventa affatto. Sarà forse lei la donna ideale per l’eccentrico Morgan?

Pisa ”paradiso” degli studenti universitari: wi-fi, bus e teatri scontati

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Grazie all’intesa tra Comune, Ateneo, azienda regionale per il diritto allo studio e il centro universitario verranno creati nuovi servizi e agevolazioni agli studenti universitari. Scopriamo le novità.

SERVIZI. Il progetto, finanziato con 294 mila euro dal ministerò della Gioventù, prevede l’ampliamento della copertura wi-fi in varie zone della città, abbonamenti ai mezzi pubblici scontati, l’accesso a spettacoli, concerti e altri eventi culturali a prezzo ridotto. Inoltre verranno create aule studio all’aperto, un portale per gli alloggi studenteschi e un concorso per band universitarie.

Taxi, ”no alle liberalizzazioni senza se e senza ma”

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Taxi, un no secco alla liberalizzazione del settore arriva anche da Confartigianato Taxi Firenze.

“FERMO INEVITABILE”. “Se il Governo non aprirà alla categoria, ma anzi produrrà il testo del provvedimento in modo autonomo, la scelta del fermo diverrà inevitabile – spiega Simone Andrei, presidente di Confartigianato Taxi Firenze – non sempre le liberalizzazioni portano i benefici sperati ed oggi, per il rilancio dell’economia, appare ben più cogente eliminare monopoli su carburanti, assicurazioni ed utilities che, tra l’altro, interessano non solo le imprese, ma i cittadini tutti”.

DEREGULATION E LICENZE. La deregulation del settore e l’aumento del numero delle licenze – afferma Confartigianato Taxi Firenze in una nota – “non porteranno assolutamente dei vantaggi economici per la clientela: le tariffe taxi, contrariamente a quanto si pensa comunemente, non sono determinate dagli operatori di settore, bensì imposte dal Comune e pertanto un aumento delle licenze non porterebbe alcuna significativa utilità per i cittadini, ma solo più taxi in circolazione, per un servizio che a tutt’oggi nella nostra città, ma anche nel resto d’Italia, è già ampiamente coperto”.

L’ADESIONE. Il modello italiano risulta non dissimile da quanto esistente in Europa e se il Governo, che ancora non ha espresso una linea definita su questo settore, continuerà su quella della liberalizzazione le azioni di protesta e di mobilitazione saranno una diretta conseguenza, dice ancora Confartigianato Taxi Firenze. Gli oltre sessanta tassisti aderenti a Confartigianato Taxi Firenze annunciano quindi la loro adesione al fermo di settore in programma per il 23 gennaio, una volta confermata tale data dalla Commissione Garanzia degli Scioperi.