domenica, 2 Ottobre 2022
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Caso Menarini, scoperto un archivio a Lugano

Revocata la richiesta di commissariamento per la multinazionale farmaceutica Menarini, con sede a Firenze. Ma le indagini vanno avanti: scoperto e sequestrato a Lugano una sorta di archivio consistente in 40 scatoloni con documenti relativi a società estere.

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Revocata la richiesta di commissariamento per la multinazionale farmaceutica Menarini, con sede a Firenze. Ma le indagini vanno avanti: scoperto e sequestrato a Lugano una sorta di archivio consistente in 40 scatoloni con documenti relativi a società estere.

TRUFFA. Al centro dell’inchiesta, che vede indagati i vertici del gruppo, l’ipotesi di truffa al Servizio sanitario nazionale, evasione fiscale e riciclaggio. Nonostante la revoca di commissariamento, avvenuta in seguito al pagamento all’Agenzia delle entrate di 372mila euro circa da parte della Menarini, “l’inchiesta va avanti – sottolinea il procuratore Giuseppe Quattrocchi – ci sono posizioni soggettive da valutare ed è presto per parlare di chiusura delle indagini”. Sul commissariamento adesso si dovrà pronunciare il Gip, che ha fissato la prossima udienza per giovedì 28 luglio.

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L’ARCHIVIO SEGRETO. Nel frattempo è stato scoperto e sequestrato in un appartamento di Lugano, in Svizzera, una specie di archivio costituito da una quarantina di scatoloni. Al loro interno una serie di documenti relativi alla costituzione di società estere, riconducibili al gruppo Menarini. Secondo l’accusa si tratterebbe di società che si occupavano dell’acquisto di principi attivi per la produzione di farmaci, ma anche di società aperte a Panama per sfruttare il cosiddetto “scudo fiscale”. Secondo quanto emerge, l’appartamento era nella disponibilità di una persona di fiducia di Alberto Aleotti, 87 anni, patron della Menarini.I documenti sono già allo studio degli inquirenti fiorentini.

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