sabato, 19 Settembre 2020
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Per chi non vede l’inglese è a portata di… joystick

Sembrano già lontani i tempi in cui per i non vedenti esisteva solo il classico libto abbinato ad un audio. Adesso invece per imparare l'inglese insieme agli altri studenti è sufficiente un joystick.

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18 mesi di sperimentazione, ma finalmente il progetto può essere presentato al pubblico: un nuovo sistema rivoluzionario per far apprendere la lingua inglese anche a chi non vede. Il sistema si basa sull’utilizzo di un joystick attraverso il quale lo studente potrà non solo svolgere tutti quegli esercizi che per essere risolti non comportano, ovviamente, l’utilizzo della vista, ma anche “passeggiare” in una vera e propria aula virtuale, con tanto di cattedra e insegnante. Suoni e parole guideranno lo studente durante tutta la lezione di lingua.

ELLVIS. Il rivoluzionario programma di apprendimento è nato all’interno del progetto Ellvis (english language learning programme for visually impaired students), a sua volta inserito nel programma finanziato dalla Commissione europea “Lifelong Learning”, che ha visto insieme il centro Machiavelli e la sezione fiorentina dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, con funzione di coordinatori. La novità è stata testata, a partire dall’autunno 2009, tra gli studenti di ben cinque Paesi: Italia, Francia, Germania, Romania e Inghilterra.

INSEGNARE AGLI INSEGNANTI. Ma non è tutto. Il percorso all’interno del quale il progetto Ellvis si colloca, comprende anche Vet4Vip che mira a creare un pacchetto che “insegni agli insegnanti” come trattare la propria materia con allievi non vedenti e come usare e creare materiali educativi adatti. L’obiettivo ultimo è rendere possibile la creazione di classi in cui vedenti e non vedenti convivano e cooperino in uno stesso sistema educativo.

Joistick_dimostrazioneSTUDIARE O NON STUDIARE? “Tradizionalmente – dice il presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti Firenze Antonio Quatraro – un non vedente che avesse voluto imparare una lingua straniera avrebbe dovuto recarsi in luoghi speciali, appositamente strutturati per le sue esigenze. Se questi luoghi non fossero stati vicini, o se fossero stati addirittura lontani, avrebbe finito per rinunciare a studiare”. Ma “ciò che per noi conta davvero è proprio imparare, studiare, arrivare a sapere. Magari in vista di un colloquio di lavoro”. Il progetto Ellvis crea quindi le condizioni per cui questi luoghi si moltiplichino, avvicinandosi di conseguenza ad ogni persona non vedente che intenda imparare una lingua straniera.

“PER VIVERE UNA LINGUA”. E poi, secondo Quatraro: “Il recupero della manualità sarà una conquista per tutti, anche per chi riesce a vedere: perché una lingua non si parla e basta. Si vive”.

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