domenica, 16 Maggio 2021
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”Short Skin”, buona la prima: applausi e risate all’Adriano

Successo per il debutto del film del regista toscano Duccio Chiarini, tutto girato tra Marina di Pisa e Forte dei Marmi, con un cast giovane e altrettanto toscano

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Ha riempito il cinema Adriano, ieri sera, la prima dell’attesissimo “Short Skin” (www.shortskin.it), lungometraggio di fiction del regista toscano Duccio Chiarini, tutto girato tra Marina di Pisa e Forte dei Marmi con un cast giovane e altrettanto toscano (tra  i protagonisti Matteo Creatini, Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà e Bianca Ceravolo).


Gli applausi alla fine (e le risate durante) sono stati la cornice sonora di un debutto riuscitissimo: Short Skin è una fotografia dell’adolescenza da non perdere.

La storia

Short Skin è la storia di Edoardo, diciassettenne (ammirevolmente interpretato da  Matteo Creatini) alle prese con una malformazione al prepuzio che arriva a guastare un’età già disastrosa di suo. 
La fimosi (questo il nome del problema di Edoardo) costringe il protagonista a un’esistenza senza sesso, in un’età in cui invece l’ossessione di farlo è puntuale come le tasse. Niente di niente: Edoardo non può neppure masturbarsi e questo succede mentre intorno a lui il sesso sembra occupare teste e mutande di tutti. 


Il sesso

Occupa quelle dell’amico Arturo, ossessionato dall’idea di sbarazzarsi della verginità entro fine estate, a qualsiasi costo (letteralmente, a qualsiasi costo: verrà coinvolta – senza esito – anche una prostituta). E occupa quelle dei genitori di Edo, che pensano bene di improvvisare una crisi matrimoniale proprio nel mezzo dei suoi guai personali, salvo risolverla a stretto giro sotto le lenzuola. Ma l’assillo del sesso trova spazio persino nelle giornate della più piccola Olivia, petulante sorellina del protagonista, sboccata, impertinente, a sua volta ossessionata dall’idea di far accoppiare il cane di casa Teagan.

Toscanità, abissi di genere e tabù

Ci sono mille cose in questo film, raccontate con un alfabeto dell’ironia che parla marcatamente toscano (e che non può non richiamare prepotentemente “Ovosodo” di Virzì). 
C’è un inizio brillantissimo, che la dice lunga sin dalla prima scena e catapulta lo spettatore in quella zona della psiche e del corpo del protagonista in cui il sole proprio non batte. 
C’è l’abisso di genere, feroce all’età di Edoardo, che separa il mondo delle ragazze, alle prese con prove generali di malizia e intraprendenza, da quello dei ragazzi, ancora impastati in una palude di goffaggine e timidezza.


C’è il tabù della malattia, che neppure i genitori di Edoardo chiamano col suo nome e che invece sarà proprio lui ad affrontare auto-spedendosi dall’andrologo (e poi in sala operatoria, non senza due lacrime tenerissime e sole, subito prima dell’anestesia). C’è il sesso, con i suoi rituali e una simbologia che è propria dell’adolescenza, in cui persino un polpo si guadagna carica erotica (notevole la scena del protagonista in bagno, faticosamente alle prese con tutto questo).


Ci sono i diciassette anni quasi senza voce di Edoardo, c’è il suo sguardo dimesso e costantemente puntato verso il basso, verso “quel” basso che gli dà tanti problemi. E c’è la poesia di Bianca, vicina di casa alla “respiri piano senza far rumore” che arriva ogni estate da Milano e che nei confronti di Edoardo, questa volta, manifesta una spiazzante apertura. In un paio di scene, fatte belle da una luce di taglio, gli assoli di questa coppia sono capaci di grandissima forza empatica: le musiche (di Woodpigeon) e una bella fotografia fanno il resto.
 E, infine, c’è, su tutto questo, la cascata di luce e vento che si spalma sulla scena conclusiva del film e quel sorriso a occhi socchiusi di chi sta andando a prendersi qualcosa di lungamente sognato.  

Una scena del film

la SCHEDA

Il regista. Nato e cresciuto a Firenze, Duccio Chiarini studia cinema alla London Film School dove in pochi anni realizza numerosi cortometraggi che ottengono importanti riconoscimenti internazionali. 'Short Skin' è il suo primo lungometraggio. Realizzato nell'ambito di Biennale College – Cinema è stato presentato alla 71.a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2014) e alla 65.a edizione del Festival del Cinema di Berlino (2015) nella sezione Generation. Il film, oltre a uscire nelle sale italiane, uscirà nei cinema di numerosi altri paesi tra cui Francia, Regno Unito, Norvegia, Australia e Hong Kong.

Le sale. In Toscana  esce oggi: a Firenze ai cinema Adriano e Uci Cinema; a Campi Bisenzio a Uci Cinema; a Livorno al cinema “4 Mori”; al cinema Splendor di Massa; al Cine8 di Montevarchi; al cinema Teatro Nuovo di Pisa; al cinema Omnia Center di Prato e al cinema Lami di Santa Croce sull’Arno.

Il progetto. Il film, distribuito da Good  Films, è prodotto da Biennale College Cinema, Duccio Chiarini e Babak Jalali per La Règle du Jeu. La produzione esecutiva è di Ginevra Elkann e Francesca Zanza per Asmara Films con la partecipazione di Regione Toscana e Toscana Film Commission. Il film è stato realizzato grazie al progetto Biennale College Cinema, iniziativa lanciata nel 2012 dalla Biennale di Venezia, che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a micro budget.

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