sabato, 16 Gennaio 2021
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Crivelli in mostra a Fiesole

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L’esposizione, curata dal professor Stefano De Rosa, comprende circa 70 opere, scelte fra paesaggi, nature morte, ritratti, soggetti religiosi.

Fiesole apre alla mostra del Maestro i luoghi fiesolani, in particolare la Basilica di Sant’Alessandro, un’area grande e già di per sé artistica, capace di amplificare e restituire uno “spazio” mentale al racconto artistico di Crivelli.

Fiesole, sempre in linea con la volontà di percorrere un importante dialogo con l’arte contemporanea, inserisce come seconda mostra della stagione espositiva un omaggio al contributo artistico che ha voluto rendere Renzo Crivelli al mondo dell’arte. Un contributo importante, che ha segnato in modo personale una parte rilevante della cultura del Novecento, nella quale la sua voce e i suoi colori sono stati apprezzati e amati per la leggera e silente profondità delle sue opere.

Sabato 15 marzo 2008,  è previsto un sevizio di navette gratuita con partenza dalle ore 16.00 da piazza Mino fino  alla sede espositiva della Basilica di Sant’Alessandro.  Orario 15.00 – 18.00 chiuso martedì e mercoledì. Fino al 30 marzo.

La biografia 

Nato a Sarsina (Forlì) nel 1911, Renzo Crivelli si stabilì a Firenze fin dall’infanzia e fuse la propria vicenda umana e artistica con le sorti del Novecento fiorentino.

Si formò all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Felice Carena, di cui divenne allievo e amico, e con l’affettuosa amicizia di Ennio Pozzi. Si nutrì della cultura artistica filtrata dalla lettura di Ugo Ometti e dalle visite di Chiese e Musei.

Si affacciò sulla scena artistica verso la fine degli anni ’30 e il suo esordio ricevette il consenso di Roberto Longhi, che acquistò una sua opera. Dopo la Seconda guerra mondiale, nella città ferita, Crivelli svolse un’intensa attività di organizzazione culturale attraverso l’Associazione Il Chiostro Nuovo, dove a fianco di La Pira, Bargellini, Padre Balducci e artisti suoi solidali, come Pietro Parigi, i fratelli Sanzio e Goffredo Trovarelli, Bruno Bramanti e altri ancora, indicò la possibilità di un rinnovamento culturale attraverso il magistero cristiano. Dopo che il suo impegno con l’Associazione terminò, Crivelli proseguì nella sua attività di Pittore, decoratore e architetto. La Chiesa della Madonna della Tosse, a Firenze, reca impresso il suo timbro di artista moderno con un retaggio rinascimentale. Crivelli ha lavorato esprimendosi compiutamente in diversi linguaggi, ma sempre con il peso di una personalità sincera, fresca, autentica. E’ stato pittore da cavalletto e maestro frescante. Come pittore negli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale ha lavorato come se ogni sua opera fosse il testo definitivo prima del congedo.

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