martedì, 24 Novembre 2020
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Danze over 50, ma non chiamatele balere

Valzer, mazurca, polca e tango spopolano in città e provincia. Viaggio nei dancing di Firenze, dove il popolo delle tempie grigie si scatena nei weekend. I locali che ospitano il ballo da sala sono sempre di più, così come gli appassionati.

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Un, due, tre. Un, due, tre. Il ritmo è scandito dalla voce di un’orchestra che suona i tre tempi di un giro di valzer. Si muovono al passo delle migliori danze viennesi – declinate per l’occasione nelle varianti romagnole più variopinte – o anche di mazurca, di polca, tango e fox-trot. E non sono nemmeno troppo impacciati, anzi si destreggiano con molta più disinvoltura di un ventenne.

Chi pensa che la notte sia popolata solo da giovani e adolescenti vagabondi, alla perenne ricerca di svago, si sbaglia di grosso. Non tutti gli adulti e, soprattutto, non tutti gli anziani, si lasciano abbindolare dalle promesse di banali serate trascorse davanti alla tv. C’è chi si organizza, riempie un borsone con scarpe tirate a lucido e va incontro alla notte fiorentina. Chi frequenta questi luoghi preferisce non chiamarle “balere”. Troppo datato come termine, oggi si chiamano “dancing”. A Firenze ce ne sono molti e anche molto frequentati.

Con la stagione estiva ormai iniziata, la maggior parte dei provetti ballerini si trasferisce al mare in cerca di frescura e di conseguenza le sale cittadine ne approfittano per chiudere qualche mese e rifarsi un po’ il look. La più frequentata, nel resto dell’anno, è la “Beautiful dance” della casa del popolo di San Bartolo a Cintola. Duecentocinquanta presenze fisse nel fine settimana, un’orchestra che suona dal vivo e coppie di affezionati danzatori che la frequentano da decenni. «Ci sono anche coppie di ultraottantenni», racconta Roberto Bignoni dello staff. «Anch’io all’inizio non sapevo ballare, poi ho fatto un corso e ora mi diverto molto». Niente paura, anche in estate chi rimane in città sa dove e come trovare il posto adatto per soddisfare la voglia di scatenarsi.

Le più organizzate sono sempre le Case del Popolo, che mettono a disposizione piste all’aperto attrezzate per dimenarsi al ritmo di liscio, musica revival anni Sessanta e Settanta e, sempre più spesso, balli latino-americani. Programmi non-stop per tutta la stagione sono offerti dal dancing “La Zambra” di Sesto Fiorentino, dove il venerdì sera a partire dalle 21.30 ci si lancia in appassionate session di liscio e revival. Non ci sono limiti di età. Generalmente gli appassionati del genere vanno dai 40 ai 90 anni e bisogna essere rigorosamente in due. Coppie affiatate che non si stancano di danzare guancia a guancia. Altro locale che mette a disposizione una pista all’aperto è “El pueblo”, alla Casa del popolo di Calenzano, qui le occasioni si moltiplicano. Si balla il mercoledì, il venerdì, il sabato e la domenica. Uomini e donne impettiti che volteggiano lanciandosi in piroette da competizione. E’ essenziale essere affiatati e amanti del genere. «Se si viene da soli in questo tipo di locali, si rischia di non ballare», avverte un organizzatore.

Tra i dancing muniti di piste all’aperto ci sono anche le Case del popolo di Settimello, Chiesa Nuova, Pozzolatico, Varlungo, Osteria Nuova, insieme a quelle estemporanee organizzate in occasione di sagre e feste di paese. E allora… che inizino le danze.

 

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