domenica, 31 Agosto 2025
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Recensione: La buona mediazione. Strumenti e tecniche per una conciliazione efficace

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Scritto da quattro donne (I. Buccioni, D. Catenacci, A. M. Palma, I. Venturi) La buona mediazione. Strumenti e tecniche per una conciliazione efficace (2011), è un breve manuale rivolto in primo luogo ai futuri mediatori.

Tuttavia le autrici, attraverso l’analisi del conciliatore, affrontano tematiche socio-antropologiche che si allontanano da un discorso puramente indirizzato ai soli addetti ai lavori. In seguito all’approvazione del decreto n° 28 (marzo 2010) si è costituita la figura del mediatore civile, nata con la funzione di risolvere le controversie sociali in modo alternativo e nello stesso tempo velocizzare i lunghi processi fino adesso agiti in sede legale.

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All’interno del libro vengono dunque analizzati i requisiti necessari che caratterizzano questa nuova realtà professionale descritta come “costruttore di ponti” e “scavalcatore di muri”.
Se pensiamo all’immagine di un ponte visualizziamo una struttura che unisce due parti divise tra loro; analogamente il conciliatore si configura proprio come il terzo elemento non equidistante ma “equivicino” tra le parti, che ha il compito di gestire un conflitto in atto.  
Nella nostra società contemporanea, come indica il testo, il conflitto viene ancora percepito come un tabù. Effettivamente il solo pensare alla parola conflitto riporta il nostro immaginario a situazioni violente, visioni con cui siamo abituati a confrontarci con troppa frequenza attraverso, ad esempio, la cronaca televisiva e che tendiamo spontaneamente a rimuovere.
Il lavoro di un buon mediatore si valuta quindi nella capacità di saper accettare e gestire un conflitto, in primo luogo personale (poiché ognuno si misura con la propria emotività), sospendere ogni eventuale giudizio sull’altro da sé e prepararsi all’ascolto predisponendosi ad una forma di partecipazione ed empatia.
Ciò su cui il libro, infatti, sembra spesso ritornare con insistenza e a più riprese, grazie anche all’esperienza delle autrici (due delle quali sono mediatrici professionali) è l’importanza nell’accogliere l’altro, nel riuscire ad ascoltare prima di imporre il proprio punto di vista.
Il conflitto è infatti un momento di forte tensione emotiva, lo scontro tra due parti che provano sensazioni contrastanti, ma che spesso sentendosi offese e in diritto di rivendicare le loro necessità non sono più capaci di fermarsi a guardare le motivazioni di chi hanno davanti.
Se “l’arte di ascoltare” sembra quindi qualità primaria del mediatore l’importanza della comunicazione, suo elemento complementare, è l’altro contenuto che questo testo analizza e ritiene necessario ai fini di una buona formazione della figura conciliatrice.
La comunicazione si muove su più livelli nella commedia umana e come sappiamo dagli studi antropologici di Mead e Bateson sul linguaggio del corpo, alla trasmissione verbale si aggiunge tutta la sottile rete del sistema paralinguistico. Da un lato dunque il mediatore attraverso le parole ha il compito di gestire creativamente i conflitti con semplicità e accoglienza, dall’altro, come un attore che ad ogni nuova parte indossa una diversa maschera, deve usare ecletticamente la propria faccia e la sua gestualità per creare un clima di fiducia ed empatia tra le parti.
Il lavoro del conciliatore diventa, dunque, con lo scorrere delle pagine un mestiere che risulta sempre più finalizzato a rinsaldare i contatti umani e una professione che si può imparare ma se predisposti a mettere in discussione le proprie convinzioni prestabilite, ad aprirsi all’inaspettato ed annullare l’umana predisposizione per cui l’altro deve necessariamente essere simile a se stesso.
In questo senso La buona mediazione. Strumenti e tecniche per una conciliazione efficace è un utile testo didattico che fornisce i basilari rudimenti teorici per chi è interessato a cimentarsi in questo nuovo lavoro, aggiorna gli avvocati su un’emergente figura professionale ed offre ad ogni cittadino la possibilità di scoprire un talento conciliatore dentro di sé.

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