lunedì, 14 Settembre 2026
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Nuovo statuto e modifiche al codice etico: l’università cambia, ecco come

Approvato il nuovo Statuto e modificato il Codice Etico: novità all’Università di Firenze.

STATUTO. Il nuovo testo, frutto del lavoro di una apposita Commissione che si è confrontata in questi mesi con tutte le diverse componenti dell’Ateneo, è stato votato ieri dal Consiglio di Amministrazione e dal Senato Accademico (vai alla scheda dello Statuto). La revisione dell’attuale Statuto, risalente nel suo impianto fondamentale al 1995 e già modificato in modo significativo nel 2008, è stata imposta dalla legge di riforma dell’Università (L.240/2010, nota come ‘Legge Gelmini’), che ha stabilito nuovi criteri di governance delle università italiane ed una loro diversa articolazione interna. Parallelamente all’adeguamento normativo sono state realizzate anche alcune modifiche ai principi generali (Titolo I dello Statuto), su cui si sono espressi le facoltà e i dipartimenti dell’Ateneo. “L’approvazione della normativa fondamentale che disciplina la vita della nostra istituzione – ha commentato il rettore dell’Ateneo Alberto Tesi – segna il compimento di un lungo processo di elaborazione, discussione e dibattito che dall’inizio dell’anno ha impegnato in un clima di serrata collaborazione tutte le diverse componenti dell’Ateneo, dai professori ai ricercatori, dagli studenti al personale tecnico e amministrativo”. “La revisione – ha spiegato Bernardo Sordi, vicepresidente della Commissione Statuto, presieduta dal rettore e formata da 15 membri, rappresentativi delle diverse aree di ricerca e delle diverse componenti dell’Ateneo – ha seguito i criteri direttivi che la riforma imponeva agli atenei, rispettando anche il termine fissato per l’adeguamento al 29 luglio, ma ha soprattutto lavorato sugli spazi di autonomia per un ripensamento complessivo delle modalità di governo e delle forme di rappresentanza, dei modi di organizzazione della didattica, della ricerca, del trasferimento delle conoscenze, pensando allo Statuto come ad una vera e propria ‘nuova costituzione’ della comunità universitaria”.

IL TESTO. Il frutto del lavoro è un testo di 59 articoli, diviso in 7 titoli, che verrà ora trasmesso al Ministero dell’Università per il prescritto controllo di legittimità, prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire intorno alla fine del 2011. Solo allora il nuovo Statuto entrerà in vigore apportando significative novità. Si allarga il corpo elettorale per la carica del Rettore che, secondo quanto previsto dalla Legge 240, resterà in carica 6 anni e non sarà più rieleggibile: avranno diritto al voto anche i ricercatori a tempo determinato, il voto del personale tecnico-amministrativo peserà di più (il 20% dei voti espressi per ogni candidato, anziché il 10% come è attualmente) e saranno di più anche gli studenti-elettori, grazie alla maggiore consistenza numerica delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali. L’organo rappresentativo delle varie componenti universitarie, il Senato Accademico, da cui scompaiono i presidi di facoltà, sarà composto di 29 membri: oltre al Rettore che lo presiede, 20 tra professori e ricercatori (di cui la metà devono essere contemporaneamente direttori di dipartimento), suddivisi tra le cinque aree disciplinari, 3 rappresentanti del personale tecnico amministrativo e dei lettori e collaboratori linguistici, 5 studenti. E’ prevista la possibilità di nominare un trentesimo membro aggiuntivo, in rappresentanza dei ricercatori a tempo determinato, quando questa figura – introdotta dalla legge di riforma – raggiungerà un congruo numero nell’organico di ateneo.
Il Consiglio di Amministrazione, organo di governo dell’Università, sarà invece composto da 11 membri: il rettore, 3 membri esterni all’organico di ateneo, 5 membri interni, 2 rappresentanti degli studenti. I tre esterni, che dovranno presentare la propria candidatura secondo appositi avvisi pubblici, saranno nominati dallo stesso Senato Accademico, dopo essere stati vagliati da un’apposita commissione di personalità di alto profilo; i cinque membri interni saranno eletti dallo stesso corpo elettorale del rettore. Completano il disegno degli organi centrali di ateneo il Direttore Generale e gli organi di controllo e valutazione (Collegio dei revisori dei conti, Nucleo di Valutazione), di disciplina (Collegio di disciplina), di garanzia (Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, Garante – che vede valorizzato il proprio ruolo sia dall’introduzione del Codice etico, sia dalla Carta dei diritti e doveri degli studenti). I dipartimenti, struttura organizzativa fondamentale nella nuova formulazione statutaria, saranno composti da almeno 50 professori e ricercatori a tempo indeterminato e determinato, afferenti a settori scientifico-disciplinari omogenei. Organizzeranno didattica, ricerca, trasferimento delle conoscenze; formuleranno le proposte di chiamata dei nuovi docenti (competenza sinora tradizionalmente riservata alle facoltà), ne stabiliranno i compiti didattici, verificando il rispetto dei doveri di ufficio. Prevista anche la definizione di strutture di raccordo, denominate “Scuole”, che coordineranno le attività didattiche e la gestione dei servizi dei corsi di laurea. Ogni struttura di raccordo sarà istituita da due o più Dipartimenti. Gli attuali corsi di studio rappresenteranno l’elemento di stabilità nel cambiamento, assicurando agli studenti una solida continuità.

CODICE ETICO. E sempre ieri  stato approvato dal Senato Accademico anche il nuovo Codice Etico dell’Ateneo. L’Università di Firenze si era già dotata nel 2008 di questo strumento – richiesto ora obbligatoriamente dalla legge 240/210 a tutti gli atenei, per “evitare ogni forma di discriminazione e di abuso” e “regolare i casi di conflitto di interessi o di proprietà intellettuale”. Il gruppo di lavoro, coordinato da Paolo Caretti e composto da rappresentanti delle aree di ricerca, del personale tecnico amministrativo e degli studenti, ha perciò lavorato all’adeguamento del testo esistente. Destinatari dell’applicazione del Codice saranno anche i membri degli organi dell’Ateneo che non appartengono ai ruoli dell’Università (ad es. i membri esterni del Consiglio di amministrazione, del Collegio dei revisori dei conti e del Nucleo di valutazione). Si ampliano, inoltre, gli obblighi di pubblicità e di astensione previsti in caso di candidatura a cariche elettive o di nomina a cariche che importino assunzione di responsabilità gestionali (vai alla scheda del Codice Etico).

“L’adeguamento dello Statuto, la cui approvazione avviene insieme a quella del nuovo Codice Etico, importante strumento di trasparenza – ha concluso il rettore Tesi – è stato vissuto dall’Ateneo come momento di perfezionamento dei propri strumenti partecipativi e come occasione di modernizzazione dell’intera struttura organizzativa. L’azione di revisione si è svolta nella consapevolezza di dover garantire la continuità della tradizione dell’Università di Firenze e la preservazione del suo ricco potenziale di ricerca e didattica ma, insieme, con l’obiettivo di renderla competitiva e protagonista nello spazio europeo della ricerca e dell’insegnamento superiore”.Nuo

Il diario di Cortina: infortunio a Behrami

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Cortina – Un raggio di sole illumina Cortina. Non c’è bisogno dell’ufficialità per capire che Aquilani sarà viola, come non c’è bisogno di nessun comunicato per capire che la Fiorentina sta trattando la cessione di Cerci. Si allontana Cassano dalla maglia viola, come non è più così scontata la partenza di Montolivo sempre inserito negli schemi di Mihajlovic. In questo strano clima di mercato ecco un nuovo raggio di sole: trattativa con la Juve per Quagliarella in viola. Frey e con le valigie.

Seduta d’allenamento. Prova di schemi offensivi con Montolivo al centro della manovra, anche questo è un segnale. Bene Jo-Jo e Gila. Male De Silvestri e tutti gli altri. Forse era previsto, forse no: dopo poco urlo del tecnico viola e tutti a correre…

Parola ai tifosi. Sale l’ottimismo nel cuore dei tifosi. L’arrivo di Aquilani e quello di una seconda punta forte ha annullato, almeno a Cortina, qualsiasi forma di contestazione.

Il programma. Oggi parlerà il dottor Manetti sulle condizione della squadra dopo quasi due settimane.

Colpo di scena. La seduta di oggi non è piaciuta a Sinisa, niente riposo. Oggi pomeriggio allenamento. Pugno di ferro.

Manetti. Abbiamo avuto a Cortina le condizioni adatte per allanarci. Anche climatiche. Gli infortuni? Fanno parte del gioco, l’anno passato sono stati più gravi ma meno numerosi delle passate stagioni. Kroldrup è l’unico che sta facendo differenziato rispetto alla passata stagione.

Su Vargas. Lo conosco bene, dopo i test avrà il tempo per recuperare al 100%.

Su Jovetic. E’ stato un infortunio imprevedibile ma sta bene ed è integro. Siamo contenti della riuscita dell’operazione.

Infortunio. Dopo una seduta tattica e tecnica s’infortunia (crediamo lievemente) Valon Behrami: il centrocampista svizzero ha subìto una botta alla caviglia, rimandendo a terra. Lo staff sanitario è arrivato subito applicandogli il ghiaccio. Behrami, dopo essere rimasto un po’ a bordo campo, ha terminato prima degli altri. Impossibile capire l’entità dell’infortunio.

IL FOTORACCONTO DAL RITIRO: PRIMA PARTE / SECONDA PARTE

Amy Winehouse, oggi i funerali. E i fan non chiedono il rimborso

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Si terranno oggi alle 15 (le 16 in Italia), al Green Crematorium di Londra, i funerali della cantante britannica scomparsa sabato 23 luglio nel suo appartamento a Camden Town, a 27 anni.

CREMATA. Amy Winehouse sarà cremata e le sue ceneri unite a quelle della sua amata nonna, anche lei una cantante jazz, a cui l’artista era molto legata (tanto da farsi tatuare su un braccio il suo nome, Cynthia).

L’AUTOPSIA. E su su quel corpo tatuato ieri è stata anche effettuata l’autopsia, che però non ha fornito ai medici alcuna “spiegazione ufficiale”. Qualcosa in più dovrebbero dire, invece, i risultati dei nuovi test tossicologici. La trasgressiva star di “Rehab” era da tempo ricaduta nel pericoloso circolo di depressione, alcol e droga che più volte l’aveva inghiottita in passato: questa volta, però, non è riuscita a uscirne. Per molti una tragedia annunciata, per i suoi milioni di fan, una perdita inaspettata.

IL SUMMER FESTIVAL. La sua inconfondibile voce doveva cantare al Summer Festival di Lucca il 16 luglio, unica data italiana, ma il concerto venne annullato assieme a tutte le altre date del tour europeo dal suo managment per l’instabilità delle sue condizioni di salute (divenute note al mondo dopo lo sconcertante spettacolo del 18 giugno, quando Amy salì sul palco di Belgrado completamente ubriaca – GUARDA IL VIDEO).

CACCIA AL CIMELIO. E ora è gara aperta all’acquisto dei suoi ultimi album e di qualsiasi altro cimelio che la ricordi. E’ per questo che molti, fra coloro che avevano acquistato il biglietto per il concerto di Lucca, hanno deciso di conservare il prezioso tagliando e non richiedere il rimborso agli organizzatori del Festival, D’Alessandro e Galli.

Rapina choc nella notte a una coppietta

Notte di terrore per una giovane coppia nell’empolese.

STRADA ISOLATA. E’ quella vissuta tra domenica e lunedì da due fidanzati di circa 25 anni. I due, che si erano appartati in macchina in una stradina isolata di un paesino dell’Empolese, per trascorrere alcuni minuti di intimità, sono stati rapinati da tre uomini.

LA RAPINA. Secondo una prima ricostruzione dei fatti – anche se sul caso si sta cercando ancora di far luce – i tre rapinatori sarebbero probabilmente dell’Europa dell’est. Sicuramente erano a volto scoperto e, dopo aver fatto credere ai due giovani di essere in possesso di una pistola, li hanno rapinati. I malviventi si sarebbero fatti consegnare denaro e cellulari, e avrebbero lasciato a piedi la coppia.

SOTTO CHOC. Ma, secondo alcune versioni, ci sarebbe purtroppo molto di più. La giovane, infatti, avrebbe subito violenza, mentre il fidanzato sarebbe stato rinchiuso nel bagagliaio. L’auto è poi stata ritrovata nel pomeriggio di ieri in provincia di Pistoia. I due giovani sono sotto choc.

San Lorenzo, un referendum per decidere il destino della basilica

Ci sono voluti alcuni secoli per completare la facciata di Santa Croce, così come quella del Duomo. Adesso il sindaco propone di dare una copertura in marmo alla basilica di San Lorenzo, già disegnata da Michelangelo. E la decisione potrebbe passare da un referendum popolare.

BUONARROTI. L’idea di dare una facciata alla basilica, rimasta “nuda” dal momento in cui venne completata, era già nell’aria da alcuni giorni. Oggi in consiglio comunale, durante la presentazione del masterplan per la riqualificazione dell’area di San Lorenzo, Renzi si è spinto oltre, dichiarando che è venuto il momento di chiedersi se sia giusto “ricostruire o meglio completare la facciata della basilica secondo il progetto di Michelangelo”, risalente a cinque secoli fa.

LA FACCIATA. Il progetto della facciata a firma Buonarroti è conservato nella casa-museo dell’artista, con tanto di modellini. Già pochi anni fa i fiorentini hanno avuto un assaggio di come sarebbe potuta essere la basilica se quella aggiunta fosse stata portata a termine, grazie alla proiezione dei disegni sulla facciata. In più occasioni si è invece discusso di realizzare una “finta” facciata in materiale plastico, che non danneggiasse quella in pietra. Adesso, invece, si fa sul serio: Renzi pensa ad una vera copertura in marmo.

S’APRA IL DIBATTITO. Detto ciò si apra il dibattito. “E’ giusto o no completare le facciate delle basiliche secoli dopo?”, domanda il primo cittadino, ricordando che a Firenze operazioni del genere non sono affatto una novità. “Si sono fatte dopo secoli le facciate sia di Santa Croce che del Duomo”.

REFERENDUM. Purché non si tratti di un’iniziativa spot. La decisione, dopo attento dibattito, potrebbe infine spettare ai cittadini, per mezzo di un referendum consultivo. Intanto si parte con un intervento soft: il rifacimento del sagrato e la ristrutturazione del mercato centrale, già recentemente ritoccato (leggi l’articolo). Per quel che riguarda invece le bancarelle esterne la prospettiva resta quella di uno “sfoltimento” in favore di una maggiore qualità e fiorentinità.

E TU CHE NE PENSI? Con la facciata o senza? Manda la tua opinione a [email protected] o rispondi sulla nostra pagina Facebook

Caso Menarini, scoperto un archivio a Lugano

Revocata la richiesta di commissariamento per la multinazionale farmaceutica Menarini, con sede a Firenze. Ma le indagini vanno avanti: scoperto e sequestrato a Lugano una sorta di archivio consistente in 40 scatoloni con documenti relativi a società estere.

TRUFFA. Al centro dell’inchiesta, che vede indagati i vertici del gruppo, l’ipotesi di truffa al Servizio sanitario nazionale, evasione fiscale e riciclaggio. Nonostante la revoca di commissariamento, avvenuta in seguito al pagamento all’Agenzia delle entrate di 372mila euro circa da parte della Menarini, “l’inchiesta va avanti – sottolinea il procuratore Giuseppe Quattrocchi – ci sono posizioni soggettive da valutare ed è presto per parlare di chiusura delle indagini”. Sul commissariamento adesso si dovrà pronunciare il Gip, che ha fissato la prossima udienza per giovedì 28 luglio.

L’ARCHIVIO SEGRETO. Nel frattempo è stato scoperto e sequestrato in un appartamento di Lugano, in Svizzera, una specie di archivio costituito da una quarantina di scatoloni. Al loro interno una serie di documenti relativi alla costituzione di società estere, riconducibili al gruppo Menarini. Secondo l’accusa si tratterebbe di società che si occupavano dell’acquisto di principi attivi per la produzione di farmaci, ma anche di società aperte a Panama per sfruttare il cosiddetto “scudo fiscale”. Secondo quanto emerge, l’appartamento era nella disponibilità di una persona di fiducia di Alberto Aleotti, 87 anni, patron della Menarini.I documenti sono già allo studio degli inquirenti fiorentini.

Fuori i videopoker dalle case del popolo. Si comincia da Pistoia

 

Via slot machine e videopoker dalle case del popolo. L’accordo, il primo nel suo genere, è stato siglato in Toscana tra Arci e Consorzio Co&So e prevede la dipartita degli “strumenti” del gioco d’azzardo dai circoli.

1,7 MILIARDI. Nei primi cinque mesi dell’anno in Toscana sono già stati “bruciati” 1,7 miliardi di euro in gioco d’azzardo, contro i 3,4 del 2010. I dati sono emersi ieri durante l’incontro “SpennArci” che si è svolto alla Festa comunale del Pd di Pistoia.

DIPENDENZA. “La dipendenza da gioco è un fenomeno sempre più imponente anche rispetto alle tossicodipendenze – ha sottolineato Giuseppe Iraci Sareri, presidente Gruppo Incontro – e coinvolge l’1,2% della popolazione a livello nazionale. In pratica in provincia di Pistoia ci sono più di 1500 persone che sono dipendenti dal gioco d’azzardo”.  “Le slot machine sono un elemento di dipendenza e alienazione –  ha ammonito invece Maurizio Pascucci, responsabile Legalità Arci Toscana –  e deve essere chiaro che dobbiamo essere contro queste macchinette all’interno delle case del popolo. L’Arci non può nascondersi dietro alla loro presunta legalità,  ma convincere i circoli a toglierle progressivamente”.

CIRCOLI SENZA (VIDEO)POKER. A rispondere per prime all’appello sono state le case del popolo di Quarrata, Valenzatico e Bottegaccia, insieme al Cral Breda.

MASSA IN TESTA. Secondo i dati del Monopolio di Stato nel 2010 la provincia toscana che ha giocato di più è quella di Massa Carrara con 236 milioni di euro (circa 1.189 euro per ogni cittadino) che la fa balzare anche alla quindicesima posizione della classifica nazionale delle provincie che hanno giocato di più. Seguono Lucca (1.155 la spesa pro capite e 435 milioni il totale), Livorno (1.127 pro capite, oltre 270 milioni totali), Pistoia (1.026 pro capite e 281 milioni totali), Prato (961 euro e 224 milioni totali), Arezzo (945 euro per un totale di 312 milioni), Firenze (888 euro pro capite per un totale di 851 milioni), Grosseto (833 euro pro capite per un totale di 180 milioni), Siena (807 euro per 209 milioni totali) e Pisa (728 euro pro capite e totale 285 milioni).

Recensione: La vergine eterna

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Ero un bimbo e lei una bimba, / in questo remoto regno in riva al mare: / Ma ci amavamo d’un amore che era più che amore/ io e la mia Annabel Lee/ d’un amore che gli alati serafini del Paradiso invidiavano a lei e a me

Annabel Lee è una figura eterea appartenente al mondo onirico di Edgar Allan Poe che nel libro di Kenzaburō Ōe si trasforma in un’immagine ossessiva, dalla quale la protagonista, Sakura San, non riesce a liberarsi nonostante sia trascorso molto tempo ad Est.

La stessa visione di Annabel è trattenuta nel cassetto della memoria di uno scrittore emergente (Kenzaburo) che in passato ha visto Sakura interpretare il personaggio in un film, ne è rimasto incantato e non ha mai dimenticato quella scena giovanile.

Adesso, a distanza di anni, contattato da un vecchio amico divenuto produttore (Komori), ha la possibilità di riadattare un manoscritto (Micheal Kohlhaas) per una versione cinematografica dove la sfuggente bellezza asiatica può figurare come prima attrice.

L’idea iniziale ha lo scopo, dunque, di realizzare una promettente pellicola per offrire al giovane romanziere l’opportunità di far emergere il suo talento e concedere alla storica artista di esprimersi con una vicenda che coinvolga il suo animo appassionato.

Attraverso la stesura del futuro Micheal Kohlhaas cominciamo a conoscere lentamente il personaggio di Sakura, donna che non si concede molto attraverso le parole, ma più spesso sembra essere avvolta da misteriose nubi o da un’imperscrutabile foresta, la stessa dove anni fa si è svolto il potente dramma in stile kabuki: La madre di Meisuke.

L’antica rappresentazione è il precedente che si interseca con la preparazione del film attuale, un trascorso che infiamma l’immaginazione dell’attrice e diventerà il suo vero strumento di riscatto e rivendicazione femminile.  Sakura, in giapponese ciliegio, simbolo della tradizione nipponica, è qualcosa che va oltre il concetto di una bellezza effimera che sfiorisce, ma incarna con più probabilità, in questo frangente, una figura che attraversa ogni età della donna.

Nel corso del libro, la immaginiamo giovane e innocente, la incontriamo cresciuta, la ritroviamo alla fine della sua vita mentre si batte per difendere a fatica una dignità mai sopita.

Lo scrittore che incentra il libro sulla sua presenza la dipinge con lampi chiaro-scuri, ma sempre con tratti delicati ed evita sbavature eccessive o toni melò- drammatici, nonostante il soggetto proponga una tematica che penetra in dimensioni cupe e torbide.

Il premio Nobel Ōe è, infatti, autore esperto e raffinato e seppur si muove tra le pieghe della storia con un certo sapore nostalgico, non ostenta mai una forma di eccessivo sentimentalismo, ma tocca il cuore della sua eroina nelle cavità più private con la delicatezza di un chirurgo esperto.

Lo sguardo dell’autore che dall’alto non perde mai di vista la sua interprete principale, si conferma nella descrizione degli altri personaggi che seppur rilevanti, risultano finalizzati a chiarire la natura dell’attrice e a redimere il suo animo imploso, davanti alla cui liberazione il lettore non può che tacere con profondo rispetto.

 

 

 

 

 

 

 

Impianto di riciclaggio va a fuoco, fiamme sospette

“Puzza di bruciato” l’incendio che stamani ha distrutto l’impianto della ErreErre di Massa Carrara, e non solo per colpa del fumo nero che ha invaso il cielo sopra la zona industriale.

IMPIANTO SOTTO SEQUESTRO. Lo stabilimento “Recupero Risorse”, infatti, da maggio era stato posto sotto sequestro dalla magistratura per un’inchiesta sui finanziamenti europei utilizzati per la sua costruzione, e da qualche giorno il tribunale di Massa aveva dichiarato il fallimento della società.

LE INDAGINI. Poi, stanotte, l’incendio. Le fiamme sono divampate poco prima delle 5 da una vasca ancora piena di rifiuti e sono ora in corso le indagini per accertarne le cause.

Frey, martedì l’ultimo giorno in viola?

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L’avventura di Seba Frey in maglia viola sarebbe ai titoli di coda.

LE VOCI. Questo, almeno, è quanto emerge da alcune voci che hanno preso a circolare insistentemente a Cortina, dove la Fiorentina sta svolgendo la preparazione estiva. Secondo alcune indiscrezioni, già domani potrebbe essere l’ultimo giorno in maglia viola del portiere francese: in mattinata, infatti, sarebbe stato trovato l’accordo con il Genoa.

VERSO GENOVA. Già, sarebbe quella la destinazione di Frey. I rossoblu – si sa – sono alla ricerca di un portiere dopo la stagione non esaltante di Eduardo, e Frey è stato fin da subito in cima alla lista delle priorità del club ligure. E ci si è poi messo il grave infortunio occorso a Viviano (altro portiere su cui il Genoa aveva messo gli occhi) a far puntare tutto su Frey.

A FIRENZE DAL 2005. Frey era arrivato a Firenze nel giugno del 2005, dopo quattro stagioni a Parma.