Ballantini ha i primi incontri con la pittura già tra le mura di casa, con il padre che dipinge in stile neorealista e gli zii post-macchiaioli. E’ colpito dalle riproduzioni delle opere di Guttuso e Picasso, viste nei volumi degli Editori Riuniti distribuiti dal padre. Dopo aver frequentato un corso di tratteggio tenuto dal Prof. Giulio Guiggi (1912-1994) si iscrive all’indirizzo artistico del Liceo Sperimentale di Livorno, dove è allievo di Giancarlo Cocchia (1924-1987), diplomandosi nel 1984. Finito il liceo conosce e frequenta il pittore Maurilio Colombini e il gallerista Cesare Rotini (1945-2008) cominciando ad esporre nell’ambito Livornese-Toscano. Da allora la carriera televisiva si affianca alla carriera artistica. Due aspetti che in Ballantini convivono anche se ben separati nella realtà: divertente e solare nelle rappresentazioni dei personaggi più noti, nella pittura esprire l’inquetudine di vivere, l’aspetto cupo del quotidiano, il tormento degli interrogativi che ciascuno di noi ogni giorno si pone. Dopo numerosi esposizioni tra le quali Verona – Galleria Ghelfi – Milano – Galleria Artesanterasmo- Genova – Galleria Rotta – Napoli – Castel Dell’Ovo, anche a Bologna una mostra, quella di Ballantini, che si propone essere sicuramente l’occasione per conoscere un artista sfaccettato e di talento, ma anche il contesto giusto per una riflessione su sé, sulla vita e sui sentimenti. Sito web dell’artista: www.darioballantini.it.