Il nuovo museo resterà infatti aperto fino alle 22 dando la possibilità, a chi non ha ancora visto l’esposizione, di passare una serata tra opere uniche di un periodo storico artistico fondamentale per il nostro paese. Coloro che decideranno di sfruttare questa apertura straordinaria potranno inoltre consumare dalle 19.30 un aperitivo e incontrare, in modo informale, uno dei curatori della mostra.

Sarà pricipalmente una festa di chiusura e un arrivederci a settembre con la mostra “Man Ray. The Fifty Faces of Juliet 1941-1955”. I curatori della mostra, Francesca Romana Morelli e Maurizio Vanni, e tutto lo staff organizzativo del Lu.C.C.A. sono estremamente soddisfatti del risultato raggiunto dal primo evento inaugurale: sono state infatti oltre settemila le persone che hanno visitato il museo nei primi tre mesi di apertura (106 giorni dall’inaugurazione alla chiusura della mostra), numeri amplificati dagli eventi by night organizzati negli spazi versatili del museo dal 10 maggio ad oggi. Anche il presidente, Angelo Parpinelli, è rimasto colpito dal risultato raggiunto dagli eventi serali:  “È stato stupefacente vedere la partecipazione di tanti giovani durante le notti bianche del museo: un entusiasmo contagioso, frizzante e attivo che ha creato quella interazione tra museo e città che tutti ci auguravamo. Naturalmente siamo ancora agli inizi, ma la strada intrapresa ci sembra quella giusta”.

Quella delle “notti bianche” è stata una scomessa vinta e per questo ripetuta più volte nel corso degli ultimi mesi. Questi appuntamenti, che si sono sempre svolti il lunedì sera (giorno di abituale chiusura del museo) dalle 19 alle 24 circa, hanno permesso, anche a chi durante il giorno non ne aveva la possibilità, di far visita al centro espositivo godendosi il piacere dell’arte o semplicemente di sorseggiare un drink nella caffetteria e nell’area lounge. Performance, istallazioni, video-istallazioni o creazioni interdisciplinari live, ma anche dj set, musica dal vivo e happy hour. “Vivere la genesi di un quadro – continua Parpinelli –, vedere un personaggio di un dipinto uscire dalla tela e muoversi tra le persone oppure percepire un lavoro artistico attraverso stimoli acustico-tattili crea quelle sollecitazioni inattese che permettono, anche a chi abitualmente non frequenta musei, di percepire le proposte più ardite legate all’arte della nostra contemporaneità”. Il 23 agosto il museo aprirà come sempre alle 10.00 con orario continuato fino alle ore 22.00. Dalle 19.30 aperitivo presso il Café del museo. La biglietteria chiuderà alle ore 21.00 (biglietto unico ridotto 5,00 €).

La mostra in corso

L’evento Un mondo visivo nuovo. Origine, Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni ’50, a cura di Francesca Romana Morelli e Maurizio Vanni, affronta il dibattito scaturito all’interno del gruppo Origine, formato nel 1950 da Mario Ballocco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi e Ettore Colla. L’esperienza del Gruppo Origine si chiuse nell’aprile del 1951 e l’anno successivo nacque la Fondazione Origine, centro di riferimento internazionale per l’approfondimento delle problematiche e la divulgazione dell’arte astratta. La Fondazione opererà sino al 1958, con il coinvolgimento di un ampio numero di artisti: Emilio Vedova, Atanasio Soldati, Afro, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Edgardo Mannucci, Mimmo Rotella.
Per questi artisti l’arte astratta appare il linguaggio più adeguato a scandagliare e a interpretare la natura del proprio tempo e ad andare alle radici della coscienza del fare arte. Il principio e il rigore funzionale della forma rispondono alla convinzione che  le “immagini” pure ed elementari e la “percezione visiva” sono per l’uomo contemporaneo gli strumenti ideali per intraprendere questa esplorazione conoscitiva.

In mostra circa  cinquanta opere (tra dipinti e sculture), molte delle quali apparse nelle mostre dell’epoca, sulla rivista della Fondazione “Origine” o appartenute agli stessi artisti e architetti; nel complesso queste evidenziano le ricerche dei singoli artisti nelle fasi del periodo preso in considerazione. Il percorso espositivo si divide in quattro sezioni: una sezione introduttiva per conoscere i protagonisti del gruppo, con foto dell’epoca, documenti originali e numeri di “Arti visive”, l’organo letterario della Fondazione. Il cuore della mostra è dedicato ai fondatori di Origine:  Ballocco, Burri, Capogrossi e Colla, rappresentati da circa tre opere ciascuno. Le sale più piccole sono dedicate a Piero Dorazio e Achille Perilli, che ebbero un ruolo incisivo nei primi anni della Fondazione Origine e a tutti quegli artisti che segnarono il percorso da un astrattismo rigoroso, come Atanasio Soldati e Mario Nigro, verso l’informale in tutte le sue declinazioni: Accardi, Vedova, Afro, Sanfilippo, Turcato, Mimmo Rotella e un vecchio maestro ancora interessato alla sperimentazione quale Enrico Prampolini.

Una terza sezione è dedicata invece ai “padri” storici, quali Kandinsky, Sonia Delaunay e Balla. Una grande sala accoglie un’opera di maestri stranieri con cui gli artisti di Origine trovarono delle affinità elettive: da Hans Hartung a Corneille, da Arp a Sebastian Matta, da Max Bill a Ben Nicholson. Conclude l’itinerario espositivo una quarta sezione che mostra le strade individuali prese in seguito da alcuni protagonisti, documentate da un’opera eseguita tra gli anni ’60 e ’70  ciascuna di grande impatto visivo: Capogrossi, Colla, Dorazio, Burri, Ballocco e Perilli.

Info:
Lu.C.C.A.
Via della Fratta, 36 – Lucca
Tel. O583 571712
Fax 0583 950499
[email protected]
www.luccamuseum.com