giovedì, 29 Ottobre 2026
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Salvò 2 ebrei: riconoscimento per Maria Agnese Tribbioli

Accolse due giovani fratelli ebrei nella casa delle Pie Operaie di via dei Serragli, e ai due ufficiali delle SS che vennero a compiere un rastrellamento lei, di corporatura minuta e ‘armata’ solo di un crocifisso tra le mani, rispose fermamente che “Qui non ci sono ebrei, ci sono solo figli di Dio, e anche voi siete figli di Dio”.

C’è anche questo episodio nelle motivazioni della medaglia e della pergamena che attesta l’iscrizione quale ‘Giusta fra le Nazioni’ nel museo dell’Olocausto di Gerusalemme che verranno consegnate domani alla memoria di madre Maria Agnese Tribbioli, fondatrice della Congregazione delle suore Pie Operaie di San Giuseppe. La cerimonia si svolgerà a partire dalle 10.30 nel Salone dei Cinquecento. Parteciperanno tra gli altri il sindaco, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il rabbino capo di Firenze Joseph Levi, l’ambasciatore d’Israele in Italia Gideon Meir, e madre Marta Lombardi, superiora generale delle Pie Operaie di San Giuseppe.

A promuovere il riconoscimento presso l’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme sono stati proprio i due fratelli salvati da madre Maria Agnese, Vittorio e Cesare Sacerdoti, figli di Simone Sacerdoti, in seguito rabbino capo di Ferrara. L’iscrizione della madre come ‘Giusta fra le nazioni’ nel museo dell’Olocausto è un alto riconoscimento che viene conferito a persone che nei terribili anni della razzia nazi-fascista hanno salvato vite di ebrei a concreto rischio della loro propria vita.

I due fratelli furono accolti e ospitati dalla suora fondatrice con la loro madre insieme ad altre madri con bambini in via dei Serragli. Erano i giorni in cui a Firenze i siti religiosi, come il convento del Carmine, venivano setacciati dai nazi-fascisti alla ricerca di ebrei. Dopo la visita degli ufficiali nazisti e la razzia al convento, madre Agnese era fortemente preoccupata per la sorte dei suoi ospiti e delle sue consorelle, le quali ignoravano che si trattasse di ebrei e non di semplici sfollati. Quindi attraverso l’organizzazione che faceva capo alla Curia e all’impegno di monsignor Meneghello (segretario particolare del cardinale Elia Dalla Costa), gli ospiti furono evacuati e sistemati in altri ricoveri più sicuri. I due fratelli (sotto il falso nome di fratelli Bellucci) furono presi in consegna da don Giulio Facibeni, che li portò nell’orfanotrofio della Madonnina del Grappa a Montecatini, in salvo fino alla Liberazione di Firenze.

I bambini dicono no alla mafia

“La mafia è una macchia nera da sconfiggere, è possibile? Si, solo se noi lo vogliamo”. “Paolo Borsellino e la sua scorta resteranno nei nostri pensieri”. “I mafiosi sono persone cattive”. Solo alcuni pensieri di bambini della quarta e quinta della scuola elementare Giovanni Pascoli di Corniola, una frazione di Empoli, che sono diventate frasi riportate su un cartoncino e da oggi appese agli “Alberi degli eroi civili” in piazza Beccaria.

I 6 “Alberi degli eroi civili” (pyrus calleryana “chanticleer”) furono piantati il 15 gennaio scorso dall’assessore all’ambiente alla presenza di Salvatore Borsellino, in memoria di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina, le vittime della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992. Il progetto “Gli alberi degli eroi civili” consiste nella piantumazione di un albero con dedica in aree, piazze o giardini della città, è stato inaugurato nello scorso mese di settembre con un acero rosso piantato in piazza Beccaria per ricordare Teresa Sarti Strada, fondatrice e presidente di Emergency.

“La giornata di oggi – spiega una delle insegnanti – rientra nel progetto di sostegno alla legalità e alla cittadinanza attiva che portiamo avanti già dallo scorso anno assieme all’Arci e all’associazione Libera Terra. I bambini hanno imparato a conoscere il fenomeno mafioso e che l’omertà e il silenzio aiutano ad alimentarlo. Per questo anche piccoli gesti come quello di oggi sono molto importanti”.

Foto dal cielo per monitorare l’amianto

Non ci sono zone veramente a rischio amianto in città. L’unica, forse, è il Teatro del Comunale, dove da tempo i tecnici specializzati stanno lavorando per rimuoverlo. Di piccoli manufatti prodotti con il minerale, però, è piena anche Firenze. L’eternit era talmente resistente che si è diffuso ovunque e per produrre gli oggetti più svariati, dai pannelli coprimuro ai cassonetti. Ma il suo vero utilizzo sono state le coperture: ce n’erano di tutti i tipi, dai tetti degli stabilimenti alle tettoie dei capanni in giardino. E in gran parte sono ancora lì.

Proprio per questo il Comune ha predisposto un censimento di tutte queste coperture. Il progetto è guidato dall’architetto Stefano Cerchiarini, della direzione Ambiente, affiancato da una squadra di tre esperti. Per portarlo a termine utilizzeranno le foto aeree della Regione Toscana e le carte con la destinazione d’uso dei vari edifici. “Controlliamo due tipi di strutture: quelle dove il pericolo di trovare amianto è più alto, come le stazioni o le tettoie, e quelli dove è bene controllare che non ve sia, come gli ospedali, le scuole o i complessi sportivi” racconta Cerchiarini. Sul computer si alternano le 310 foto con le relative mappe. Si notano i diversi colori che segnalano le varie strutture da tenere sotto attenzione.

Sono tante, 14mila, ma erano 30mila alla partenza. Il primo passo è capire dalle immagini di che coperture si tratta. Il mouse punta su una fabbrica. “Esclusa, ha il tetto rosso, l’amianto è sempre grigio”, sentenzia l’architetto. Accanto ci sono due piccole tettoie: “Ecco, questa è di amianto. È ondulata e grigia scura. Questa no, è grigia ma è chiara, è metallica”. Ma dove gli alberi o l’ombra coprono la visuale, l’unica soluzione è il sopralluogo “o nuove foto digitali, più precise”, ma anche più costose. “Servirà un anno per lavorare sulle immagini e tutto il 2011 per i controlli, laddove ci saranno dubbi”. Alla fine, però, sarà più facile per le autorità assicurarsi che nessuno smaltisca abusivamente una tettoia o la lasci degradare. Oltre alle coperture, ci sono molti altri manufatti in eternit presenti nelle case dei fiorentini, dai caminetti ai tubi. Un’infinità, difficile da togliere.

La delibera del ’97 della Regione Toscana, che ne regola la manutenzione, è vaga” sostiene Marco Maselli, dell’ufficio Igiene Pubblica del Comune “dà dei valori a seconda dell’età del manufatto e del suo stato di degrado, ma quest’ultimo non è facile da definire, non è oggettivo”. Perciò non sono rari i casi in cui una richiesta di mettere in sicurezza un cassonetto interno finisce davanti al Tar. “E l’esito non è scontato”.

 

“Pericolose le rimozioni fai-da-te”

La pericolosità dell’amianto è ormai risaputa. Le numerose inchieste aperte sulle morti che ha provocato hanno fatto storia. Le grandi aziende dove si lavorava, come la Eternit di Casal Monferrato, hanno avuto centinaia di morti tra i propri operai. Ma sul territorio fiorentino fabbriche di questo tipo non esistevano. Una fortuna, come confermano i dati. Se si pensa che a Monfalcone, in Friuli, cittadina di 28mila abitanti, negli ultimi vent’anni ci sono stati 260 casi di mesotelioma, il tumore provocato dal minerale, i 179 della provincia fiorentina sono ben altra cosa.

Nonostante il commercio di manufatti in amianto sia vietato dal ’92, la legge non vieta di tenere quelli esistenti, a patto che siano in buono stato. E a Firenze ce ne sono eccome. Le malattie che questo materiale produce sono due. La asbestosi, che si sviluppa anche dopo decine di anni in chi ha lavorato con il materiale, e il mesotelioma, per chi è stato a contatto, inalandone le fibre. Se la prima non può più spaventare, i secondi sono un pericolo ancora attuale.

I casi di asbestosi sono pochissimi a Firenze, stanno scomparendo – spiega il dottor Giuseppe Petrioli, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl 10 – Erano casi mortali, si bloccavano i polmoni. Ma ormai parliamo solo di qualche ex operaio di trent’anni fa, che o ha lavorato nelle officine di Ataf e Ferrovie dello Stato, oppure era emigrato al nord”. L’amianto è il cancerogeno più potente che si conosca, perché le fibre si possono sprigionare nell’aria. “Più è friabile e più è dannoso – spiega il dottor Andrea Galanti, che si occupa di prevenzione nei luoghi di lavoro – Per fortuna nell’edilizia è spesso presente come eternit, quindi compatto e coperto dal cemento. Però l’eternit copre gran parte dei capannoni industriali, specie nella Piana”.

La legge aiuta i lavoratori, obbligando il datore di lavoro a controllare la sicurezza dell’ambiente. Ma si sa che sono meno al sicuro dei tecnici specializzati che rimuovono l’amianto, coperti da tute adatte. I pericoli non sono comunque elevati, esclusi casi ben determinati, soprattutto nelle abitazioni, dove le persone passano più tempo e in spazi più ristretti. “Un tubo di eternit non è dannoso se è in buono stato. Ma se un muratore lo rompe, le fibre si diffondono in tutta la casa – ricorda il dottor Luciano Tiracorrendo, specialista in igiene pubblica – Se poi questi manufatti vengono polverizzati con trapani o flessibili, il problema si fa veramente serio”. Per questo è consigliabile che le valutazioni e le rimozioni di tali oggetti siano realizzate da ditte specializzate, anche se è possibile toglierli da soli. “Esiste un kit, reperibile all’Asl o al Quadrifoglio – racconta Petrioli – Ma va bene solo per le piccole cose”. Anche perché per smaltire una tettoia di eternit non si può buttarla nel cassonetto.

Strade, ancora lavori

Ancora lavori, tra quelli che si concludono e quelli in programma, sulle strade fiorentine.

VIA TOZZETTI. Questa mattina è stata riaperta in anticipo via Tozzetti. La strada era chiusa dall’inizio di marzo per effettuare i lavori di rifacimento della carreggiata a seguito di uno sprofondamento del piano stradale.

VIALE MILTON. Sabato 20 marzo, invece, sono in programma gli interventi di realizzazione della segnaletica relativa agli attraversamenti pedonali in viale Milton. Sono previsti restringimenti di carreggiata per il tempo necessario all’effettuazione dei lavori.

Viola al lavoro, sabato c’è il Genoa

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Dopo la doppia seduta di ieri fatta svolgere da Prandelli alla squadra, la Fiorentina continua ad allenarsi in vista della prossima partita di campionato, in programma sabato alle 18 contro il Genoa di Gasperini.

L’anno scorso le due squadre si giocavano l’ingresso in Champions League, questa stagione per la Fioentina molte cose non sono andate per il verso giusto, ma la vittoria di Napoli, ottenuta in rimonta, ha ridato morale alla squadra, che ora vuol disputare un finale di stagione da protagonista.

Battendo i rossoblu, la Fiorentina arriverebbe a un solo punto di distanza dal Genoa, e la classifica cortissima di quest’anno, con molte squadre raccolte in pochi punti, lascia ben sperare per il futuro.

Intanto, in vista della gara di campionato di sabato, oggi parlerà Mario Alberto Santana.

 

Il settebello infiamma Firenze e batte la Francia

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Sandro Campagna ci tiene a vincere e schiera solo i migliori. Mette in vasca il biancorosso della Rari Nantes Florentia Federico Lapenna ma lascia l’altro fiorentino Giacomo Bini tra le riserve con Mirarchi e Pastorino. Nel primo tempo dopo una fase di studio sblocca il risultato Figlioli per gli azzurri e, dopo il momentaneo pareggio di Camarasa, arrivano i gol di Felugo e Presciutti a fil di sirena. Secondo tempo tutto di marca italiana. Gallo e Fiorentini portano a cinque le marcature per l’Italia e dopo la rete dei galletti con Audon arrivano altre tre reti con Figlioli, Giacoppo e, ancora, Gallo. Nel terzo tempo la Francia allenata da Kovacevic si propone timidamente in avanti e riesce a realizzare l’unica rete del parziale con Bodegas. E’ solo un momento di black out per gli azzurri che nell’ultimo quarto tornano stratosferici con Gallo (tripletta finale) e con una doppietta di Felugo (anche per lui saranno tre le realizzazioni personali a fine gara) intervallate dalla doppietta di Jablonski.

La Francia rimane fanalino di coda a quota zero, l’Italia mantiene il comando del girone con 15 punti, tre in più del Montenegro che, in contemporanea, ha regolato la Germania 7-5. Adesso il match verità si giocherà in Montenegro il prossimo 20 aprile. L’Italia che vuole accedere alla Final Eight che si svolgerà dal 12 al 18 luglio non può fallire il match che può regalare la qualificazione. Rimane la convinzione che quando a Firenze si svolge un grande evento con la presenza della nazionale italiana il pubblico risponde con grande passione.

La 100 km del Passatore 2010

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E’ attesa anche l’iscrizione di Monica Carlin, reduce da un recente infortunio, vincitrice nel 2006 e 2008, nonché detentrice del record femminile della corsa: 7h39’43”. A loro vanno aggiunti, tra gli altri, circa trenta fondisti provenienti da undici paesi (Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Irlanda, Senegal, Spagna, Sudafrica e Russia). I podisti che si iscriveranno entro il prossimo 15 aprile 2010 riceveranno il pettorale di gara personalizzato con il loro nome e cognome. Un particolare impegno è assicurato dai podisti del gruppo sportivo della associazione, che ha recentemente rinnovato le cariche sociali (Lorenzo Leoncavallo, direttore sportivo; Giovanni Buldrini, vicedirettore sportivo, Alberto Amaretti, segretario, Daniele Gherardelli, tesoriere): saranno presenti con lo stand della ‘100 Km’ alle gare del “Trittico di Romagna”: il 5 aprile a Russi (Maratona del Lamone), il 25 aprile a Castel Bolognese (50 Km di Romagna) e il 28 maggio a Faenza (vigilia della 100 Km del Passatore); nella serata dello stesso giorno cureranno inoltre il “Pasta-Party” allestito al Rione Nero. Al ritrovo conviviale di podisti e sostenitori della vigilia parteciperanno anche i top runner, i quali, nel corso di una simpatica cerimonia, ritireranno i pettorali gara. Confermato infine il sostegno di enti istituzionali (Comuni di Firenze e Faenza, Consorzio Vini di Romagna, Società del Passatore, Uoei) e sponsor (Banca di Romagna, Banca CR Firenze, Fondazione Banca del Monte Cassa di Risparmio, Friliver-Bracco, Coop Adriatica, Gemos, Ctf, Oliviero Abbigliamento e Moreno Motor Company).

Finali Uisp di corsa campestre il 21.03 a Campi B.

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E’ prevista una massiccia partecipazione di atleti. Al momento gli iscritti sono oltre mille, ma con ogni probabilità si toccherà quota 1.500. E’ possibile iscriversi fino a giovedì 18 marzo inviando una e-mail a [email protected] oppure un fax al numero 055/785305 (informazioni al numero 335/7370575). Alla Corsa campestre ci saranno atleti da ogni regione d’Italia, molti dei quali arriveranno in pullman grazie ai viaggi organizzati dalle varie società sportive.
Numerose le tipologie di corse in cartellone. In programma sia le gare competitive sia quelle non competitive. Tutte le fasce di età potranno partecipare alla corsa campestre. Previste infatti gare per le categorie Primi Passi, Pulcini, Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Senior e Veterani. Numerosi i percorsi: dagli 8 chilometri dei Senior ai 400 metri riservati ai bambini della categoria Primi Passi.

La Corsa campestre è organizzata e promossa da Comune di Campi Biesenzio, Atletica Campi Universo Sport, Lega atletica leggera Uisp Toscana. La gara sarà trasmessa giovedì 1° aprile alle ore 22.15 dall’emittente televisivo Toscana Tv.

“Sarà una giornata di sport e di festa – spiega Fabio Fiaschi, presidente della Lega atletica leggera della Uisp Toscana – alla quale parteciperanno proprio tutti: dai bambini di cinque anni, che si metteranno alla prova nei perocrsi di 400 metri, fino agli over 80, mai sazi di sport e protagonisti di alcuni percorsi. L’invito è quello di iscriversi alle varie gare non soltanto per sport e agonismo, ma anche per trascorrere una piacevole giornata nell’ambiente naturale del parco di Villa Montalvo”.

Informazioni Ufficio Sportivo Comune di Campi Bisenzio:
[email protected]

1600 case popolari e a canone agevolato in Toscana

Sono 693 le case popolari che giacevano vuote perché in stato di degrado, al momento in fase di riqualificazione. Altre 520 sono case popolari ricavate da immobili di proprietà pubblica o sono frutto di acquisto o di nuova costruzione. Infine altre 378 sono case da destinare in affitto a canone sostenibile.

3000 NUOVE CASE E PIU’ DI 10MILA ALLOGGI. A questi interventi si aggiungono gli altri, avviati con la riprogrammazione di oltre 200 milioni di euro effettuata negli ultimi due anni e quelli che la Regione ha anticipato sul piano casa del Governo Prodi, per 31,5 milioni. In totale a livello regionale sarà possibile disporre di 3mila alloggi di nuova costruzione e intervenire su 10.294 alloggi con opere di riqualificazione e manutenzione straordinaria.

Complessivamente si tratta dell’intervento più consistente sull’edilizia residenziale pubblica effettuato in Toscana negli ultimi anni.

IN 19MILA IN LISTA D’ATTESA. Nella regione sono attualmente in lista per una casa popolare circa 19mila persone, mentre circa 20mila persone ogni anno sono costrette ad accontentarsi di un modesto contributo per sostenere l’affitto di una casa che, in mancanza di alloggi popolari, hanno dovuto reperire sul libero mercato.

Alluvioni in Toscana, danni per oltre 517 milioni

La stima è stata annunciata dal Commissario delegato per il superamento dell’emergenza-alluvione Claudio Martini, al termine dell’incontro del comitato istituzionale tenuto questa mattina presso la Provincia di Lucca, alla presenza dei presidenti delle province più danneggiate e dei rappresentanti di Anci e Uncem.

Sarà questo, ha spiegato il Commissario, il riepilogo ufficiale che la Toscana trasmetterà alla protezione civile nazionale, accompagnato dalla richiesta, concordata da tutti i soggetti coinvolti, di ottenere con urgenza nuovi fondi oltre ai 12 disponibili in questo momento e ai circa 60 attesi come parte dello stanziamento inserito per Toscana, Liguria e Emilia-Romagna nel cosiddetto decreto-Abruzzo e non ancora ripartiti.

Il totale dei fondi annunciati è comunque ritenuto “assolutamente insufficiente” rispetto alle necessità reali e per questo, ha annunciato il Commissario, le tre Regioni promuoveranno un’iniziativa comune nei confronti del Governo per richiedere uno stanziamento adeguato.

Le amministrazioni toscane danneggiate, 169 dei 287 Comuni, nove Province e numerose comunità montane, hanno già speso un totale di 19,6 milioni per gli interventi più urgenti.

Il totale dei danni lamentati dai cittadini (12,5 milioni) e dalle imprese (153,2 milioni), ammonta a 165 milioni di euro, cifra che mancava ancora dalle stime iniziali come i 4,6 milioni di euro necessari per la sistemazione dell’Aurelia nei pressi di Migliarino.

È invece di 327,5 milioni il conto complessivo delle opere necessarie al ripristino della restante viabilità danneggiata, al rifacimento di opere e strutture pubbliche, alla stabilizzazione di versanti e corsi d’acqua e alle opere di difesa idraulica.