In questi giorni, infatti, l’Arpat, con un Decreto del direttore generale ha fatto partire i provvedimenti per la lotta obbligatoria all’insetto, sia nei territori “focolaio”, come l’area di Pontassieve, Cantagallo e Quarrata, dove è stata rilevata la presenza del Dryocosmus Kuriphilus Yatsumatsu, che nelle “aree tampone”, cioè tutte le zone in una fascia esterna di 15 chilometri dalla precedente. Una cintura di sicurezza che include molti comuni del Mugello e della Valdisieve, ma anche Firenze, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino, Lastra a Signa, Campi Bisenzio, oltre a molti comuni dell’empolese, fra cui la stessa Empoli, Montespertoli, Vinci, e Montelupo.

Dopo una prima segnalazione dell’insetto nel 2002, nella zona pedemontana di Cuneo, infatti, il ‘cinipide galligeno’ è stato individuato verso la fine del 2005 anche in alcuni boschi della provincia di Viterbo, alzando di molto il livello di guardia contro la possibilità di infestazioni, con l’emanazione nel 2006 di un Decreto di lotta obbligatoria contro l’insetto da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali e di un primo intervento dell’Arpat. Nel giugno di quest’anno la presenza dell’insetto è stata rilevata anche in Toscana e questo ha portato l’Arpat a varare severe misure per la lotta obbligatoria contro il Dryocosmus Kuriphilus, sia nelle aree insediamento e focolaio, che in quelle tampone, con obbligo di distruzione.