martedì, 22 Settembre 2020
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Boutique del centro vendeva borse di marca. Ma erano false

Smantellata dalla guardia di finanza un’intera filiera del falso: sequestri in un negozio a due passi da Palazzo Vecchio , in un deposito e in quattro laboratori. Sei le persone denunciate.

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Borse Hermes vendute in una boutique del centro storico di Firenze: ma erano contraffatte.

FILIERA DEL FALSO. E’ stata una serie coordinata di operazioni, che hanno interessato la Provincia di Firenze e Macerata, a permettere di smantellare una vera e propria filiera del falso. Dai luoghi di produzione la merce contraffatta affluiva direttamente nella rete di vendita, che aveva tra i punti nevralgici un negozio situato in un’area fortemente turistica come quella del centro storico di Firenze.

L’OPERAZIONE. La guardia di Finanza è riuscita a risalire fino a un deposito di stoccaggio e a quattro laboratori di produzione ubicati nell’hinterland fiorentino (tre) e in provincia di Macerata (uno). L’operazione svolta dalle fiamme gialle fiorentine ha portato al sequestro di oltre 30mila pezzi di merce contraffatta, tra borse finite, semilavorati, minuteria metallica, cartamodelli, foto e macchinari per la produzione di borse riproducenti il marchio Hermes.

IL NEGOZIO. Le borse sottoposte a sequestro ricalcavano fedelmente la forma di quelle prodotte dalla famosa griffe. Infatti, sulla base delle disposizioni del Codice di Proprietà Industriale, può costituire oggetto di registrazione anche la forma del prodotto. Ma ecco come sono andate le cose. Durante alcune attività di controllo del territorio, è stato notato che un negozio vicino a Palazzo Vecchio, gestito da un uomo di origine iraniana, esponeva borse di marchi come Hermes, modello Birkin, Kelly, Evelyn, Jige. Cosa che ha subito insospettito i finanzieri, perché questi oggetti di pelletteria in genere sono messi in vendita solo nel circuito dei negozi della casa madre.

INDAGINI. L’intervento, realizzato nel “trafficato” punto vendita, ha permesso ai finanzieri di avere notizie circa un magazzino all’ingrosso di Scandicci, gestito da un uomo italiano. Qui erano stoccate 279 borse e 600 accessori pronti per essere vendute agli esercenti di Firenze.
Dall’esame della documentazione contabile ed extracontabile trovata a Scandicci, è stato possibile risalire anche a laboratori di produzione a monte, di cui tre situati in provincia di Firenze, a Calenzano, Fucecchio e Scandicci; uno situato in provincia di Macerata, a Mogliano, gestito da un italiano. Nei laboratori sono state trovate vere e proprie linee di produzione di oggetti di “alto livello” di pelletteria, principalmente del marchio Hermes. Riprodotti anche oggetti a marchio Louis Vuitton e Burberry.

LA SCOPERTA. All’interno dei locali aziendali sono stati rinvenuti cartamodelli, foto, fustelle metalliche, minuteria metallica e quant’altro occorrente per produrre borse molto simili alle originali, al punto da creare difficoltà di riconoscimento dei falsi persino ai periti delle case produttrici chiamate a controllare la merce.  Le borse avevano un costo alla produzione che si aggirava su 100/150 euro a capo. L’intermediario le rivendeva a 200/300 euro. Nel negozio, il prezzo di vendita al pubblico si aggirava intorno a 650/700 euro e oltre, a seconda del tipo di materiale di produzione.

DENUNCE. Oltre al sequestro del materiale, sono state denunciate 6 persone (4 italiani, un cinese e un iraniano) per produzione e commercio di merce contraffatta: tutti rischiano una pena che prevede la reclusione fino a 4 anni ed una multa fino a 35mila euro. Le indagini – spiegano le fiamme gialle – proseguono, ricostruire l’ammontare complessivo della produzione e commercializzazione dei prodotti contraffatti sino ad oggi effettuata dalle imprese coinvolte dalla loro costituzione sino ad oggi, utile a quantificare l’ammontare dell’evasione fiscale perpetrata.

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